La ginnastica paralimpica secondo Maky Palermo

Maky Palermo - ginnastica paralimpica

Una ragazza dai grandi obiettivi, l’amore per lo sport e la visione di renderlo accessibile a tutti

Sono questi gli ingredienti che hanno fatto in qualche modo il “successo” di Maky Palermo, giovane secondiglianese coach di ginnastica artistica femminile, psicomotricità e gioco-sport, danza moderna e acrobatica.

Tanti gli obiettivi raggiunti, ancor di più i progetti futuri, ma tra quelli già concretizzati vi è un libro, dal titolo un po’ lungo ma che catapulta il lettore subito nel vivo del tema affrontato: Per una ginnastica paralimpica. Ginnastica, Acrobatica, disabilità: quali prospettive.

In questo libro troviamo quello che è l’embrione teorico e metodologico della Ginnastica Paralimpica, uno sport che di fatto è tutto da inventare, adattare e costruire.

Le storie narrate dalla coach

“A supporto del mio lavoro che è tutto sperimentale”, spiega Maky, “ho raccolto innanzitutto le storie di atletǝ in tutto il mondo che praticano discipline vicine alla ginnastica artistica, come la danza, la pole dance, le discipline aeree, il calisthenics che mi sono servite come base per tentare di tracciare delle linee guida per la ginnastica artistica adattata e quindi per avere il riconoscimento paralimpico.”

“C’è anche un po’ di storia della disabilità – dice Maky – e dello sport Paralimpico, oltre che una riflessione sul potere del linguaggio e una critica all’ottica abilista e alle difficoltà di accesso alle risorse.”
Maky – Mariachiara all’anagrafe – ha provato ad affrontare il tema adottando diverse prospettive per averne un quadro completo.

Dal documentario su Vincenzo Boni al riconoscimento nazionale, i traguardi di Maky Palermo

La Palermo ci spiega che l’esigenza di lavorare a questo progetto nasce in realtà nel 2017, quando ha avuto l’occasione di girare un piccolo documentario sul nuotatore paralimpico Vincenzo Boni.  Lì ha iniziato a chiedersi perché tra gli sport agonistici non ci fosse anche la ginnastica artistica, sport che insegna ancora oggi.

E’ stato naturale al termine del suo percorso universitario in Scienze Motorie dedicarsi alla realizzazione di questo sogno. La pubblicazione del libro rappresenta uno strumento per far conoscere questa disciplina ad un vasto pubblico, creando al contempo incontri per poterci lavorare insieme.

Ma l’impegno di Maky Palermo non si ferma solo alla periferia o alla città. Il suo lavoro è stato riconosciuto a livello nazionale, diventando un’informatrice paralimpica: “Sono contenta che il comitato Paralimpico abbia trovato valido il mio percorso accademico e il mio lavoro nella ginnastica e spero di avere occasione di poter mettere davvero in atto quanto sperimentato” ci spiega.

Anche la Federazione di Ginnastica l’ha appoggiata, autorizzando a far gareggiare ai Campionati Nazionali di Rimini 2023 una ginnasta amputata, Maddalena Milone. E proprio sulla base del lavoro svolto a Rimini e in alcuni allenamenti fatti con Maddalena, che la Direttrice Tecnica Nazionale del Settore GPT della Federazione di Ginnastica ha deciso di inserire le Parallele Asimmetriche nel programma tecnico Promogym, avendo Maky dimostrato essere un attrezzo particolarmente indicato per ginnasti con amputazione agli arti inferiori.

Uno sguardo al futuro e alla sua Napoli

“Di questo ne vado davvero orgogliosa” ci dice. Tra i suoi progetti futuri c’è quello di accompagnare una atleta ai giochi olimpici di Los Angeles. “Il progetto di Los Angeles 2028 ovviamente è un sogno e mi rendo conto che forse in un solo quadriennio olimpico è davvero difficile ottenere il riconoscimento paralimpico, anche perché si tratta di coinvolgere tutto il mondo, non soltanto il panorama sportivo Italiano. Ma sono certa che prima o poi ce la faremo.”

La passione di Maky Palermo è partita e continua ogni giorno in una palestra nella periferia di Napoli e lei stessa crede fortemente che in un altro quartiere di Napoli il mio progetto non sarebbe stato più facile. “Credo che sia nato in me proprio perché lavoro, sono nata e cresciuta in periferia e mi sono formata in una società sportiva che è sempre stata attenta a i soggetti più fragili. Quindi non credo che in questo caso si possa parlare di discriminazione nei confronti della periferia”, afferma la coach.

Quello che però Maky si chiede è se forse in un altro Stato sarebbe stato più facile, avendo riscontrato un po’ di difficoltà a coinvolgere enti e società; ad esempio alcune società sportive che praticano già altre discipline Paralimpiche sono sembrate scettiche nel provare a coinvolgere i loro stessi atleti in questo progetto.

Lavorare per coinvolgere atletǝ società sportive, organi sportivi e presidii medico- sanitari, garantire a tutte e tutti mezzi e risorse per praticare sport, per ottenere le protesi sportive” questo è l’obiettivo di Mariachiara, insieme ad una buona azione di sensibilizzazione e comunicazione, le società sportive che offrono già discipline Paralimpiche potrebbero essere le più grandi alleate.

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