La mamma a Napoli è uno stato mentale

La mamma a Napoli è uno stato mentale

La mamma partenopea è una e centomila per tutte le cose che fa quotidianamente

In tutta Italia si dice che la mamma è sempre la mamma, a NapoliA mamma e a mamma“. Le mamme napoletane non lo sono solo con i figli ma anche con le amiche, con le vicine di casa, con i figli delle altre.

La mamma napoletana è una mamma giovane, già a venti anni, a quaranta diventa nonna. Si stacca presto dai giochi, il bambolotto che prima aveva tra le mani per giocarci ora lo ha tra le braccia, dal vivo, in carne e ossa. Cresciuto dalle nonne, le zie e le vicine di pianerottolo. La mamma napoletana è una mamma con la tuta e le scarpe da ginnastica, tra mille impegni lavorativi, tra le faccende di casa affaccendata.

La mamma, a Napoli, è una figura mitologica

Ed è così che “piccole ma crescono al quadrato“. La mamma è quella figura mitologica che anche se vivi a Londra da dieci anni e sei uno stimato professionista ti telefona durante una riunione di lavoro e ti domanda se hai mangiato, se hai messo la maglietta della salute e se hai bisogno che ti invii un pacco con le delizie partenopee.

Per la mamma sei sempre piccolo, sempre in corsa verso qualche guaio che avrà la volontà di andare a risolvere al posto tuo. La mamma napoletana è quella che ti sgrida anche in pubblico, davanti a tutti per farti capire che la sua ramanzina deve essere plateale e incisiva.

Le mamme napoletane crescono insieme ai figli, sono quelle che stanno a casa e aspettano che il marito le faccia “campare” ma sono anche quelle che si alzano presto al mattino per fare da padre e da madre, di un’indipendenza disarmante. La mamma è anche quella in carriera che tra mille difficoltà ti fa crescere con tutte le attenzioni possibili.

Quella che prima di andare al lavoro ti riscalda il cornetto nel fornetto anche se sa che quando lo mangerai sarà duro come un tozzo di pane raffermo. Ma per lei conta il pensiero e il gesto. La mamma napoletana è “guai a chi tocca mio figlio” sempre sulla difensiva eccetto per le maestre, quelle vanno sempre rispettate e ascoltate perché altrimenti si scatena l’inferno delle punizioni.

La mamma napoletana è speciale, è quella che prepara il ragù la domenica e ti carica di pranzi pronti tutta la settimana. Quelli da portare a casa dentro le confezioni bene sigillate ma da dove emana un profumo non indifferente.

È importante che ogni consiglio che una mamma da deve essere eseguito alla lettera altrimenti scatta la frase “Hai visto te l’avevo detto, se stavi a sentire a me“, si perché la mamma è quella che non solo dispensa consigli ma l’impone pure.

Cosa dire di tutte quelle mamme ragazzine? Un plauso a loro che con tenacia e forza di volontà hanno scelto di dedicarsi alla famiglia, complimenti anche alle mamme che anche in tarda età decidono di dare alla luce la cosa più bella che un essere umano possa generare, la continuazione della vita.

Gli uomini “mammoni”

E poi ci sono gli uomini mammoni, quelli che “Chiedo a mammà“, fortunate le nuore che vanno d’accordo con le mamme dei propri amori, in fondo sono anche loro un po’ mamme di questi Peter Pan ancora legati al cordone ombelicale. Quello non l’ho staccheranno mai, anche quando diventeranno nonni.

Evviva la mamma, in tutte le sue forme ed espressioni affinché il concetto d’amore possa essere espresso non solo tra mamma e figlio ma anche tra la “Donna” e il resto del mondo, perché essere madre non è generare una persona ma uno stato mentale.

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