Margaret Thatcher in 10 frasi: la costruzione del mito della lady di ferro

Margaret Thatcher

La prima donna ad aver ricoperto il ruolo di Primo ministro del Regno Unito avrebbe compiuto 96 anni, tratteggiamone un ricordo con 10 frasi memorabili

Margaret Thatcher è, a modo suo, un’icona pop della storia dell’uomo. Tanto iconica da definire un’epoca, la sua epoca: l’era thatcheriana. Una donna come Primo ministro è già di per sé un evento raro, soprattutto se spostiamo le lancette dell’orologio fino all’anno 1979.

Ma cos’erano gli anni ’80 in piena era thatcheriana? Nel 1979 i The Clash pubblicano uno dei migliori album punk della storia: London calling. L’album segna il definitivo ingresso del punk rock britannico nella sfera d’interesse globale, registrando un incredibile successo in tutto il mondo.

La canzone più conosciuta, da cui l’album prende anche il titolo è London Calling. Quando si parla di Margaret Thatcher e del thatcherismo, questa canzone diventa un utile barometro per misurare la pressione avvertita all’alba degli anni ’80.

La voce graffiata di Joe Strummer accompagnata dai riff di Mick Jones, fa riferimento ad un richiamo di Londra: una guerra dichiarata provocata da un decadenza sociale, portata da una crisi economica conseguente alla decentralizzazione statale; una guerra di classe che si esprime nella cultura suburbana musicale, calcistica, artistica.

Un‘era glaciale che sta arrivando nell’implosione del Sole, parafrasando la traduzione delle parole di Joe Strummer. Ed ecco profilarsi la lady di ferro, con il suo pragmatismo e la sua durezza. In una lotta di classe, una donna riscrive i canoni conservatori mescolandoli al liberismo di Milton Friedman. E il Regno Unito ne uscirà profondamente cambiato.

Ma vediamo come in 10 frasi programmatiche e, come il personaggio si è costruito in uscite quasi telegrafiche.

1) Una donna con le palle al n° 10 di Downing Street

Le prime parole rilasciate da Margaret Thatcher come Primo ministro riescono a infondere un senso rasserenante e, al contempo, intimoriscono un retrogusto di inquietudine

Dove c’è discordia porteremo armonia. Dove errore, la verità. Dove il dubbio, la fede. E dove c’è disperazione, porteremo speranza

Il primo sostantivo della premiership della Thatcher è discordia. Le discordie nel Regno Unito erano tante, ed è interessante leggere il verbo usato per contrastarle: porteremo. Portare armonia come un sacco della spazzatura: “Oh, porta la spazzatura fuori!”. Poi: errore, verità, dubbio, fede, disperazione, speranza.

Termini forti, di volontà ferrea ma anche inquietanti. Forse perché letti con il proverbiale senno di poi, ma la lady di ferro mette subito in chiaro le cose: non ci saranno mezze misure.

Fotografie storiche. Immagine presa da FPInsider

2) Come delinearsi?

In politica è fondamentale crearsi il personaggio, e alla Thatcher viene proprio facile. Sarà il suo pragmatismo, chissà.

Non sono un politico che si basa sul consenso. Sono un politico che si basa sulla persuasione.

Con un passato come avvocato, sarà diventata bravina nell’arte dell’assertività. Tanto da farne un tratto distintivo della sua linea politica; come a dire: non voglio piacere alla gente, voglio convincere che ho ragione.

Correva l’anno 1979.

3) Come continuare per la propria strada?

L’anno dopo all’estratto precedente, continua a dispensare saggi brevi sulla forma estetica del suo personaggio, con una (non) sorprendente coerenza tematica:

Mi piace argomentare, mi piace dibattere. Non mi aspetto che le persone stiano tutte lì sedute, d’accordo con me, non è il loro compito

Vuole il confronto, vuole lo scontro, ne necessita quasi. E l’appellativo Lady di Ferro è forse uno dei più azzeccati della storia dei soprannomi politici. E sarebbe un villain coi controcazzi in un bel film di gangster

4) La costruzione è completa

Una volta dettata la linea e divenuta la lady di ferro che passerà alla storia, può permettersi di essere anche più diretta e, se possibile, anche più dura:

Sconfitta, non conosco il significato di questa parola!

Che poi è anche la versione british di Uno su mille di Gianni Morandi.

