Libri: il piacere della lettura oggigiorno

libri-scolastici

“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge, avrà vissuto 5000 anni”

I libri, oltre al contatto fisico, olfattivo con la copertina e con la carta dai quali sono composti (oltre al formato digitale nel quale sono spesso trasformati), sono ricchi di argomenti tra i più disparati. Ci si può immergere tra le pagine dei romantici e talvolta sdolcinati racconti rosa, dove il classico bad boy, ruberà il cuore a molteplici lettrici. Immedesimarsi in uno Sherlock Holmes con un giallo, il quale assassino sarà quasi sempre inaspettato. I gran classici, che permettono di rivivere e immedesimarsi nell’epoca dell’autore che ne tratta, rivivendo lotte di classe, inferiorità di ceto e questioni belliche. Oppure in un horror psicologico, dove il folle autore ha il compito di creare immagini macabre mettendo il lettore davanti a scenari surreali, tanto da portarlo a riviverli sulla propria pelle.

Il magico potere dei libri

I libri oltre a un mero strumento di cultura, possono per i più accaniti, rappresentare un vero e proprio passatempo. Uno strumento per rifugiarsi in un posto sicuro, una realtà diversa nel quale il lettore può sentirsi estraniato. Un testo di qualsiasi genere, permette a colui che lo legge di vivere diverse vite, di immedesimarsi e far suo il dramma del protagonista. Avvicinarsi a vite parallele e addirittura entrarne in contatto con altre assurde e straordinarie, in quanto hanno la potenzialità di mettere in mostra, quanto sia variegato il mondo. Anche dal punto di vista neurologico, un libro è capace di compensare il processo cellulare degenerativo, che avviene con il passare con gli anni.

Ma la lettura rappresenta anche un momento privato, quasi intimo, il quale si presenta quando l’autore, getta su carta il suo io, facendo si che si crei un’interconnessione particolare. Quest’ultima potrà suscitare le più disparate emozioni, davanti un tè, una cioccolata calda o magari al calduccio, sotto le coperte. Le pagine con la propria magia sono inoltre in grado di suscitare risa, suspance, sorpresa o addirittura il pianto. Quando un racconto, una storia, di qualunque genere sia, sembra così vicina alla propria, quando un autore quindi, sembra quasi aver parlato al nostro cuore, avendovi capito il suo stato d’animo. In modo quindi da non sentirsi più un granello di sabbia nel mondo, ma parte di un meccanismo del quale tutti ne siamo i protagonisti.

La lettura è un’immortalità all’indietro

Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito, perché la lettura è un immortalità all’indietro“.

Umberto Eco

Così Umberto Eco, lodava il potere dei libri, su quanto potessero aiutare a immedesimarsi, soprattutto poter simulare lo stato mentale altrui. La lettura aiuta inoltre a provare maggior empatia, data la moltitudine di personaggi con cui si identifica durante la narrazione. Inoltre è una macchina del tempo, la quale permette di imbatterci in situazioni diverse nelle epoche più disparate, ripercorrendo spesso, anche la tradizione, cultura di una popolazione. Senza dimenticare inoltre, che può essere utilizzato come mezzo dal quale trarre una morale, per capire come i nostri comportamenti influiscono sulla realtà e soprattutto come la società potrebbe reagirvi.

Il diritto d’autore: la tutela del carattere creativo

Non bisogna però mettere da parte anche chi, con il proprio ingegno, riesce spesso a creare mondi riguardanti le scienze, la letteratura, in modi e forme di espressione degne di appassionare anche il lettore saltuario. Infatti il diritto d’autore non è altro che una serie di facoltà, che rivendica la paternità d’opera, così da opporsi a qualsiasi modificazione dell’opera stessa. Il diritto è inalienabile, anche dopo la morte dell’autore. Inoltre l’autore stesso può anche decidere di non rivelare la propria identità.
Un diritto che però nel corso della storia è stato più volte violato, basti solo pensare alla Gerusalemme liberata, la quale fu pubblicata senza il consenso dello stesso Tasso, quando era ancora rinchiuso nell’ospedale di Sant’Anna. La riscrittura successiva dell’opera, infatti, non ebbe lo stesso successo della prima.

Ambasciator