Lord of the Rings: la serie Amazon su Prime dal 2 settembre

Lord of the Rings

Lord of the Rings: la serie Amazon su Prime dal 2 settembre. L’impresa titanica che porterà sullo schermo la narrazione della Seconda Era della Terra di Mezzo.

Sono terminate il 2 agosto in Nuova Zelanda le riprese della prima stagione di Lord of the Rings (un titolo forse temporaneo) e la troupe è già pronta a spostarsi in Gran Bretagna per la lavorazione della seconda stagione.

Un progetto ambizioso quello degli Amazon Studios che, dopo aver ottenuto nel 2017 i diritti (si crede su gran parte del materiale scritto da Tolkien), si prepara a spazzare via la concorrenza a partire dal 2 settembre con un episodio a settimana sulla sua piattaforma Prime Video.

Lord of the Rings: la storia cinematografica

L’impresa mastodontica di trasporre “The Lord of the Rings”, pietra miliare del genere fantasy della letteratura mondiale, venne compiuta da Peter Jackson nel 2001.

Il regista, e grandissimo appassionato dell’opera di J.R.R.Tolkien, si “accollò” il rischio di “portare in scena” la narrazione venendo, alla fine degli anni ’90, tacciato come folle in quanto era impensabile che si potesse portare sullo schermo una storia così complessa sotto ogni punto di vista a partire dalle difficoltà tecnico/logistiche.

Moltissimi furono infatti gli anni di lavoro e ricerca per location, cast, scrittura per la sceneggiatura, compartimento tecnico ecc…, che hanno reso infine la trilogia cinematografica di Peter Jackson rivoluzionaria tanto quanto lo fu in letteratura l’opera di Tolkien.

All’epoca dell’uscita nelle sale del primo film della trilogia, mezzo mondo era già pronto a “demolire” la pellicola ed invece…

La storia cinematografica del romanzo fantasy più amato nel mondo è quasi leggenda. Nel mondo del cinema, la trilogia di Jackson ha segnato uno spartiacque nel settore, con un prima e dopo “Il Signore degli Anelli” per quanto riguarda il modo di fare film.

Tantissime sono poi le ore di girato (quasi l’equivalente del minutaggio dei tre film insieme) che compongono il “dietro le quinte” che il regista realizzò per testimoniare il lavoro titanico che avrebbe di fatto segnato gli anni 2000.

Dal 2001 si è registrata una crescita esponenziale della narrazione seriale, che di solito appartiene al piccolo schermo (la tv), all’interno del mondo cinematografico con una contaminazione che, viceversa, ha portato il linguaggio cinematografico nel mondo delle serie (si pensi a Game of Thrones).

Il 2 settembre 2022 “tocca” dunque ad un nuovo team raccogliere il testimone e “passare l’esame” dei fan più accaniti a distanza di vent’anni dal successo senza precedenti di Peter Jackson.

Lord of the Rings: un nuovo capitolo

Dal cinema alla tv, l’opera di Tolkien si prepara a registrare un nuovo record ed entrare nella storia della serialità.

Questa volta ad affrontare la complessa avventura c’è una “nuova compagnia” con alcune “aggiunte” della “vecchia guardia” come l’illustratore e concept artist della trilogia cinematografica di Jackson, John Howe.

La serie sarà guidata dagli showrunner ed executive producer J.D. Payne & Patrick McKay. Ad affiancarli ci saranno poi gli executive producer Lindsey Weber, Callum Greene, J.A. Bayona, Belén Atienza, Justin Doble, Jason Cahill, Gennifer Hutchison, Bruce Richmond e Sharon Tal Yguado.

A Wayne Che Yip, coexecutive producer, sarà affidata anche la regia insieme a J.A. Bayona e Charlotte Brändström.

Durante tutto il corso della lavorazione della serie, nulla è trapelato e su tutto il progetto si è mantenuto il massimo riserbo fino all’inizio della narrazione sul canale Twitter ufficiale della serie e le parole degli executive producer.

“Non riesco a esprimere quanto io sia entusiasta di offrire al nostro pubblico nel mondo un nuovo viaggio attraverso la Terra di Mezzo! I nostri talentuosi producer, il cast, i creativi e i team di produzione hanno lavorato incessantemente in Nuova Zelanda per creare questa storia maestosa e mai raccontata prima” ha dichiarato J.D. Payne mentre, alle incessanti domande sulla serie Patrick McKay risponde così: “Come direbbe Bilbo, penso di esser pronto per iniziare una nuova avventura. Vivere e respirare la Terra di Mezzo per tutti questi mesi è stata l’occasione di una vita e non vediamo l’ora che la vivano anche i fan”

Un lavoro capillare che ha riunito “i migliori” per dare inizio ad una nuova ed entusiasmante avventura che vede il coinvolgimento di moltissimi attori che compongono un cast tra i più variegati ed inclusivi mai realizzati.

