Luigi Caiafa: il 17enne morto durante un tentativo di rapina

Ciro Caiafa chiede giustizia per suo figlio Luigi, ucciso da un agente di polizia, mentre cercava di fare una rapina

Alle 3 di notte del 4 ottobre, in pieno centro storico di Napoli, Luigi Caiafa, 17enne, muore in uno scontro armato con un equipaggio dei Falchi.

Gli agenti della polizia, assistono ad un tentativo di rapina, ad opera della vittima e di un 18enne, Ciro De Tommaso.

La ricostruzione dei fatti

Pare che Luigi Caiafa, abbia puntato la pistola contro gli agenti, intervenuti per sedare la rapina. L’amico, alla guida di un motorino rubato qualche mese fa, gli avrebbe intimato di sparare.
A questo punto, la reazione dei Falchi sarebbe risultata inevitabile e il ragazzo è morto.

Il giovane aveva precedenti penali, era già noto alle forze dell’ordine per aver compiuto diverse rapine.
Stessa cosa per l’amico Ciro De Tommaso, figlio dell’ex capo ultrà del Napoli, Genny a’ Carogna.

Una vita lontana dalla legalità anche per il padre della vittima, arrestato nel 2016 e molto vicino al clan camorristico Mazzanti-Terracciano.

Una ferita nel cuore di Napoli

Ci troviamo di fronte ad una faccenda intricata nella quale, è indubbio, si vive la terribile tragedia di una vita spezzata, a 17 anni.

Luigi Caiafa, è una ferita nel cuore di Napoli.
Il simbolo di tutti quei ragazzi, abbandonati a se stessi, nelle loro realtà difficili.
Ragazzi ai quali viene insegnata un’unica strada: sono circondati da parenti ed amici che hanno scelto una strada distruttiva imparando, a loro volta, a distruggersi.

Luigi Caiafa e Ugo: lo stesso destino

Soltanto qualche mese fa, il 1 marzo scorso, muore Ugo Russo, un giovane di 15 anni ucciso da un carabiniere, durante un tentativo di rapina.
Ugo Russo, avrebbe puntato la pistola alla testa dell’agente, dopo che questi si era identificato.
L’amico del ragazzo, che collaborava con lui alla rapina, testimonia diversamente.
Le indagini stanno ora procedendo: il carabiniere è indagato per omicidio volontario.

Giovani che non conoscono il valore della vita

Napoli, purtroppo, ha visto tantissimi giovani morire proprio mentre compivano atti illeciti.
Ragazzi giovani, che si sarebbero potuti salvare, se solo fosse stata mostrata loro una strada diversa. Strada che forse, neanche conoscono, o che non hanno la forza, lasciati da soli come sono, di intraprendere.
Soprattutto, crescono senza che sia insegnato loro il valore reale della vita, propria ed altrui.

Purtroppo, la realtà dei fatti è che intraprendere una vita di delinquenza, conduce inevitabilmente al rischio di non ritornare a casa.

Il desiderio di giustizia

In ogni caso, bisogna premettere che è sempre assolutamente doveroso, indagare su questo genere di vicende, per cercare di capire se la reazione dell’agente, è stata così necessaria.
Questo non può mai essere messo in discussione.

Assistiamo all’appello di Ciro Caiafa che, in lacrime, chiede sia fatta giustizia.
Non possiamo essere ipocriti. Può capitare che ci venga spontaneo storcere il naso quando ascoltiamo queste parole, pronunciate da un uomo il cui curriculum vitae non è proprio illibato.

Per quanto la richiesta sia sacrosanta, non riusciamo a staccare le parole da chi le pronuncia.
Sorge spontaneo pensare che la giustizia è sempre fondamentale, non lo diventa soltanto quando siamo noi ad averne necessità.

Luigi Caiafa aveva i suoi diritti, ci si augura siano stati rispettati

Se così non fosse, è giusto che si paghi.
Così come avevano i propri diritti, tutti coloro che sono stati vittime di rapine o altro; anche in queste occasioni le vittime meritano giustizia, pesata in base a ciò che viene commesso.

Perché si ritiene lecito poter togliere ad un altro il proprio diritto, ma pretendere sia rispettato il proprio?

Scegliere di condannarsi la vita

Bisogna avere il coraggio di ammettere che, se Luigi Caiafa e Ciro De Tommaso non avessero cercato di fare una rapina ai danni di qualcuno, la tragedia non sarebbe avvenuta.

Un padre che ha vissuto una vita piena di atti illeciti, sa bene cosa rischia suo figlio che ha preso la stessa strada, ogni volta che esce di casa.
Inoltre, non dimentichiamolo, non sono solo le vite dei rapinatori ad essere messe in pericolo, ma anche quelle degli agenti e delle vittime di rapine.
Uomini e donne in divisa che, nella maggior parte dei casi, non vorrebbero mai mettere fine ad una vita, per trovarsi in una situazione così tragica.

Tirando le somme, è indiscutibile che Luigi Caiafa abbia diritto alla verità, alla giustizia, qualora ce ne fosse bisogno.
Altrettanto terribile il dolore di un padre, così come l’amara consapevolezza di una vita spezzata così presto.

Si convive, purtroppo, con il magone che nasce dalla consapevolezza di come Napoli non riesce a salvare tutti i propri figli, strappandoli da una vita così rischiosa.
L’augurio è che questa tragica storia, non sia accaduta invano: che questo schiaffo della realtà, possa far scegliere a qualcuno qualcosa di diverso e lontano dalla delinquenza.

Al padre di Luigi Caiafa, che si domanda cosa dovrà dire al fratellino più piccolo della vittima, si potrebbe consigliare, a cuore aperto, di raccontargli che cos’è davvero una vita di delinquenza; così che possa scegliere un’altra direzione, che gli consenta di crescere libero, in tutti i sensi.