Maria Antonietta e le fake news che l’hanno coinvolta

Maria Antonietta

Il 16 ottobre del 1793 veniva ghigliottinata la regina di Francia Maria Antonietta. Le fake news dell’epoca e la riabilitazione postuma 

Sorella, figlia e moglie di sovrani: chi è stata realmente Maria Antonietta? Su di lei si è detto e scritto tutto e il contrario di tutto: donna votata agli interessi della sua famiglia di origine, gli Asburgo-Lorena; attaccatissima al marito e ai suoi figli; contraria agli interessi del popolo francese; lesbica e nemica degli uomini; amante del conte svedese Hans Axel von Fersen.  

La ghigliottina e la furia rivoluzionaria che aleggiava in quei giorni su Parigi hanno ucciso una donna, facendo nascere al contempo un mito senza tempo. 

Le fake news su di lei, in un senso o nell’altro, non hanno consentito di comprendere, realmente, chi fosse Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena. Una rapida rassegna su alcune di queste false notizie e la verità potranno aiutarci a fare chiarezza su questa figura enigmatica, suo malgrado

Il nome completo

La Regina consorte di Francia, passata alla Storia come Maria Antonietta, era stata battezzata come Maria Antonia Giuseppa Giovanna d’Asburgo-Lorena. La sua famiglia d’origine la conosceva come Antoine: soltanto una volta giunta in Francia, per sposare il futuro Luigi XVI, avrebbe ricevuto il diminutivo di Marie-Antoinette (Maria Antonietta). 

Alla corte di Vienna, la lingua francese era di casa. Gli arciduchi e le arciduchesse spesso apprendevano prima la lingua di Voltaire e poi il tedesco, e le altre lingue utilizzate nel vasto Impero Asburgico

Maria Antonietta: bambina viziata o trascurata?

Purtroppo la madre, l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria, era troppo impegnata a governare per poter pensare all’educazione di tutti i suoi 16 figli. Una situazione che ha avuto, come conseguenza principale, un  potere eccessivo da parte degli istitutori e delle istitutrici ai quali furono affidati. Maria Antonietta fu affidata alle cure della contessa Brandeiss, piuttosto indulgente verso i suoi capricci e i suoi desideri. 

Come conseguenza, fino all’età di 12 anni, l’unica lingua con la quale la giovane principessa riuscisse a esprimersi elegantemente era l’italiano, grazie al suo insegnante, il poeta e drammaturgo Pietro Metastasio. Il parente con il quale era maggiormente in sintonia fu la la sorella Maria Carolina, futura Regina di Napoli. Un forte legame che si è mantenuto per tutta la vita, tanto che alla morte di Maria Antonietta, la sorella decise di non esprimersi mai più in francese.  

Tedesca o francese?

Rimanete una buona tedesca”, così le avrebbe detto la madre prima della sua partenza per la città fatale, Parigi. Con questa frase si può iniziare a comprendere le difficoltà della povera Maria Antonietta: a chi doveva la sua fedeltà? Alla famiglia di origine o alla Francia? La vita di coppia con Luigi Augusto, il nome del marito prima di diventare Luigi XVI, non fu semplice, soprattutto agli inizi. 

La mancata consumazione delle nozze nei primi sette anni di matrimonio, dovuta anche alla diffidenza del marito verso l’Austria, complicò ulteriormente le cose. Non dobbiamo dimenticare, però, che quando la Regina consorte assunse le redini dello Stato, a causa dei momenti di debolezza del marito, la sua politica è stata sempre orientata nel tutelare gli interessi della Francia e dei suoi figli. 

Se non hanno pane, che mangino brioches!

Questa frase è stata attribuita a Maria Antonietta durante la guerra delle farine, una serie di sommosse francesi, dovute al rialzo del prezzo della farina, occorse tra aprile e maggio 1775. In realtà, è stato il filosofo Jean-Jacques Rousseau, nelle “Confessioni“, ad averla utilizzato in riferimento ad un evento risalente al 1741, quando la Regina non era ancora nata. 

Villaggio della Regina o luogo peccaminoso?

La Dipendenza di Hameau de la Reine (Villaggio della Regina) è un piccolo sogno realizzato da Maria Antonietta nel Parco della Reggia di Versailles. Realizzato come luogo di evasione da una realtà troppo dura con la Regina e la sua famiglia, questo complesso di dodici costruzioni rappresenta un monumento imperituro alle idee degli illuministi e dei fisiocratici. É presente un lago e un fiumiciattolo che divide in due il villaggio: sono presenti una fattoria, un corpo di guardia, un mulino e una stalla. Tutte le  costruzioni presentano il tetto di paglia e le pareti di legno, in stile normanno. I lavori sono stati affidati all’architetto Richard Mique, mentre le opere pittoriche interne sono frutto del duro lavoro del pittore Hubert Robert

Un luogo per il piacere, intellettuale ed emotivo non fisico come sostenevano i nemici di Maria Antonietta. Ad esempio, quando, il 22 ottobre 1781, nacque l’erede al trono, Luigi Giuseppe,  diversi libelli satirici misero in discussione la paternità del bambino. 

L’accusa infamante di incesto

Madre di quattro figli (Maria Teresa, Luigi Giuseppe, Luigi Carlo e  Sofia Elena), la Regina ha ricevuto nella sua travagliata vita anche l’accusa di incesto perpetrato con il suo secondogenito, Luigi Carlo. 

L’incredibile accusa fu presentata dal deputato estremista Jacques-René Hébert, durante il processo mosso contro Maria Antonietta nell’ottobre del 1793. 

A muovere l’accusa sarebbe stato lo stesso, Luigi Carlo, che aveva allora appena otto anni. É passata alla Storia la risposta della Regina:

[…] la Natura stessa si rifiuta di rispondere a una simile accusa lanciata contro una madre! Mi appello a tutte le madri che sono presenti!”.

Le popolane presenti appoggiarono entusiasticamente Maria Antonietta. Un ultimo trionfo pubblico che non salvò la povera donna dall’avere la testa recisa. 

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.