Palasport Mario Argento, quando recupereremo la nostra storia?

Palasport Mario Argento, quando recupereremo la nostra storia

L’impresa della Napoli cestistica riapre un tema sempre caldo: il dimenticato Palasport Mario Argento riacquisterà mai la propria dignità?

In città, abbiamo ancora negli occhi la magica “tripla” di Jacob Pullen in finale di Coppa Italia contro la corazzata Olimpia Milano, il tiro che ha regalato alla Gevi Napoli di coach Milicic un successo storico, quasi insperato alla vigilia delle Final Eight 2024 di Torino, e che ha riportato il trofeo all’ombra del Vesuvio quasi diciotto anni dopo l’impresa di Lynn Greer e soci al PalaGalassi di Forlì nel 2006. Ma a Napoli, precisamente nella periferia orientale, c’è un pezzo della gloriosa storia dello sport campano ridotto a un cumulo di macerie e di cui nessuno pare abbia più memoria: stiamo parlando del Palazzetto dello sport Mario Argento di Fuorigrotta, il quartiere fieristico della città.

Chi era Mario Argento?

Mario Argento nacque a Napoli nel 1895 ed è stato una delle personalità di spicco dello sport e del giornalismo partenopeo dei primi del ‘900, lavorando, tra le altre cose, per il quotidiano “il Mattino”. Egli, da giocatore e dirigente, militò nella Sportiva Napoli, una delle prime squadre di calcio napoletane, antesignana della moderna SSC Napoli che sarebbe poi stata fondata solo nel 1926, e diresse in qualità di arbitro anche alcuni match delle varie compagini locali. In quegli anni, Argento fu selezionato come membro della Commissione Tecnica della SSC Napoli insieme a Felice Scandone, altro pilastro dello sport napoletano a cui è intitolata la principale piscina cittadina.

Nel 1948, poi, in occasione del 50º anniversario della F.I.G.C. venne insignito del titolo di pioniere del calcio italiano, una delle più alte onorificenze sportive del Belpaese. Dopo la sua morte, a Napoli, proprio in virtù dell’indelebile impronta lasciata sulla città, gli fu intitolato il palazzetto dello Sport.

I giochi del Mediterrano e la centralità dell’impianto a Napoli

Il palasport “Mario Argento”  fu costruito, assieme alla piscina “Felice Scandone”, nel lontano 1963 per ospitare la quarta edizione dei giochi del Mediterraneo, la rassegna agonistica multidisciplinare a cui prendono parte gli Stati che si affacciano sul bacino del “Mare nostrum” (ad esclusione di Israele e Palestina), ed aveva una capienza di oltre ottomila spettatori. L’evento inaugurale fu una partita di basket, finita poi con la vittoria dei padroni di casa, tra Italia, paese ospitante, e Siria.

Pochi anni dopo, poi, il Mario Argento fu il teatro delle semifinali e della finale del campionato europeo di pallacanestro. La storia della struttura però non limita solo alla palla a spicchi: infatti, furono ospitati eventi musicali come un concerto della leggendaria band dei “Genesis” o esibizioni di campioni del tennis del calibro di Ivan Lendl e della boxe, ricordiamo, ad esempio, il match tra Patrizio Oliva e Brian Brunette nel settembre 1986 in cui il pugile napoletano difese il titolo iridato WBA della categoria superleggeri

La fine di una storia gloriosa

Il destino di questo impianto però cambiò irrimediabilmente nel 1998, quando venne chiuso per effettuare lavori di adeguamento strutturale ed antisismici. Il Comune di Napoli, negli anni successivi, ha provato in mille modi a ridare vita al Mario Argento, sviluppando progetti di ogni genere, ma il sisma che colpì il Molise nel 2002 complicò tutto, facendo passare la Campania nella fascia di rischio “media”, e optò per la costruzione, sempre a viale Giochi del Mediterraneo, di quella che è ancora oggi la casa del basket in città, il PalaBarbuto.

Purtroppo, tutto quel che resta di oltre trent’anni di storia, come spesso accade in Italia, sono soltanto i fatiscenti ruderi delle due tribune laterali del palazzetto, lasciati marcire alle intemperie, in balia del degrado e tenuti in piedi da astrusi vincoli burocratici ed architettonici.

Napoli Capitale Europea dello Sport 2026, una chance da non perdere

Nel 2026, Napoli, sfruttando la propria rinnovata credibilità internazionale, dopo aver ospitato con successo le regate dell’America’s Cup nel 2013 e le Universiadi 2019, sarà ancora protagonista indiscussa della scena internazionale, essendo stata nominata Capitale Europea dello Sport per quell’anno. Il lavoro da fare per dotare questa città di una impiantistica moderna ed adeguata a certi palcoscenici è enorme.

Ci auguriamo, da cittadini e amanti di Partenope, che la storia dell’inesorabile declino del Pala Argento di Fuorigrotta, la cui area circostante è stata parzialmente adibita a parcheggio, abbia “insegnato” qualcosa a tutti e che questa ennesima occasione di rilancio non venga gettata alle ortiche. Napoli si è dimostrata in grado di poter ospitare grandi eventi mondiali e ha fame di sport.

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