Maradona, all’asta i beni del Pibe de Oro: il ricavato diviso tra 5 eredi

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L’asta, la cui data è stata fissata per il prossimo 19 dicembre, sarà organizzata da Adrian Mercado, agenzia della capitale argentina e sarà internazionale e via streaming

Troverà pace un giorno Diego Armando Maradona? Se non da vivo almeno da morto. Il giudice Susana Tedesco, del Tribunale di Buenos Aires, ha dato il via libera alla richiesta dei cinque figli (da quattro donne diverse) di Maradona, (Dalma, Giannina, Diego jr, Jana e Dieguito Fernando, quest’ultimo di appena 8 anni) di mettere all’asta una lunga lista di beni appartenuti all’ex ‘Pibe de Oro’, il cui ricavato verrà appunto diviso tra i cinque eredi.

Tra le cose che andranno all’asta ci sono: una villa nel quartiere Villa Devoto a Buenos Aires, il cui valore è stato stimato in 900mila dollari, un altro immobile a Mar del Plata (valore base d’asta 65mila dollari), tre automobili, ovvero una Bmw Coupé del 2017, un altra modello 750 sempre dello stesso anno e un Van H-1 della Hyundai dal valore iniziale di 38mila dollari.

C’è poi una serie di oggetti che l’ex fuoriclasse del Napoli teneva dentro dei bauli in un deposito. La lista comprende 13 palloni (uno è quello ufficiale del Napoli) decorati dall’artista colombiano Mr Bling e alcuni autografati da Maradona; una lettera di Fidel Castro firmata dal Leader cubano; 31 libri molti dei quali con dedica a Diego da parte degli autori; vestiti di vario tipo; tre scatole con la scritta ‘Rolex’ che si suppone contengano degli orologi e altri 14 con la scritta ‘Hublot’; molte maglie da calcio (tra cui una rossa del Napoli, di Hamsik e con dedica dello slovacco); tre casse di trofei e premi conferiti al ‘Pibe’; 4 televisori; una polo da tennis autografata da Roger Federer; una cyclette e altri attrezzi da palestra e altro ancora, perfino una macchina per il caffè ‘Dolce Gusto’.

Si prevede una notevole partecipazione e un gran numero di offerte.
   

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.