Lino D’Angiò, da Telegaribaldi alle Lezioni di Napoletanità

Lino D'Angiò

Lino D’Angiò, amato dal pubblico, riempie i teatri e regala agli spettatori simpatia e leggerezza divertendo senza essere mai banale

Lino D’Angiò è un napoletano doc, attore, autore teatrale e televisivo, ideatore e conduttore di trasmissioni diventate dei veri e propri cult, tra i più amati c’è Telegaribaldi condotto con Alan De Luca, che ha lanciato negli anni molti comici tra cui Rosaria De Cicco, Biagio Izzo, Rosalia Porcaro, Alessandro Siani e I Ditelo voi, solo per citarne alcuni.

Negli anni a seguire ancora televisione ed altri successi con Avanzi Popolo! – The Original, Facciamo …Piazza pulita, Il codice D’Angiò, BELL&POK, Piacere D’Angiò e il divertentissimo Koprifuoco!.

Le riuscitissime imitazioni di Lino D’Angiò

Lino D’Angiò è anche un apprezzatissimo imitatore. Tra i personaggi più esilaranti del suo repertorio Antonio Bassolino, chiamato Bassolindo, sindaco di Napoli e poi l’attuale Sindaco Gaetano Manfredi, il Presidente della Regione Vincenzo De Luca, il Presidente del Calcio Napoli Aurelio De Laurentiis, Maurizio Sarri e Carlo Ancelotti fino a Maurizio De Giovanni, Papa Francesco, lo Chef Cannavacciuolo, Toni Servillo, Massimo Ranieri e Nino D’Angelo. Se ne potrebbero citare moltissimi altri perché la versatilità di D’Angiò gli permette di imitare alla perfezione praticamente chiunque.

Al di là della comicità D’Angiò è una maschera, nel senso proprio dell’antica commedia dell’arte, pronta a plasmarsi a seconda di quello che la sua mente vulcanica inventa, scrive e poi offre agli spettatori.

A proposito di maschere, molto spesso sei ritratto con una maschera di Pulcinella tra le mani, un forte potere simbolico che mette insieme il teatro e la città di Napoli

Si ma bianca non nera. Mi accompagna da molti anni. Per me rappresenta la purezza. Ritengo che i personaggi che imito siano le moderne maschere della Commedia dell’Arte. Poi anche perché Napoli viene spesso purtroppo rappresentata in nero. Il lavoro “nero”, la criminalità “nera”, la spazzatura “nera”, la maschera di Pulcinella bianca mi permette di giocare sui luoghi comuni e rovesciarne i significati“.

Insieme a Alan De Luca e Amedeo Colella stai dispensando “Lezioni di Napoletanità”, in uno spettacolo nel quale, tra racconti ed aneddoti, si approfondisce la storia e la cultura della nostra città, si ride, si canta, si riflette e si impara divertendosi dal primo all’ultimo secondo. Sembra scontato ma c’è bisogno di qualcuno che continui a ricordarci la nostra identità

Oggi più che mai! Purtroppo Napoli come dicevo prima corre il rischio di essere raccontata in modo banale, fermandosi a degli stereotipi di carattere turistico e dimenticando l’enorme cultura che abbiamo. Nel nostro spettacolo proviamo a ricordarla in modo leggero. Il pubblico si diverte e riusciamo a far passare un messaggio importante. Alla fine si esce divertiti ed eruditi e poi consegniamo a tutti anche la laurea di Napoletanità!“.

Che rapporto hai con la città? Cosa ami di più? Cosa non tolleri?

Si corre il rischio di essere banali e retorici. E’ ovvio che conoscendone i pregi e i difetti il rapporto è conflittuale. Amo l’arte che ha partorito e la consapevolezza di non poterla conoscere tutta data la sua grandezza. Non tollero il vittimismo che spesso pervade molti cittadini. Il pensare che Napoli abbia bisogno sempre di un nuovo riscatto. Alle volte può succedere che questo atteggiamento porti a giustificare i nostri errori“.

E con la cucina? Qual è il tuo piatto preferito? Sai muoverti tra i fornelli con la stessa abilità con cui fai teatro e tv?

Sono il classico ‘uomo chef’ della domenica. Non nel senso che cucino ogni domenica ma di quelli che amano con calma rilassarsi in cucina. Diciamo che me la cavicchio con vari piatti classici ma posso dire con vanto che il mio piatto forte è la frittata di pasta. Una frittata di dimensioni consistenti! Spesso con Alan e Amedeo quando abbiamo spettacoli in giro diventa il nostro pasto pre-spettacolo. Una volta diventò in teatro una torta con tanto di candeline per il compleanno di Alan“.

Sei un artista molto amato dai napoletani tanto da avere stabilito un primato insolito con lo spettacolo “E che teatro!”, andato in onda in tv durante la pandemia di Covid e poi divenuto un grande successo quando i teatri hanno potuto riprendere la loro attività. Vuoi raccontarcelo?

Il Covid è certamente stato un momento assurdo che abbiamo vissuto soprattutto noi del mondo dello spettacolo. I teatri erano totalmente chiusi ed abbandonati. Pensai di realizzare un programma televisivo in un teatro, il Lendi, che ci venne generosamente concesso dal direttore Francesco Scarano che ancora ringrazio. Pensai che il titolo “E che teatro!” potesse esprimere sia il concetto di quanto sia bello il teatro e sia quanto fosse assurdo il momento che stavamo vivendo attraverso questa espressione tutta napoletana. Così pensai ad un gruppo di artisti, di vario genere, che occupavano un teatro per non farsi dimenticare. Abbiamo avuto ospiti incredibili ed è nato un gruppo fantastico di amici. Abbiamo portato questo spettacolo prima in tv con venti puntate e poi, quando pian piano i teatri sono stati riaperti, anche in giro. Abbiamo iniziato, con i teatri chiusi poi riaperti, a numero limitato poi a distanza con mascherine, fino alla riapertura totale con tre spettacoli indimenticabili per noi al Teatro Augusteo. Una storia pazzesca!“.

La tua mente vulcanica ha sempre qualcosa di nuovo da proporre al pubblico, cos’hai in serbo per noi prossimamente?

Sono sempre per realizzare nuove idee. Oggi però non basta pensare al lato artistico ma bisogna dedicarsi soprattutto al lato produttivo. Mi piacerebbe realizzare un programma a quiz. Vediamo…se riuscirò a trovare risposte alle domande. Intanto spero di aver risposto bene alle vostre. Grazie per l’affetto!“.

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