A far parte del cast infatti figurano: Cynthia Addai-Robinson, Robert Aramayo, Owain Arthur, Maxim Baldry, Nazanin Boniadi, Morfydd Clark, Ismael Cruz Córdova, Charles Edwards, Trystan Gravelle, Sir Lenny Henry, Ema Horvath, Markella Kavenagh, Joseph Mawle, Tyroe Muhafidin, Sophia Nomvete, Lloyd Owen, Megan Richards, Dylan Smith, Charlie Vickers, Leon Wadham, Benjamin Walker, Daniel Weyman e Sara Zwangobani.

Ma di cosa tratterà “Lord of the Rings” la serie?

Le vicende della serie tv saranno ambientate migliaia di anni prima degli eventi narrati in “Lo Hobbit” e “Il Signore degli Anelli” di J.R.R. Tolkien. Partendo da un tempo di pace, la serie seguirà un gruppo di personaggi (alcuni già noti altri nuovi) mentre si apprestano a fronteggiare il temuto ritorno del male nella Terra di Mezzo.

Come da indizi disseminati su Twitter nei vari post ufficiali si viaggerà nel mondo creato da Tolkien partendo: dalle più oscure profondità delle Montagne Nebbiose alle maestose foreste della capitale degli elfi, Lindon, dall’isola mozzafiato del regno di Númenor fino ai luoghi più estremi sulla mappa, esplorando regni e personaggi che costruiranno un’eredità che sopravvivrà ben oltre il loro tempo.

Dunque, alla domanda: ma c’era bisogno di scomodare ulteriormente l’epica storia di Tolkien proponendo una serie tv? la risposta è che se il progetto, come promette sulla carta, andrà ad esplorare tutti quei punti ciechi, non solo della trilogia principale ma anche di opere laterali e preziose come “I racconti incompiuti”, “I racconti ritrovati” ed “The Silmarillion”, allora sì, la serie tv sarà un’ulteriore tassello che andrà ad arricchire quel gigante cult che è Il Signore degli Anelli.

Non bisogna infatti dimenticare che la storia cinematografica che ha segnato i primi anni 2000 e quella della serie tv che ambisce a segnarne i successivi, non sono che nuovi capitoli di una narrazione molto più antica e radicata, quella letteraria.

Lord of the Rings: dove tutto ebbe inizio

Tra il 1954 ed il 1955 J.R.R.Tolkien pubblicò “The Lord of the Rings”, 1200 pagine scritte a mano con “l’impugnatura a due dita” frutto di 14 incessanti anni di lavoro.

L’epopea di Tolkien, il maggior studioso di letteratura anglosassone e medievale, comparve in Italia, edito Rusconi Libri, nell’ottobre del 1977.

Contea, terra pacifica abitata da piccola gente di campagna, amabili, buffi quanto seri ed appassionati che amano la quiete domestica e la frequentazione di locande. Uno di loro, Bilbo, che “ebbe in tempi remoti un’avventura con un sozzo abitatore di grotte, viscido divoratore di pesci bianchicci che guazzano nelle melme sotterranee: Gollum, cui involò un anello simile a quello dei Nibelunghi, che rende invisibile chi lo infili”, è in procinto di dar festa per i suoi 111 anni.

Nel bel mezzo dei festeggiamenti, Bilbo sparisce, lasciando l’anello che costituisce un fardello al nipote Frodo il quale confuso apprende dall’amico e mago Gandalf il destino nel quale è incappato. Quell’anello lasciatogli come eredità da Bilbo è infatti “l’anello della forza assoluta che spetta al Signore del Male, il quale lo cercherà per poter radiare dal mondo le ultime vestigia di incurante bellezza”.

Incise nella lingua di Mordor, parole che non lasciano scampo al piccolo Hobbit, chiamato ad affrontare un viaggio che non lo vedrà solo ma accompagnato da una Compagnia di nove membri tra le razze degli elfi, dei nani, degli hobbit e degli uomini per il futuro della Quarta Era della Terra di Mezzo.

“Tre anelli per i re degli Elfi sotto il cielo, Sette per i signori dei nani nelle aule di pietra, Nove per gli uomini votati alla morte, Uno per il Signore tenebroso sul cupo trono Nella terra di Mordor dove posano le ombre. Un unico anello per reggerli tutti e trovarli E adunarli e legarli nel buio Nella terra di Mordor dove posano le ombre”

Un successo immediato che segnò il genere fantasy e più in generale la letteratura mondiale. L’opera di Tolkien infatti, non ha solo gettato le basi del genere ma si smarca da esso andando a “soddisfare” dotti e bambini poiché parla al genere umano dei problemi che da sempre lo affliggono. Una lettura che ieri come oggi dà speranza, incute coraggio perché “anche la persona più piccola può cambiare il corso del futuro”.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.