Marcell Jacobs fa 100m in 9″80, nello stesso lasso di tempo noi cosa faremmo?

Arriva l’oro per l’italiano Marcell Jacobs nella disciplina regina dei giochi olimpici, in 9″80 lui fa 100 metri… e noi?

Marcell Jacobs è il primo italiano a vincere l’oro nei 100 metri piani maschili. Stabilisce, in due giorni, il record nella categoria, prima nelle semifinali con i suoi 9″84; poi in finale con il tempo lampo di 9″80. L’uomo più veloce al mondo, che raccoglie l’eredità di Usain Bolt, è italiano. Il tutto succedeva mentre noi trascinavamo a fatica le nostre accaldate membra su di un cocente divano domenicale, alle tre di pomeriggio. E, a pochi minuti di distanza, ammiravamo Gianmarco Tamberi levarsi al cielo nel salto in alto e vincere l’oro olimpico della competizione. Dunque, mi sono chiesto: se Marcell Jacobs in 9″80 fa 100 metri, nello stesso lasso di tempo, in cosa ci faremmo battere?

In 9″80 non riusciremmo ad alzarci dal divano

Insomma, guardate la preparazione di un professionista come Marcell Jacobs: ai blocchi di partenza, ogni fibra del suo statuario corpo è tesa, pronta a liberare energia cinetica, fremendo come una molla carica; il suo sguardo è determinato, punta il traguardo, trafigge l’aria e gli avversari. Noi che lo guardiamo, invece, siamo lì, flaccidi e sconquassati, il massimo di agonismo che possiamo permetterci consiste in una lotta con la pennichella pomeridiana. Parte la gara, mentre Jacobs divora la pista, noi ci contorciamo dal dolore per la pelle del divano che ci offre una ceretta gratuita, ricambiando il favore con sudore e cellule cutanee. Quando l’atleta è al traguardo, noi stiamo imprecando contro il caldo, mentre ci adoperiamo in una estenuante ricerca (con lo sguardo) delle ciabatte perdute. E, quando Marcell avrà la medaglia al collo, noi saremo ancora appiccicati al divano.

In 9″80 non riusciremmo a bere una birra tutta d’un sorso

Posso garantire che è un’affermazione empirica, perché ci ho provato… e non ce l’ho fatta. Ma ora mi è più chiaro il motivo della nascita di questo articolo, almeno. La corsa di Marcell Jacobs è così fluida, la gamba si scioglie e il bacino vi rimbalza con l’ausilio di un piede fermo, ma leggiadro. Guardarlo liberarsi è una gioia per gli occhi. Una fluidità che non si riesce a garantire ad una birra che scorre dalla bottiglia. Nel mio modo di relazionarmi alla vita, mi sembra anche giusto che lui abbia un oro al collo e che io, tutt’al più e nella più gradita delle ipotesi, abbia una birra dorata.

In 9″80 non riusciremmo ad elencare tutte le medaglie della Cina di Tokyo2020

No, probabilmente non ci riusciremmo. I cinesi avranno raccolto una cinquantina di medaglie, o giù di lì. Sono tante, eh. Hanno un sacco di medaglie d’oro, un bel po’ di quelle d’argento e, per non fare gli snob, anche qualcuna di bronzo. C’è un “ma”. Il ma, nel copioso medagliere cinese, sta nel non avere quella medaglia, la medaglia: l’oro nei 100 metri piani. Probabilmente, noi non riusciremmo a contare tutte le medaglie in 9″80, ma loro non hanno fatto neppure in tempo a vederlo, il nostro Marcell Jacobs. E diciamolo, basta con ‘sta sportività che è sopravvalutata: l’oro nei 100 metri piani vale più degli altri.

Una gioia titanica per Marcell Jacobs

Tokyo 2020, che si svolge nel 2021 causa COVID-19, sembrava un’edizione maledetta per lo sport italiano e mondiale. Tra la pandemia, i diversi infortuni patiti da atleti di punta, i casi di positività al COVID… non era iniziata al meglio. E, tutto sommato, abbiamo dovuto digerire anche qualche grossa delusione (nella scherma, su tutte). Poi in sport disattesi, con atleti-rivelazione, le cose sono iniziate ad andare decisamente meglio. Dalla lotta al tiro con l’arco, passando per la pesistica, fino all’atletica leggera: l’Italia ha saputo essere protagonista, in quello che sembra – con gli europei di calcio – un annus mirabilis.

E Marcell Jacobs rappresenta tutti noi, con l’oro più importante. Congratulazioni, Marcell!

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.