Lou Von Salomé: l’amore e la libertà

Lou Von Salomé

Nasceva centosessant’anni fa una delle donne più incantevoli del suo tempo, la psicanalista Lou Von Salomé

Attraente, forte e indipendente, veniva chiamata la giovane e affascinante russa. Lou Von Salomé calcava il palcoscenico europeo degli ultimi decenni dell’Ottocento e lasciava tutti a bocca aperta. Scrittrice e psicanalista, Lou fu anche molto altro: viaggiatrice, amante, donna libera, sfacciata ed elegante. Una vera antesignana del femminismo contemporaneo.

Mentre in Italia si preparava il terreno per l’Unità, in Russia il 1861 rappresentò l’anno della riforma che riscattava la nazione dalla servitù della gleba. Si inaugurava così un’epoca all’insegna della libertà e proprio nel 1861, in questo stesso giorno, faceva il suo ingresso nel mondo Lou Von Salomé. Personalità degna di nota in quegli anni, si dedicò a una copiosa attività letteraria e a un intenso dinamismo intellettuale e fisico. La scrittrice e psicanalista viaggiò infatti per tutta l’Europa e per quasi tutta la vita: da Zurigo a Parigi, da Berlino a Monaco, da Vienna a Roma.

La vita

Lou Von Salomé nacque il 12 febbraio 1861 a San Pietroburgo da una famiglia originaria della Francia meridionale. Unica femmina di sei figli, Lou crebbe in un ambiente prettamente maschile. Fin da tenera età Lou si rivelò una fanciulla irrequieta dal punto di vista cerebrale e artistico. Nei primi anni di formazione aveva già raggiunto un livello culturale notevole, con l’apprendimento del francese, del tedesco e delle loro letterature. A diciassette anni poteva già discorrere di filosofia, teologia e storia della religione. Lou Von Salomé conservò per tutta la vita quella vivacità intellettuale che la distingueva e che fu motivo di attrazione per molti spasimanti.

Nel 1882, durante il periodo romano, si verificò il primo di due incontri celebri che caratterizzarono la vita della scrittrice: quello con Friedrich Nietzsche. Il filosofo rimase impressionato dalla figura di Salomé e le chiese di fondare, insieme all’amico Paul Rée, una sorta di circolo intellettuale. Nietzsche finì per innamorarsi di Lou e le chiese di sposarlo, ma lei rifiutò sperando che potessero rimanere amici (dedicato a tutti quelli che pensavano che la friendzone fosse un concetto moderno). Deluso dall’epilogo, il filosofo cadde in una profonda depressione, nella quale scrisse la prima parte di Così parlò Zarathustra, ispirata alla Salomè.

Gli amori

Nietzsche non fu l’unico a essere travolto dal fascino di Lou Von Salomé: la scrittrice ebbe infatti una relazione assai intensa, durata quattro anni, con il poeta Rainer Maria Rilke. A partire da quest’esperienza, Lou iniziò a pubblicare testi che si riferivano espressamente alla sessualità e, più precisamente, alla sessualità vista da un punto di vista d’avanguardia, quello femminile. In La materia erotica Lou Von Salomé analizzò, soprattutto in chiave psicanalitica, non solo l’amore e la felicità, ma anche l’essere donna: in questo ci vedeva molto di più di quanto si pensasse.

La seconda stretta di mano rilevante per la vita della scrittrice fu quella scambiata con Freud. Salomé conobbe il padre della psicanalisi nel 1911, durante la partecipazione al Congresso della Società psicanalitica: l’allieva imparò moltissimo dal maestro, e insieme ragionarono sulla materia che gli smuoveva corpo e mente. Diventata psicoterapeuta, Lou Von Salomé strinse un legame ancor più profondo con la figlia Anna Freud, inaugurato con la presenza di Sigmund e consolidato dalla passione per la psicanalisi.

Riferimenti a Lou Von Salomé

Tralasciando le opere da lei pubblicate, esistono anche un paio di riferimenti cinematografici che riprendono la figura di Lou Von Salomé. Il primo è un film del 2016 che porta il suo nome, diretto da Cordula Kablitz-Post. Si tratta di una sorta di memoir che ripercorre la vita della protagonista. Il secondo riferimento, anche se meno esplicito, si nasconde nella serie tv Freud che, stando ad alcune critiche, si è aggiudicata un posto tra il favore e la discutibilità. Nella serie tv di casa Netflix la co-protagonista è la medium Fleur Salomé che ricalca la figura della nostra Salomé, e sullo sfondo dell’intreccio impera il rapporto tra Freud e la sua allieva, sebbene declinato in una chiave più sentimentale.

L’amore e la libertà

Avida conoscitrice e femme fatale, Lou Von Salomé faceva degli scontri intellettuali il suo talamo e palestra personali. La giovane e affascinante russa nacque sotto il segno dell’emancipazione e ne fece il leitmotiv della sua vita. Il suo motto, dai contorni decisamente femministi, era «osar tutto e non aver bisogno di niente».

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.