“C sta’ o Mar For’’, Mare Fuori è un inno alla speranza per un futuro migliore

Mare fuori

Un mare di errori e opportunità Mare Fuori è diventata ormai una serie iconica. Il 1° febbraio andrà in onda la quarta stagione

Il 23 settembre 2020, RaiPlay presenta “Mare Fuori’’, la serie forense che ha stabilito numeri record fino ad oggi e che è stata inaspettatamente, sotto l’occhio del ciclone mediatico per diversi anni, con un impressionante totale di 12 milioni di visualizzazioni.

Nel cuore dell’IPM di Napoli: La serie ‘Mare Fuori’

Iniziata come la narrazione della vita all’interno dell’Istituto Penitenziario Minorile di Napoli (IPM), racconta una piccola parte di una realtà napoletana meno nota. La serie prodotta dalla Rai e distribuita su Rai Due, RaiPlay e anche su Netflix, ha esordito nel 2020 con la prima stagione e oggi siamo in attesa della quarta stagione in uscita il 1 febbraio 2024.

Il crescente interesse nei confronti di “Mare Fuori” si amplifica quotidianamente, in parte grazie alla coinvolgente colonna sonora che accompagna le diverse puntate: “‘O mar for“, scritta da Matteo Paolillo.

Dallo schermo al palcoscenico

La melodia avvincente e le liriche suggestive di questa traccia, abbinate alle meravigliose immagini di Napoli, non solo si integrano perfettamente con l’atmosfera della serie, ma hanno anche catalizzato l’entusiasmo degli spettatori. La capacità della colonna sonora di trasmettere emozioni e di accentuare le sfumature narrative, ha contribuito in modo significativo alla celebrità di Mare Fuori.

L’autenticità della composizione di Paolillo e Lentini si riflette nella sua popolarità crescente, e la canzone si è affermata come un autentico successo indipendente. Con il suo impatto duraturo sulla scena musicale e televisiva, “O mar for” ha dimostrato di essere non solo una componente fondamentale della serie, ma anche un fenomeno culturale che continua a conquistare un vasto pubblico. L’entusiasmo suscitato dalla serie è tale da spingere gli attori a calcare il palco del Festival di Sanremo nel febbraio del 2023, dove omaggiarono il pubblico con una performance dedicata.

Un legame tra Cardiotrap e Liberato?

Tra i protagonisti della serie, emerge il personaggio di Gianni, interpretato da Domenico Cuomo, conosciuto anche come Cardiotrap, uno pseudonimo scelto da lui stesso per la sua aspirazione a intraprendere una carriera da cantante.

Gianni finisce in carcere a seguito di una rapina ai danni di un’anziana donna, che purtroppo perde la vita a causa di un malore dopo aver sorpreso lui e i suoi compagni nella propria casa. Nonostante ciò, Gianni si presenta nella serie come un ragazzo affidabile, sognatore e determinato. Infatti, tra quelle mura a picco sul mare, i ragazzi hanno la possibilità di navigare nel loro mare interiore, crescere, innamorarsi e cambiare.

All’interno del carcere, Gianni stabilisce una solida amicizia con Filippo, talentuoso pianista, legati entrambi dalla passione per la musica. Durante il suo periodo in prigione, Gianni si innamora di Gemma, con la quale avvia una relazione romantica. Questo amore, tuttavia, è ostacolato dal fatto che Gemma è ancora coinvolta in una relazione malsana con Fabio, il suo violento ex fidanzato. La complessità di questa relazione travagliata, motiva Gianni a trasformare le sue ansie e paure nei versi delle sue canzoni.

La sua ambizione di costruire una carriera musicale diviene così un mezzo per esprimere e condividere le sfumature del suo mondo interiore, intrecciando la sua narrazione con la passione per la musica e le intricanti dinamiche dei suoi legami affettivi. In questo contesto, emerge in modo quasi inevitabile il confronto tra Cardiotrap e un noto cantante della scena musicale napoletana: Liberato.

