Maria Montessori si spense il 6 maggio 1952: fu l’ideatrice del “metodo Montessori”

Maria Montessori

Oggi è l’anniversario della morte di Maria Montessori, educatrice e pedagogista, diventata famosa in tutto il mondo per l’invenzione del metodo educativo che porta il suo nome. Perché fu così rivoluzionario?

Il 6 maggio 1952 morì, all’età di 82 anni, la grande educatrice e pedagogista Maria Montessori. E’ stata una donna che ha senz’altro segnato la storia, poiché fu tra le prime in Italia a laurearsi in medicina, ed ha cambiato per sempre il mondo dell’educazione. Fu infatti la creatrice di un nuovo metodo educativo, il metodo Montessori, conosciuto ed applicato in tutto il mondo per la sua validità. Questo metodo segnò una forte rottura con la tradizione. Ma perché fu così rivoluzionario?

Un metodo rivoluzionario

Basti pensare che fino a quel momento l’educazione, a partire da quella infantile, era stata molto rigida e nozionistica. I bambini erano considerati alla pari degli adulti: vasi da riempiere attraverso rigide regole da seguire e continue prove a cui essere sottoposti. A scuola, veniva ricreato in un certo senso il clima punitivo e autoritario che i bambini già respiravano nelle proprie case, dove erano sottoposti alla podestà dei genitori.

Alla parola d’ordine “obbedire”, Maria Montessori sostituì due principi:libertà di apprendere e amore per il sapere”.

Nella sua concezione, il processo di insegnamento e apprendimento non hanno niente a che vedere con la mera trasmissione e forzata acquisizione di cultura. La vera educazione (e-ducare: portare fuori) avviene quando si mette il bambino(e poi l’adulto) nella condizione di conoscere se stesso, attraverso la scoperta delle proprie qualità e potenzialità, in ogni circostanza, ma soprattutto in ogni fase della vita. Infatti il processo di “apprendimento” dura tutta la vita, proprio perché bisognerebbe considerare lo studio come uno strumento di ausilio alla vita stessa.  

Proprio per questa visione della conoscenza (vista come amore per il sapere) il metodo Montessori, si distaccava dalla tradizione, poiché non prevedeva né voti, né premi, né punizioni. Apprendere non significa gareggiare, né essere continuamente esaminati. La grande ricompensa è l’obiettivo raggiunto, cioè l’aver imparato qualcosa di nuovo, utile e pratico, grazie all’esperienza fatta sul campo (educazione sperimentale).

L’autonomia del bambino e il nuovo ruolo dell’insegnante

Le parole chiave del nuovo metodo educativo, ideato da Maria Montessori sono: libertà, autonomia e individualità.

Secondo la pedagogista, in un corretto processo educativo, al centro non c’è l’insegnante che spiega ma l‘alunno che apprende. Ogni bambino deve infatti essere rispettato nella propria unicità e individualità, poiché possiede un enorme potenziale, ma è giusto che lo scopra liberamente, con i propri modi e tempi e senza alcuna forzatura.

Se al centro dell’apprendimento va considerato l’alunno, cambia necessariamente anche il ruolo dell’insegnante o del genitore. Il compito dell’adulto deve essere quello di fornire al bambino i giusti strumenti pedagogici, per poi “osservare mentre fa”, vegliando su di lui come un angelo custode.

L’errore sarebbe interferire troppo nel processo di apprendimento, poiché si rischierebbe di ostacolare l’autonomia e l’intraprendenza. Ogni bambino infatti ha diritto di apprendere con i propri tempi, sbagliando e ripetendo, oppure imparando dai propri errori, attraverso l’autocorrezione.

“Mai aiutare un bambino mentre sta svolgendo un compito nel quale sente di poter avere successo”.

Maria Montessori

L’importanza di creare il giusto ambiente

L’ultimo elemento (ma non per importanza) indispensabile, affinché il metodo Montessori sia efficace è creare il giusto ambiente di apprendimento. La Montessori introdusse infatti il concetto di “scuola a misura di bambino”: la scuola deve essere un ambiente sicuro, corredato dai giusti materiali didattici e soprattutto amichevole. Non a caso gli istituti creati da Maria Montessori furono chiamati “Le Case dei Bambini”, per sottolineare appunto come un ambiente familiare e confortevole sia l’elemento essenziale per mettere a proprio agio i bambini e consentire loro di apprendere al meglio.

L’ambiente ideale di apprendimento, secondo Maria Montessori (ed anche in questo si discosta di molto dalla tradizione) prevede inoltre la costruzione di classi aperte e comunicanti in cui bambini di diverse età possono interagire tra di loro, incoraggiando lo scambio di conoscenze e l’aiuto reciproco.