5) In una situazione serena come con la guerra delle Falkland

Una delle guerre più determinanti della seconda metà del ‘900. Nella primavera dell’82, l’Argentina rivendicava la sovranità delle Isole Falkland e della Georgia del Sud. Il paese sudamericano si trovava in una profonda crisi sociale ed economica, ma uno dei pochi successi fu senza dubbio l’Operazione Rosario.

L’Argentina invase il territorio controllato dalla Corona britannica, e il piano restò segreto fino a poche ore prima dell’intervento. Ma la reazione della Thatcher che, a tre anni dalla prima elezione vedeva perdere il consenso (importante nonostante lei non lo volesse) fu immediato: la lady di ferro allestì una task force in grado di contrastare la milizia argentina.

Sapevamo quello che dovevamo fare, siamo andati e lo abbiamo fatto. La Gran Bretagna è di nuovo grande!

La contesa durò poco meno di tre mesi, e vide la Gran Bretagna vincere. Le conseguenze di questo conflitto furono decisive, sia per l’Argentina che per il Regno Unito: la crisi che attanagliava i sudamericani si inasprì portando alla caduta del precario governo militare; mentre la Lady di Ferro – in nome di un rinato patriottismo – riottenne il consenso di gran parte dei suoi elettori.

Ma una personalità così forte non si misura solo in base a ciò che dice. Negli anni ha attirato intorno alla sua figura tante simpatie – tante quanto le antipatie. Di Margaret Thatcher ha parlato mezzo mondo, e l’altra metà avrebbe sicuramente voluto farlo.

6) Molto politically, poco correct

Che cosa vuole, questa casalinga? Le mie palle su un vassoio?

Jacques Chirac

L’ex Presidente della Repubblica Francese viveva in una realtà politica completamente diversa – oggi una frase del genere porterebbe alla morte politica del personaggio. Ma fa pensare a quanto fastidio potesse dare l’allora Primo ministro inglese.

7) Alla Francia piaceva parlare della Thatcher

Che donna! Ha la bocca di Marylin e lo sguardo di Caligola

Francois Mitterrand

Altro grande statista francese. E coglie un dualismo estetico-intuitivo nel viso della Lady di ferro: insomma, chi mai avrebbe pensato di inserire nella stessa frase Marylin Monroe e l’imperatore romano Gaio Cesare Caligola?
C’è del profondo genio in questo inciso: la dolcezza delle labbra, l’inquietudine dispotica, tutto in una persona.

E dategli torto, al vecchio Mitterrand. Immagine presa da Eunews

8) Per la serie: citazioni che sono invecchiate male

Il suo nazionalismo sarà superato dai fatti.

Robert Maxwell

Invecchiata malissimo, forse. Sul finire del 2021, il nazionalismo thatcheriano – forse – è l’elemento dominante delle politiche nazionali e internazionali: insomma, non andiamo troppo lontano e pensiamo alla Brexit che rappresenta il risultato di un lungo percorso politico voluto proprio dalla lady di ferro.

9) Un accostamento singolare

La prima Spice girl, vera iniziatrice del Girl power, il potere alle ragazze.

Geri Halliwell

Forse Geri Halliwell nutriva qualche speranza di vederla con lei e Victoria Beckham, in un improbabile balletto dance pop. E sia chiaro, non so se a Seth Macfarlane (creatore dei Griffin) sarebbe venuta in mente ‘na roba del genere. Anche perché la Thatcher ha avuto anche qualche scontro con il femminismo.

Ma, va bene lo stesso Geri. Ci dispiace del sogno che non si è potuto avverare.

10) Una citazione della Thatcher in Skagboys di Irvine Welsh

Una cosa come la società non esiste

Margaret Thatcher

L’opera dello scrittore scozzese autore del famoso Trainspotting, si ambienta – con i personaggi medesimi dell’opera di culto trasposta al cinema da Danny Boyle – proprio durante il thatcherismo. Ma siamo ad Edimburgo. L’intento di Welsh è proprio quello di opporre alla linea della lady di ferro, l’ondata punk che ha travolto Renton, Spud, Sickboy e Begbie.

Narra di come i ragazzi di Edimburgo siano finiti nel vortice dell’eroina (la Skag appunto) ma anche come questa società che non esiste, sussista eccome. Nel ricordo, nell’attaccamento pervicace ad una volontà di vivere in qualche modo: liberamente in una società che esiste ostinatamente.

Un bel riassunto audiovisivo gentilmente offerto da YouTube

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.