“Maradona non è un evasore fiscale”, la storica sentenza da ragione all’avvocato Angelo Pisani

Maradona non è un evasore fiscale

Il caso giudiziario che ha riguardato Diego Armando Maradona, dopo diversi anni, si è finalmente concluso. Il commento dell’avvocato Angelo Pisani

La vicenda risale alla metà degli anni ’80, quando Maradona era già una leggenda a Napoli, con compensi importanti. Sorse l’ipotesi che alcuni diritti di immagine pagati a società estere fossero un escamotage per occultare stipendi al fine di eludere il fisco italiano.

L’accusa ingiusta ed infondata fin dall’inizio coinvolse non solo Maradona, ma anche la società Calcio Napoli e altri due giocatori azzurri, i brasiliani Alemão e Careca. Mentre per gli altri si giunse a una soluzione con una prima sentenza a loro favore e poi il condono cautelativo e l’estinzione del debito, per Maradona, abbandonato da tutti, iniziò una battaglia legale che continua ancora oggi, a distanza di oltre tre anni dalla scomparsa del Pibe de Oro.

La sentenza della Cassazione

La decisione della Corte di Cassazione rappresenta un punto di svolta e ripete e chiarisce di fatto non solo che Maradona non è mai stato un evasore fiscale anzi l’accertamento fiscale, annullato già con sentenza negli anni ’90, era stato anche cautelativamente condonato dalla società Calcio Napoli ma soprattutto dichiara la legittimità e regolarità delle istanze in autotutela presentate dall’avvocato Angelo Pisani, per anni, solo contro tutti.

La motivazione della decisione della Cassazione è legata a precedenti sentenze e ricorsi presentati dagli avvocati di Maradona, legali capitanati dallo storico avvocato del campione, Angelo Pisani. La Corte con quest’ ultima decisione ha riconosciuto la violazione di legge da parte dell’amministrazione fiscale nel respingere le richieste di autotutela avanzate dal calciatore argentino ed ha cassato le precedenti sentenze che davano ragione alla burocrazia fiscale.

In pratica, la Cassazione ha confermato che, avendo la società Calcio Napoli anche aderito al condono, il pagamento effettuato anche per conto di Maradona avrebbe dovuto estinguere l’obbligazione del calciatore. Non sarebbe legittima una situazione di doppia imposizione fiscale.

L’Agenzia delle Entrate contestò un debito di circa 37 milioni di euro, di cui più della metà costituita da interessi di mora. Da quel momento, iniziò una lunga battaglia legale caratterizzata da ricorsi e sequestri noti nella storia, come il sequestro dei due Rolex in oro nel 2006 e degli orecchini di diamanti.

La Cassazione dà ragione a Maradona, sancisce che non è stato un evasore fiscale

Finalmente per la seconda volta la sezione tributaria della Corte di Cassazione (Roberta Crucitti, Presidente: Andreina Giudicepietro, Consigliere; Michele Cataldi, Consigliere-Relatore; Marcello Maria Fracanzani Consigliere; Danilo Chiesa, Consigliere) il 14 dicembre scorso, ha emesso una decisione che segna gol di trasparenza, verità, giustizia ed un nuovo capitolo nella lunga saga legale tra Diego Armando Maradona e l’Agenzia delle Entrate.

Dopo molti anni di contenzioso, la Cassazione ha accolto il mio ricorso nell’interesse dell’indimenticato campione argentino, aprendo così le porte a un ulteriore sviluppo nel complesso match giudiziario. Ora come avvocato di Diego, in sua memoria e per rispetto agli eredi ed ai tifosi  viene da chiedersi  quanto tempo bisogna aspettare per le scuse della controparte e quanto dovremo chiedere come risarcimento danni personali, patrimoniali ed all’immagine per la persecuzione subita da Diego vittima del sistema che lo utilizzò come capo espiatorio della lotta all’evasione fiscale e punì per aver portato Napoli al successo. Non può negarsi che il danno è incalcolabile“.

Quale sarebbe dovuta essere la risoluzione ottimale?

A tre anni dalla scomparsa del Pibe de Oro i giudici della Cassazione hanno accolto il ricorso contro la presunta evasione fiscale lievitata a circa 37 milioni di euro. In qualità di avvocato ha raggiunto un buon risultato nonostante le lungaggini della giustizia. Quale sarebbe dovuta essere la risoluzione ottimale?
Finalmente ho dimostrato al mondo intero ed ai nemici di Diego e del suo avvocato che non c’era evasione  fiscale, non eravamo pazzi, non abbiamo avuto paura e che noi abbiamo fatto vincere la verità. La soluzione più normale e civile sarebbe stata esaminare tanti anni fa l’istanza di sgravio in autotutela presentata da me in favore di Diego“.

La questione poteva essere già risolta nel 2009?

Perché? “Perché tutti sapevano e parlo degli addetti ai lavori  e dei responsabili della politica e del fisco che Maradona non poteva esser un evasore fiscale ma conveniva a loro far credere il contrario all’opinione pubblica e perseguitarlo“.

Il contesto psicologico

Come ha vissuto Maradona, dal punto di vista psicologico, questa situazione di pendenza con la giustizia italiana? “E’ stata una guerra ma non mi sono lasciato intimidire e come le mie controparti conoscevo la vera verità, quella ora ripetuta da giudici attenti e chiari che ringrazio per il coraggio e per aver cassato tante ingiustizie e dinieghi“.

Avvocati si nasce

Maradona si era avvalso della sua difesa. Ma se si fosse chiamato Esposito e non avesse avuto la possibilità di nominarla avvocato di fiducia come si sarebbe conclusa la pendenza giuridica? “Ho difeso migliaia di Esposito e anche Diego finora non ha mai pagato la parcella, avvocati si nasce e non si combatte con la toga sulle spalle per soldi ma per vincere“.

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