Mario Draghi: il governo dei migliori?

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Mario Draghi scioglie ogni riserva, presenta la lista dei ministri che cede un sapore nostalgico

Da una radio schiamazza Giusy Ferreri con “Non ti scordar mai di me”, e ha appena dato il cambio a Jovanotti con “A te”; un asteroide passa vicino alla Terra e questa celebra il suo “Anno internazionale”; la Nazionale di calcio italiana si presenta all’europeo da fresca detentrice del Mondiale e la Spagna inizia il suo predominio con Aragonés; Barack Obama è per la prima volta Presidente degli Stati Uniti d’America e Mario Draghi esordisce con il suo esecutivo: il governo dei migliori. E’ il 2008, signori… ah, no. Perché questo refuso? Sarà perché leggo un tridente del tipo Brunetta-Carfagna-Gelmini?
Draghi: il governo dei migliori… ritorni!

La crisi di governo

La crisi dell’esecutivo è durata circa un mese. Abbiamo vissuto questa crisi leggendo i nomi più disparati, le schermaglie che andavano via via formandosi, vivendo tutto ciò con una domanda piuttosto comune: ma perché c’è questa crisi? Le malelingue direbbero che Renzi sia un tipo personologico che tende al narcisismo patologico e che questo lo porti ad essere completamene avulso dalla realtà delle cose, sovrastimando l’effettiva importanza del suo partito e della sua persona. Ma l’importanza ce l’ha perché ha fatto cadere il Conte-bis. Voi quanti governi potete vantare di aver fatto cadere? E non dimenticate che Renzi ha pure distrutto l’ex primo partito d’Italia, il Partito Democratico. Non mi pare poco. Comunque, a quanto pare l’esecutivo ha bisticciato sulla gestione dei fatidici 200 miliardi, circa, a disposizione giunti dall’Europa. Ed è qui che interviene Mario Draghi. Accolto entusiasticamente dall’opinione pubblica, con i quotidiani grondanti di panegirici sull’ex Presidente della BCE, viene incaricato da Mattarella per formare un nuovo esecutivo.

Le scelte di Draghi: i “migliori”

Fino alla giornata di ieri non filtrava assolutamente nulla. Le scelte di Draghi sembravano secretate e inaccessibili. Una volta svelate qualcuno avrà pensato che non si trattasse di riserbo, piuttosto di vergogna. Ventitrè ministri, di cui quindici “politici” e otto “tecnici”. Nove sono le riconferme tra PD, M5s e Leu. Massiccio ingresso di Forza Italia che porta tre ministri. E sono proprio loro a dare questa sensazione di déjà vu: Renato Brunetta, Mara Carfagna e Mariastella Gelmini.

Abbiamo spostato le lancette indietro di dieci anni e ci ritroviamo in un esecutivo tre dei peggiori mestieranti che l’Italia abbia mai visto. E’ naturale che per l’appoggio di Forza Italia c’era il bisogno di dare qualcosa, ma c’era davvero qualcuno che si aspettava di rivedere questo terzetto?
Va detto che i dicasteri chiave sembra siano nelle mani dei fedelissimi di Draghi, ovvero gli esponenti propriamente tecnici: Franco (Economia), Lamorgese (Interno, ed è una riconferma), Cartabia (Giustizia), Cingolani (Ambiente e Transizione ecologica), Giovannini (Infrastrutture e Trasporti), Bianchi (Istruzione), Messa (Università), Colao (Innovazione tecnologica e transizione digitale).

Cosa aspettarsi dal governo Draghi

Passo per passo, tenterò di delineare una reazione causale dall’inizio del governo Draghi, fino alla termine della legislatura nel 2023.
Con l’attuale situazione del governo, gli italiani vedranno la parte tecnica dell’esecutivo inasprire le misure da prendere, sia per la gestione che per la ripartenza. Dalla parte propriamente politica, già conosciuta e riciclata – alcuni direbbero già marcescente -, sappiamo cosa aspettarci. Questa commistione potrebbe portare ad un peggioramento della situazione sociale, dato dalla sfiducia crescente nei confronti della politica e dalle difficoltà economiche che si riscontreranno per via della pandemia. La destra sovranista ha già mostrato in passato di saper ascoltare la voce disperata dell’elettorato e trasformarla in carburante per la propaganda. Si andrà a votare con un popolo stremato e sospettoso. Dopo il valzer tenutosi da Draghi e le recenti svolte europeiste di Salvini, il leader della Lega potrebbe aver tradito parte del suo elettorato; il M5s con ogni probabilità uscirà con le ossa rotte da questa faticosa legislatura e gran parte del bacino elettorale si è già esaurito; la sinistra… Beh, ma quale sinistra?
Quindi, chi resta? Giorgia Meloni. Non si è seduta con Draghi, e pare che possa essere una scelta politica in grado di premiarla tra due anni. Immaginiamo vinca le elezioni con grande vantaggio e che crei una maggioranza solida di centrodestra che si troverà a votare per il prossimo Presidente della Repubblica.

Effetto domino del governo di Mario Draghi

Politici italiani: tutti bravissimi quando devono pungolare le coscienze di preti, carabinieri, attrici, industriali, popolani. Ma potrebbe essercene uno più bravo di tutti. Costui, forse, avrebbe anche elaborato un piano incredibile per il suo ritorno in grande stile. Con la serie di incastri giusti, un patto con la vita e con le cadute, entra in gioco il più abile di tutti: Silvio Berlusconi. Colui che avrebbe dato il via ad un effetto domino che lo porterà ad essere Presidente della Repubblica Italiana. Questo esecutivo potrebbe passare alla storia come il primo tassello del grande effetto domino elaborato da Berlusconi.

Ovviamente, si tratta di elucubrazioni preventive. A noi non resta che aspettare. Anche perché, ormai, pare che il voto faccia davvero paura a questa democrazia.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.