C’è più gioia nel dare che nel ricevere

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La realtà di questo splendido versetto ci riporta all’amore e all’altruismo.


Noi siamo fatti per amare e per essere amati.
Nel profondo di noi abbiamo un bisogno immenso di sentirci amati e soprattutto abbracciare un’altra dimensione, una dimensione ancora più profonda dell’essere amati, quella di amare.

Ciò che ci rende umani, che riempie realmente la nostra vita è il contatto con gli altri.
La vera felicità del dono è tutta nell’immaginazione della felicità del destinatario.

Siamo tutti esseri umani cresciuti sotto varie influenze e bisogni, immersi in una realtà fatta di relazioni sane ma anche di relazioni “bisognose” ed ogni relazione ci permette di crescere, imparare lezioni per evolvere, migliorare.

Ma c’e’ da chiedersi: “ MA OGGI IL DONO ESISTE ANCORA?”

Per poter donare, bisogna essere ricchi e la vera ricchezza non è sempre spontanea, né la si può improvvisare: essa consiste nella crescita interiore e nella consapevolezza, che rende benevoli ed equanimi, che sradica le radici dell’ego, che rende aperti, gioiosi e sensibili ai bisogni altrui .
Chi ha compreso questo e si sforza di realizzarlo, è in grado di donare e anche di offrire quel dono supremo e perfetto che è il dono di se stessi.

Il valore del dono non è paragonabile a quello del regalo. Donare significa offrire qualcosa che esprime il nostro amore incondizionato verso qualcuno. Non è un atto dovuto, bensì totalmente spontaneo, disinteressato e inaspettato, perché non è una scadenza nell’agenda!

“Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere”.

Albert Einstein

E se osserviamo le persone ci rendiamo conto che si distinguono per questa capacità, che si rivela fin da subito.

Esperire il donarsi

Basta riflettere sulle testimonianze di persone, soprattutto quelle che, come me, si impegnano nel volontariato; dopo aver fatto un’esperienza di dono mediante iniziative di assistenza, di accompagnamento e di liberazione degli altri, soprattutto nei confronti dei più fragili e poveri, affermano quanto benessere hanno percepito dentro di sé e quanto bene hanno ricevuto.
Possiamo affermare che nel dare la propria mano, il proprio aiuto e soprattutto la propria vicinanza e solidarietà c’è il segreto dello stare bene. Un movimento invisibile ma importante per dare senso, gusto e felicità alla propria vita.

Io stessa sono testimone di relazioni sociali nate dal dono e dalla solidarietà umana condivisa. Nel corso della mia vita molte persone mi hanno ringraziato e ho notato, che oltre alle parole di incoraggiamento, avevano bisogno anche di calore umano e di affetto. Spesso è bastato un semplice abbraccio, un sorriso, una parola dolce per vedere nei loro occhi una luce diversa e non si può mai davvero dimentica quella luce nel loro sguardo.

Eppure, non avevo fatto nulla di eccezionale!

Per aiutare e incoraggiare qualcuno, non è importante la distanza, il luogo o il tempo… ogni situazione è utile e adatta per donare qualcosa.

Elemento essenziale dell’amore

Di seguito un passo tratto dal libro del celeberrimo filosofo, Eric Fromm:

“Dare è la più alta espressione di potenza. Nello stesso atto di dare, io provo la mia forza, la mia ricchezza, il mio potere. Questa sensazione di vitalità e di potenza mi riempie di gioia. Mi sento traboccante di vita e di felicità. Dare dà più gioia che ricevere, non perché è privazione, ma perché in quell’atto mi sento vivo.
Che cosa dà una persona a un’altra? Dà se stessa, ciò che possiede di più prezioso, dà una parte della sua vita. Ciò non significa necessariamente che essa sacrifichi la sua vita per l’altra, ma che le dà ciò che ha di più vivo in sé; le dà la propria gioia, il proprio interesse, il proprio umorismo, la propria tristezza in tutte le espressioni e manifestazioni di ciò che ha di più vitale. In questo dono di sé stessa, essa arricchisce l’altra persona, sublima il senso di vivere dell’altro, sublimando il proprio. Non dà per ricevere; dare è in se stesso una gioia squisita.”

Bibliografia

L’arte di amare, Eric Fromm, Mondadori, Milano 1996, pp. 34-36.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.