Magliari, nomadi sognatori di libertà

I Magliari

Nella coscienza comune, la parola “magliari” suscita sensazioni di mistero, avventura, e in alcuni casi, un leggero tocco di romanticismo

Attraverso le epoche, i magliari hanno catturato l’immaginazione di molti, diventando protagonisti di narrazioni, pellicole e letteratura, dove vengono descritti come esseri di confine, spesso al limite della legalità, ma sempre animati da un’incontenibile voglia di libertà. Ma quali sono le vere origini di questi “pittoreschi” personaggi, e qual è il percorso che hanno intrapreso nella Storia?

Viaggiatori del Commercio nel Medioevo

L’origine della parola “magliaro” affonda le sue radici nel Medioevo, epoca in cui si identificava con questo termine coloro che si dedicavano alla vendita itinerante di tessuti e vestiario. Questi venditori nomadi percorrevano le strade, muovendosi da una località all’altra per proporre le loro mercanzie. Erano versati nell’arte del baratto e del commercio, spostandosi attraverso città e borgate per presentare i loro prodotti.

Giovani imprenditori nomadi

Nella lotta contro la miseria e la precarietà esistenziale, molti giovani tentarono di scalare la gerarchia sociale abbracciando un mestiere ambulante che li trasformava in piccoli imprenditori senza una dimora fissa: i magliari.

Questa pratica, diventata quasi un’arte di arrangiarsi, è scomparsa nel giro di poche decadi. I primi magliari, prevalentemente di origine napoletana, avevano il Sud America come orizzonte, mentre successivamente si rivolsero all’Europa industriale del secondo dopoguerra, soprattutto alla regione industriale e mineraria compresa tra Belgio, Francia e la Repubblica Federale Tedesca, seguendo le tracce dei flussi migratori degli operai italiani.

La storia dei magliari è intimamente legata alla migrazione italiana in Europa nel secondo dopoguerra, nonché alla trasformazione antropologica che ha caratterizzato le società occidentali, portandole verso un cambiamento culturale e materiale (l’era del consumismo di massa).

Questi individui erranti, con il loro ingegno e la loro capacità di adattamento, incarnavano pertanto l’anima di un’epoca in rapida trasformazione, spingendosi oltre i confini geografici e sociali per cercare opportunità e prosperità.

Avventura, Amore e Redenzione nei Racconti dei Magliari

La magnetica attrattiva dei magliari risiede nel loro status di “nomadi del commercio“, viaggiatori che sfidano le norme sociali convenzionali e abbracciano lo spirito dell’avventura. Spesso ritratti come eroi romantici o antieroi, questi individui sono i protagonisti di racconti intrisi di amore, tradimento e redenzione.

Opere iconiche come la classica pellicola I magliari hanno immortalato queste figure, ispirando opere di grande impatto emotivo e artistico. Sebbene il mondo sia radicalmente cambiato dall’epoca d’oro dei magliari, il loro spirito è vivo in coloro che, oggi, ambiscono a superare i confini convenzionali alla ricerca di nuove opportunità.

Gli imprenditori nomadi digitali, gli artisti viaggiatori e i freelance moderni possono essere considerati eredi contemporanei dei magliari, incarnando il desiderio di libertà, avventura e autosufficienza che ha caratterizzato queste figure.

In definitiva, i magliari fungono da ponte tra passato e presente, richiamando l’attenzione sul valore dell’indipendenza, della resilienza e della capacità di adattamento. Le loro storie, che siano reali o frutto della narrativa, continuano a stimolare la riflessione sulla libertà individuale, sull’identità e sul concetto mutevole di “casa” in un mondo in costante evoluzione.

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