Le antiche rovine del “Macellum” puteolano

Le antiche rovine del Macellum puteolano

Viaggio alla scoperta del Macellum di Puteoli, l’antica Pozzuoli. Un luogo ricco di storia e tradizione

Nascosto nel cuore pulsante di Pozzuoli, tra edifici moderni e strade vivaci, si cela una perla del passato: il Macellum, noto anche come Tempio di Serapide. Risalente al “beatissimum saeculum” (II secolo d.C.), questo sito archeologico è un portale verso l’antica Roma, offrendo uno sguardo autentico sulla vita del tempo. Al Macellum, le narrazioni della storia, le meraviglie dell’arte e i segreti dell’archeologia si intrecciano in un tessuto ricco e affascinante, trasportando chi lo visita in un viaggio attraverso i secoli.

Il Macellum: un mercato che fu Tempio

La storia del Macellum di Pozzuoli è particolarmente affascinante per il modo in cui si intrecciano mito, equivoco storico e realtà quotidiana dell’antica Roma. La scoperta di una statua di Serapide, una divinità di origine egizia venerata anche nell’Impero Romano, ha dato vita alla leggenda che identifica erroneamente il Macellum come un tempio a lui dedicato.

In effetti, la presenza di tale statua potrebbe essere stata parte di un piccolo santuario all’interno del mercato stesso, una pratica comune in molti complessi commerciali romani, dove il commercio e la religione spesso coesistevano. Il Macellum, nella sua essenza, era un fulcro vitale per la città di Puteoli (l’odierna Pozzuoli), un luogo pulsante di attività.

Come mercato, era il centro della vita economica e sociale, un luogo dove i cittadini si incontravano non solo per acquistare beni ma anche per socializzare, scambiare notizie e partecipare alla vita civica. I resti architettonici mostrano una struttura ben organizzata, con spazi dedicati ai vari commercianti e artigiani. Questi spazi erano probabilmente occupati da botteghe di macellai, pescivendoli, venditori di frutta e verdura, nonché da artigiani che offrivano beni come tessuti e oggetti d’uso quotidiano.

Effetti del bradisismo

I Campi Flegrei sono famosi per i fenomeni di bradisismo, una manifestazione geologica caratterizzata dall’abbassamento e dal sollevamento della crosta terrestre causati dall’attività vulcanica sotterranea. Questi movimenti tellurici hanno avuto un impatto significativo sul Macellum, il cui paesaggio porta ancora le tracce di questa incessante “danza geologica“.

L’acqua di mare, testimone mutevole dei movimenti della terra, ha lasciato le sue impronte indelebili sulle colonne del Macellum. I segni di erosione visibili oggi sono una testimonianza tangibile di secoli di variazioni del livello del mare, conferendo al sito una duplice valenza: non solo un rilevante sito storico e archeologico, ma anche un affascinante capitolo nella storia geologica della regione.

Una meta turistica fondamentale

Nel presente, il Macellum di Pozzuoli si afferma come una destinazione turistica di primo piano, richiamando un variegato pubblico di accademici, studenti e curiosi da ogni parte del globo. Quest’antica meraviglia non è solo una finestra sulla vita commerciale di un tempo, ma come abbiamo detto, è anche una lezione vivente di geologia e storia naturale, che illustra gli intricati legami tra l’uomo e la terra. Il lavoro di tutela e valorizzazione di questo sito è in costante evoluzione, mirando a preservare e trasmettere il ricco retaggio storico che il Macellum incarna.

Questo sforzo costante assicura che il legame con il nostro passato rimanga forte e accessibile, permettendo alle future generazioni di apprezzare e imparare dalle tracce lasciate dai nostri antenati. Ogni passo tra le pietre secolari è un viaggio nel tempo, un’opportunità di abbracciare le storie sussurrate dalle antiche mura.

Il Macellum si presenta come un testimone silente dell’impermanenza e della grandezza delle civiltà che l’hanno abitato. La sua atmosfera continua a incantare e ad educare chiunque attraversi i suoi confini, offrendo una lezione tangibile sulla tenacia dell’umanità nel plasmare il proprio destino nel corso dei secoli.

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