Litigi con il partner? Non sempre è un problema.

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Conflitto, dal latino conflictus, con=cum: insieme e fligere: percuotere o collidere.

Solitamente, la parola conflitto rappresenta la descrizione di qualcosa di negativo e disarmonico. L’etimologia della parola ci rivela però che nel processo di collisione vi è un’unità di intenti: il conflitto non può esistere laddove non vi sia la presenza di un “altro” al di fuori di sé.

L’essere in relazione con l’altro, prima o poi, comporterà inevitabilmente alla creazione di conflitto. Nulla di più naturale: il conflitto è parte dell’esistenza tanto quanto lo è l’amore.

È irrealistico immaginare che le cose possano andare sempre bene e di poter essere in perfetta armonia con l’altro. Il conflitto è parte inevitabile di qualsiasi relazione umana.

È proprio “l’essere con”, il non essere soli, che prima o poi ci conduce ad una collisione.

Per godere di relazioni equilibrate e soddisfacenti è necessario impegno e attenzione: solo così sarà possibile affrontare serenamente un’eventuale situazione conflittuale.

Il conflitto rappresenta una potenziale opportunità di crescita ed evoluzione per la coppia. Attraverso la sua funzione si creano occasioni utili al confronto, al riconoscimento e all’integrazione delle differenze dell’altro, condizioni utili alla generazione di cambiamenti positivi ed evolutivi.

Le esperienze di vita possono averci condotto a considerare il conflitto come una situazione difficile da gestire, eccessivamente dolorosa e problematica, un evento da evitare e/o da temere per le sue conseguenze. I vissuti emotivi negativi emergenti possono essere di difficile gestione e in grado di attivare modalità disfunzionali che impediscono un sano confronto con l’altro.

In realtà, è proprio nell’attivazione di tali modalità che risiede il cuore del problema: non è il conflitto ad essere dannoso quanto, piuttosto, potrebbero esserlo le strategie che si attuano nel tentativo di gestirlo ed affrontarlo. Il problema del conflitto non risiede nel litigare, ma nel modo in cui si litiga.

Se le dinamiche conflittuali non emergessero, verrebbe preclusa alla coppia la possibilità di negoziare e di trovare un comune punto di incontro. Qualora però il conflitto inneschi aspetti estremamente distruttivi, come abusi fisici e psicologici, è necessario correre ai ripari.

Non tutte le coppie sono in grado di confliggere costruttivamente.

Esistono coppie che non confliggono quasi mai, chiudendosi in ermetici silenzi e creando un clima opprimente. Altre, passano il tempo a litigare senza giungere mai ad una conclusione, creando un clima saturo di emozioni bloccate o esplosive.

Sentimenti di delusione, perdita, svalutazione e disillusione sono in grado di attivare dinamiche emotivamente significative che influiscono sul grado di conflittualità che le relazioni amorose possono raggiungere.

Come affrontare al meglio una discussione

Il primo passo per capire se è utile portare avanti la discussione in atto è concentrarsi sul proprio stato emotivo.

La condizione di malessere psico-fisico non consente di affrontare efficacemente le situazioni più stressanti: rischiamo di non avere le giuste energie da investire nella discussione con il proprio partner.

Allo stesso modo, non deve essere sottovalutato il ruolo delle emozioni.

Se si possiede il controllo delle proprie emozioni, la discussione può rivelarsi proficua per la crescita personale e relazionale. Quando ciò non accade, in una condizione di agitazione emotiva, si rischia di essere travolti dalle proprie emozioni.

Lasciarsi trasportare dalla rabbia, dal dolore o dalla gelosia potrebbe alterare irrefrenabilmente la propria capacità di giudizio. In questi casi non è raro dire o fare qualcosa di cui poi ci si potrebbe pentire.

La comunicazione e l’ascolto reciproco risultano essere condizioni indispensabili affinché la discussione possa andare incontro a risvolti positivi.

Assumere una posizione di attacco o di sfida induce il proprio interlocutore a correre ai ripari, attaccando a sua volta o chiudendosi a riccio. Quando ciò accade il confronto diventa difficile: ci si preoccupa di doversi difendere più che di ascoltare le ragioni dell’altro.

Sarebbe quindi preferibile che, durante l’espressione di un concetto, non si tendi a colpevolizzare l’altro. Parlare di sé e del proprio malessere relativo alla spiacevole condizione vissuta, consentirebbe al partner di entrare in contatto con i propri vissuti ed emozioni, favorendo nell’altro una risposta empatica.

Ogni coppia, così come ogni individuo, possiede i propri modi e i propri tempi per fronteggiare qualsiasi tipo di evento e situazione.

Non si dovrebbe aver paura di litigare, bisognerebbe solo trovare il modo migliore per comunicare i propri pensieri, bisogni e sentimenti.

Solo se si intende inseguire la sincerità si può sperare di costruire la propria relazione d’amore su basi solide, pregne di fiducia.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.