Ma che lingua parlano i nostri giovani?

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Il “giovanilese”, il linguaggio dei giovani!

In generale il linguaggio dei giovani cambia molto rapidamente, seguendo i loro cambiamenti. Così, nel passaggio da una generazione a un’altra, ma anche di pochi anni o di mesi, molti vocaboli vanno persi, mentre altri sono più duraturi.

Le caratteristiche del linguaggio giovanile sono: eterogeneità del vocabolario, varietà nel tempo e nei luoghi, canali espressivi tipici e propri.

E’ quindi un linguaggio molto variegato, spesso contestato, raramente valorizzato, ma che, con i suoi pregi e i suoi difetti, rimane uno degli elementi che più caratterizzano i ragazzi. Rapidamente tutti sono diventati affezionati usufruitori di sms e chat.

Parlato informale e spesso scherzoso, forme dialettali, forestierismi, frasi prese in prestito dalla pubblicità, dal cinema o dai media, espressioni gergali tradizionali e innovative si fondono tra loro nel “giovanilese“, il linguaggio proprio dei giovani, spesso di difficile comprensione immediata per gli adulti. Frasi che contengono espressioni verbali del tipo: “Vietato spoilerare” è una delle innumerevoli frasi diventate ormai ordinarie nel linguaggio comune. La maggior parte dei neologismi sorti negli ultimi anni trae la sua origine dal web. Il significato del verbo “spoilerare”, che collega il mondo cinematografico al mondo della rete, è semplicemente: anticipare.

Alcuni verbi sono stati italianizzati ed è diventato abituale imbattersi in frasi come “Ti whatsappo un file”, “Snappo una foto”. 

I ragazzi e le relazioni

Nel glossario dei neologismi rientrano anche termini senza una chiara origine. Un ragazzo può essere molto triste perchè è stato “friendzonato”, ovvero la ragazza di cui si è innamorato lo vede solamente come un caro amico.

E cosa c’è di peggio del ghosting?  Consiste nel mettere fine ad una relazione interrompendo tutti i contatti ed ignorando i tentativi di comunicazione del partner. Restando sempre in tema di esempio di immaturità emotiva di un partner, il friendzonato si può evolvere o in Zombieing o in Orbiting. Il primo è colui che resuscita tutto d’un tratto; il secondo,invece, è l’ex, dopo averci lasciato, continua a tenerci nella sua orbita, sin da subito, senza lasciare tempo e spazio all’altro di elaborare la fine del rapporto. 

E poi…

Il linguaggio dei giovani

Limonare

Da non confondere con la limonata! Infatti questa parola si riferisce all’atto di baciarsi usando la lingua!

Avoglia

Questa parola si usa per comunicare: “abbondanza in quantità”.
Esempio: “Quante volte hai visto La Casa di Carta? Avoglia!”

Bordello

Questa parola è semplicemente utilizzata per descrivere una situazione problematica, confusionale e caotica.
Esempio: “La mia stanza, come sempre, è un vero bordello!”

ATTENZIONE: la parola “bordello” è anche utilizzata, in modo volgare, per indicare le case chiuse

Botto

Questa parola si usa per indicare una grande quantità.
Esempio: “Oggi ho corso un botto”, ossia “oggi ho corso tanto/molto”.

Però spesso i giovani la usano anche come sinonimo di “incidente”.

Fare after

Questa espressione è utilizzata per esprimere l’intenzione di passare una notte in bianco magari consumando bevande alcoliche.
Esempio: “L’estate scorsa, a Ferragosto, ho fatto after con i miei amici!” 

Scialla

Questa parola è generalmente usata come sinonimo di “tranquillo”.
Esempi: “Scialla, una bocciatura non è la fine del mondo!”
oppure:
“Tu sei un tipo scialla…”

A questo punto a noi adulti non resta che tener il passo  con la vita che avanza  e apprezzare la loro creatività, che non riscontra nessuna difficoltà nell’ essere compreso come una contaminazione simpaticamente condivisa.

Ed io, da madre di due adolescenti, sento già di essere a buon punto ed ogni giorno, in religioso silenzio, presto attenzione nella speranza di rendermi edotta, attraverso l’ascolto delle loro conversazioni.

Per la serie: piu’ si vive e piu’ si impara!

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.