Le accuse a Joss Whedon: terremoto nell’universo di Buffy

Joss-Whedon

Le rivelazioni

Charisma Carpenter, tramite un post su Instagram, ha espresso la sua verità sul regista Joss Whedon.
L’attrice, che è stata il volto di Cordelia Chase nelle serie cult di fine anni ’90 Buffy L’Ammazzavampiri ed Angel, ha denunciato la condotta poco professionale di Whedon.
Non è la prima volta che il noto regista riceve simili accuse. Già Ray Fisher aveva descritto il comportamento di Whedon sul set del film Justice League come tossico.

Dopo queste rivelazioni, riusciremo a guardare le sue opere con gli stessi occhi?

Le parole di Charisma Carpenter

Ha creato ambienti di lavoro tossici ed ostili fin dall’inizio della sua carriera. Lo so perché ne ho avuto esperienza in prima persona. Ripetutamente.

Charisma Carpenter

Ecco uno stralcio del post pubblicato da Charisma. In esso, l’attrice ha descritto il comportamento di Joss Whedon sul set.

Stando a quanto dichiarato, il regista avrebbe più volte deriso le sue credenze religiose, la sua fisicità e le avrebbe reso impossibile vivere serenamente la sua gravidanza, occorsa nel 2003, mentre collaboravano sul set di Angel.
A tal proposito, Charisma ha definito il noto regista come un vampiro, in grado di risucchiare tutta la gioia della maternità.

Immediatamente, molte colleghe hanno fatto sentire la propria voce. Sarah Michelle Gellar, interprete di Buffy, ha espresso il suo totale appoggio alla Carpenter, chiedendo di non essere più associata al nome di Joss Whedon. Anche Michelle Trachtenberg, interprete della sorellina Dawn, ha espresso la medesima volontà.
Allo stesso modo, Eliza Dushku ed Amber Benson, che hanno interpretato rispettivamente la cacciatrice Faith e la strega Tara in Buffy, si sono strette attorno a Charisma.

Un ambiente di lavoro non confortevole può avere nefaste conseguenze sul benessere di chi vi è immerso: i danni psicologici sono spesso decisamente cospicui.
Non solo diventa difficile svolgere il proprio lavoro in maniera produttiva, anche la sfera privata ne risente a dismisura. Fiducia in se stessi e nelle proprie capacità che inizia a scarseggiare, ansia da prestazione, stress: sono solo alcuni degli effetti che un ambiente lavorativo tossico può causare.

Il Buffy-verse: punta di diamante di Joss Whedon

Per ogni generazione c’è una prescelta, che si erge contro i vampiri, i demoni e le forze delle tenebre… lei è la cacciatrice!

Intro delle prime due stagioni di Buffy L’Ammazzavampiri

Chi è che non ha mai sentito questa introduzione? E, chi non l’avesse mai sentita, quanta difficoltà avrebbe ad associarla a Buffy? La percentuale sarebbe molto vicina allo zero, probabilmente.
Almeno un’intera generazione è cresciuta guardando le avventure dell’ammazzavampiri Buffy e della sua Scooby Gang.
Abbiamo tenuto il fiato sospeso, abbiamo amato le sue battute ironiche appena prima di sconfiggere il nemico di turno e abbiamo seguito con lo stesso entusiasmo i suoi problemi di cacciatrice e i suoi problemi di adolescente.
Non si può negare che l’universo di Buffy sia diventato una componente importante dell’immaginario collettivo. È lì che abbiamo conosciuto i primi esempi di vampiri belli e dannati, ma dal cuore tenero come Angel o Spike.

Ed ora, sapere che colui che ha diretto queste ed altre opere non si sia sempre comportato in maniera giusta lascia l’amaro in bocca. È pur vero che, fino a prova contraria, vige il principio della presunzione d’innocenza. Per il momento, però, Joss Whedon non ha ancora rilasciato nessuna dichiarazione in merito.

In ogni caso, mentre si aspetta che venga fatta luce sulla questione, farà sicuramente uno strano effetto riguardare i suoi progetti. Non si potrà fare a meno di pensare a quanto alcuni attori possano essersi sentiti a disagio durante le riprese.
Eppure, d’altra parte, forse questo dovrebbe farci apprezzare ancor di più il loro talento.
Nonostante tutto, infatti, hanno dato vita a qualcosa di memorabile.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.