Marina Ovsyannikova, la giornalista russa che ha sfidato Putin è stata multata

Marina Ovsyannikova

Marina Ovsyannikova, la coraggiosa giornalista russa che ha sfidato la censura di Putin, è stata multata e rilasciata. Ora rischia il posto di lavoro

Il gesto senza precedenti della giornalista Marina Ovsyannikova ha colpito profondamente l’opinione pubblica di tutto il mondo, tanto da richiamare l’attenzione perfino dell’ONU. Forse anche per questo le autorità giudiziarie russe, ieri martedì 15 marzo, hanno “soltanto” comminato alla donna una multa di 30 mila rubli (più di 250 euro). 

Lo ha riferito la stessa Ovsyannikova all’uscita del tribunale, in compagnia del suo avvocato Anton Gashinsky. Doveva rispondere di “organizzazione di un evento pubblico non autorizzato” e non dell’accusa, molto più grave, di aver pubblicato e diffuso “informazioni false” sulle forze armate russe, reato che prevede fino a 15 anni di carcere. 

Prima di apparire in tribunale, la donna è stata prima prelevata dalla polizia locale e poi tenuta in isolamento e interrogata per 14 ore consecutive.

L’intervento dell’ONU e della Francia

L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha chiesto alle autorità russe di non perseguire la coraggiosa reporter. Ravina Shamdasani, portavoce dell’Ufficio per i Diritti Umani dell’ONU, si è così espressa in merito: “Stiamo seguendo il suo caso e siamo in contatto con le autorità per chiedere loro di non vendicarsi“.

Ad attivarsi per Marina Ovsyannikova è stato anche Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica Francese, il quale ha offerto “protezione consolare” per la giornalista russa che ha protestato contro la guerra che Putin ha scatenato in Ucraina nei giorni scorsi.

L’azione coraggiosa della giornalista russa

Marina Ovsyannikova ha mostrato un cartello di protesta durante il telegiornale di Canale Uno nel quale stava scritto: 

No alla guerra. Fermate la guerra. Non credete alla propaganda, vi dicono bugie qui. Russi contro la guerra“.

Inoltre, in un video preregistrato, la giornalista ha voluto spiegare il motivo di un gesto così rivoluzionario: 

Mio padre è ucraino e mia madre è russa e non sono mai stati nemici. Purtroppo ho lavorato al Canale Uno negli ultimi anni e ho lavorato alla propaganda del Cremlino. E ora mi vergogno molto… Scendete in strada, non abbiate paura. Non possono incarcerare tutti“. 

In un tweet che in poche ore ha raccolto centinaia di migliaia di visualizzazioni, la Ovsyannikova ha accusato Putin per quanto sta accadendo in Ucraina:

Ciò che sta succedendo in Ucraina è un crimine. E la Russia è l’aggressore. La responsabilità di questa aggressione è di una persona sola e questa persona è Vladimir Putin“.

Una vicenda non ancora terminata però, perché non dobbiamo dimenticare che ora la giornalista rischia il posto di lavoro, visto che tutte le emittenti russe, per poter lavorare, devono necessariamente uniformarsi alle disposizioni provenienti dal Cremlino.