Mary Shelley: la creatrice del genere di fantascienza

Mary Shelley

Il 30 agosto 1797 nasceva Mary Shelley. La scrittrice inglese è famosa per aver dato origine, con il celebre romanzo Frankenstein, al genere della fantascienza

Il 30 agosto 1797 nacque Mary Shelley, la scrittrice inglese famosa per aver dato origine al genere della fantascienza, con il celebre romanzo Frankenstein, scritto a soli 17 anni.

Mary Shelley, oltre che per il grande talento, si distinse per il suo genio rivoluzionario e innovativo. Questo derivò anche sicuramente dalle sue origini: la madre, Mary Wollstonecraft, era stata infatti una filosofa e scrittrice anticonformista, considerata la fondatrice del femminismo liberale

Mary Shelley, seguì certamente le sue orme, non solo inventando “da donna” un genere non ancora in voga fino a quel momento, ma anche proiettando all’interno i suoi sentimenti più profondi.

L’origine di Frankenstein: il romanzo capostipite del genere fantascientifico 

Ma come nacque l’idea di un romanzo in cui uno scienziato inventa una creatura assemblando dei pezzi, per poi rinnegarla per la bruttezza e scatenandone così la collera? Difficile da credere, ma un capolavoro del genere, nacque semplicemente per gioco.

Mary Shelley infatti fece un un viaggio in Svizzera insieme al marito, sua sorella e Byron, l’amante della sorella. Una sera, per trascorrere piacevolmente il tempo, i quattro si sfidarono nella stesura di un racconto dell’orrore.

A dare l’ispirazione alla Shelley, fu un sogno avuto qualche tempo prima: le apparse un uomo che assemblava una creatura, dandogli poi vita. Il genio della grande scrittrice si era espresso nella sua più assoluta potenzialità.

Per questo, quando poi Mary tornò a Londra, decise di sviluppare ancora meglio la trama. Ma poiché il libro dava il via ad un genere in quel momento non ancora in voga, fu pubblicato dopo due anni dalla stesura, cioè nel 1818, in forma anonima, perché Mary Shelley, essendo donna, temeva, che nessuno lo avrebbe acquistato. Invece ebbe un immediato successo ed è tutt’oggi considerato moderno e attuale.

La modernità del romanzo e il riflesso delle emozioni della scrittrice

Frankenstein è attuale, innanzitutto perché la Creatura creata dallo scienziato non è il prodotto di oscure forze del male, ma è frutto della ricerca scientifica, verso cui Mary Shelley esprime una profonda critica.

Inoltre dentro la Creatura, nonostante le brutte sembianze, vivono tutti i sentimenti dell’essere umano. ll suo fattore Viktor Frankestein, professore di filosofia naturale, crea un essere umano dotato di coscienza, capace di provare sentimenti estremi come la paura e l’odio e di consumare una tremenda vendetta nei confronti del “padre”. Frankenstein, scienziato e mostro racchiude quindi tutti i sentimenti umani: la ricerca dello sconosciuto, il bisogno di amore e l’emarginazione di ciò che fa paura.

Inoltre, la stessa Mary Shelley, riflette nelle emozioni che prova la Creatura, ciò che lei stessa ha sperimentato nella vita: la morte innanzitutto (della madre, dopo pochi giorni la sua nascita, di una figlia appena nata e del marito morto naufrago) e la solitudine poi Il suo disincanto trova quindi sfogo e sostegno nella scrittura. Infatti il mostro creato da Frankenstein si sente solo, non voluto e per questo morto dentro e deciso ad uccidere coloro che lo hanno fatto soffrire.

Erroneamente si crede anche che la creatura sia malvagia. Come si evince dai discorsi che fa a Frankenstein, invece, la sua condizione di “malvagità” è dovuta alle sventure che gli sono capitate. Non è infatti nato maligno, ma il rifiuto del suo stesso creatore e le reazioni violente delle altre persone, spaventate dal suo aspetto mostruoso, lo hanno allontanato dalla civiltà. Avendo conosciuto solo odio e disprezzo, allora, la creatura ha imparato ad odiare. “La miseria mi ha reso nemico. Fammi felice e sarò di nuovo virtuoso,” è quello che dice a Victor.

Punti in comune tra romanzo e scrittrice

Lei aveva fatto esperienza con la morte. Il tragico corso di eventi che nasce dal rifiuto della Creatura le cui sembianze abnormi provocano estremo ribrezzo in Viktor, non è un monito moralista rivolto alla superbia degli scienziati che osano “sostituirsi a Dio” come hanno scritto in molti. La malvagità della Creatura è la reazione a una società che non ha la forza e la maturità di accettare il diverso, il difforme, e che lo emargina rendendolo un mostro incattivito.

La vendetta feroce della Creatura che uccide il fratello e la moglie del suo creatore è in fondo una reazione umanissima di un uomo odiato da tutti a causa del suo aspetto esteriore. In questo Viktor Frankenstein ha avuto un successo perfetto, ha creato un essere umano con tutte le sue debolezze e imperfezioni, con il suo bisogno di amore e la sua sete di rivalsa.

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