Liberato è un artista napoletano riconosciuto per la sua abilità nell’essere ancora oggi avvolto nell’enigma della sua identità. La sua fama è ancorata nella straordinaria musica che spazia tra il rap e altri generi, ottenendo popolarità grazie alla sua figura enigmatica.

L’intrigo musicale

Numerose analogie emergono tra il fenomeno musicale Liberato e la serie televisiva Mare Fuori. Questa intricata rete di connessioni ha catturato l’attenzione dei fan, dando vita a teorie e speculazioni che cercano di svelare il legame tra l’enigmatico cantante e l’amata serie, un mistero alimentato dalle intuizioni e dai collegamenti formulati nel 2018 dal noto youtuber napoletano, Diego, noto come ‘’Iutubber’’. Secondo la tesi avanzata da Diego (LA VERITA’ SU LIBERATO), Liberato potrebbe essere un giovane detenuto nel carcere minorile di Nisida, coinvolto in un progetto di recupero incentrato sulla musica. Liberato, noto per non svelare né il volto né l’identità, è avvolto da un alone di mistero.

La teoria che lo associa al carcere di Nisida, quello rappresentato nella serie, è stata diffusa da diversi anni. Sorge la domanda se “Mare Fuori” stia forse narrando le origini di tutto ciò. È possibile che il detenuto interpretato da Domenico Cuomo, noto come Cardiotrap, sia il Liberato all’inizio della sua carriera musicale?

Una coincidenza intrigante fa riflettere: in una scena, Cardiotrap si esibisce di spalle con il cappuccio della felpa, proprio come fa Liberato per nascondere la sua identità durante i suoi concerti. Inoltre, il nome del cantante napoletano viene menzionato più volte dai protagonisti della serie e potrebbe essere addirittura mostrato in una delle scene iniziali della prima stagione, durante un concerto in mare. La colonna sonora della serie include anche “Me staje appennenn’ amo”, una delle prime creazioni di Liberato, che accompagna la trama dei protagonisti Edoardo e Teresa.

La storia d’amore tra Nisida e Posillipo

Come sappiamo nessun angolo di Napoli sfugge alle storie d’amore misteriose e leggendarie della città. Tra questi racconti, dobbiamo richiamare un giovane di nome Posillipo, amato da tutti per la sua bontà e semplicità. Nonostante l’ammirazione delle donne del quartiere, il cuore di Posillipo era rivolto solo a Nisida, una ragazza di campagna, dalla bellezza tanto intensa quanto malvagia. Incapace di ottenere il suo amore nonostante anni di speranze infrante, Posillipo, soffrendo per l’indifferenza di Nisida, decise di porre fine al suo tormento gettandosi in mare.

Il destino, però, gli riservò una trasformazione sorprendente: fu convertito nello splendido promontorio bagnato dalle acque del Golfo di Napoli. Anche Nisida subì un destino simile, diventando il piccolo isolotto di fronte al promontorio di Posillipo. Sebbene si fossero trasformati in due entità distinte, erano accomunati da un epilogo comune, destinati a restare per sempre l’uno di fronte all’altra, separati solo da un ponte che simboleggia un amore mai realizzato.

Il carcere più bello del mondo

Oggi, il promontorio di Posillipo è uno dei luoghi più suggestivi e panoramici di Napoli, in contrasto, Nisida, ancora avvolta da un velo di mistero, a causa del noncurante amore di Posillipo, divenne un luogo di “cattiveria’’ e prigionia, ma ancora oggi continua a sedurre il mondo per la sua straordinaria bellezza.

Attualmente, ospita l’Istituto Penale dei Minori, ma la sua posizione suggestiva nel Golfo di Napoli, proprio tra le acque cristalline, aggiunge un elemento caratteristico alla sua storia e al suo utilizzo, in quanto oggi resta (a parer dei napoletani) il carcere più bello del mondo perché, dopotutto, “C sta o mar for’’.

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