La definitiva sconfitta dell’approssimazione?

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Scendere a miti consigli per sopravvivere

Non si hanno più notizie, da tempo, degli apriscatole; non si sa dove siano finite le competenze addette all’utilizzo.

Siamo ancora in attesa di comprendere quando è trascorso “l’anno bellissimo”, non sappiamo in quali oscuri meandri stanno operando i navigator.

La supponenza appare, di colpo, oscurata dalla competenza; tuttavia, ancora ci sono rigurgiti di pura autoreferenzialità, basata sul nulla.

Ci sono i fatti a testimoniarlo, esistono prove inconfutabili della assoluta impreparazione, sciorinata da tempo in qua.

Perfino i dispositivi di protezione individuali sono diventati sobri.

Superare il caos per tornare a sperare

Sembrano esauriti i propositi di assistenza e, a quanto si avverte, si stanno dando i dovuti spazi alle programmazioni; le compatibilità delle competenze, con le adeguate sinergie, sono la leva decisiva per una ripresa, nell’interesse generale.

Sembra che la concretezza riaffiori e le vacuità vacillino. Soprattutto, per fortuna, la comunicazione ha riacquistato credibilità e garbo istituzionale.

Ci sta solo ed esclusivamente da lavorare e, finalmente, il dilettantismo appare all’angolo. Irrimediabilmente, arrivato all’epilogo.

L’esecutivo che sta per nascere sarà il segnale della ripartenza, della fiducia, seria e fondata, su una rinascita tangibile?

Di certo il fondo era stato toccato, anzi superato, adesso si può essere supportati da un fiducioso futuro.

Il Draghi sudista

La madre, del Presidente incaricato, era nata a Monteverde Irpino; l’attenzione al Sud dovrebbe essere insita, quasi nel DNA.

A parte le celie, il Professore è certamente attento agli interessi economici, nella globalità delle esigenze e, quindi, senza avere nulla a che fare con preclusioni e agevolazioni. La ripartenza è “Italiana”, non solo appannaggio di una parte della Nazione.

In definitiva, Mario Draghi appare completamente autonomo e del tutto slegato dagli interessi, fin qui espressi, degli improvvisati attori che hanno calcato il palcoscenico del dilettantismo politico.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.