Masturbazione femminile: il tabù del piacere

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Qualche volta fai pensieri strani con una mano, una mano, ti sfiori… tu sola dentro la stanza e tutto il mondo fuori.

Vasco Rossi

Così canta Vasco nella sua Albachiara, la cui protagonista è un’adolescente con la faccia pulita e gli occhi grandi.
Nella sua stanza, in un momento di beata solitudine, quella ragazzina si lascia andare a pensieri strani e cerca di capire come funzioni il suo piacere.
La masturbazione femminile è per molti ancora un tabù: troppo spesso sono proprio le donne a demonizzarla, tralasciando una consistente (e meravigliosa) parte della propria sessualità.

Conoscere le regole del gioco

“E tu come ti masturbi? Usi le mani o preferisci usare degli oggetti?”

Se provaste a chiederlo alle donne che conoscete, è molto probabile che la maggior parte di loro vi dia risposte evasive.

Non è un segreto che quello dell’autoerotismo sia un tasto ancora dolente. Se per gli uomini esso è considerato perfettamente normale e fisiologico, per le donne rappresenta quasi un’inconfessabile colpa.
Persino le nuove generazioni sembrano non aver ancora superato questo doppio standard di giudizio: esso è figlio di una cultura che tende sistematicamente a trascurare la sessualità femminile.

Quante donne vivono il sesso con il proprio partner come se fosse un dovere? Quante donne credono – inconsciamente o meno – che il fine ultimo di un rapporto sessuale sia l’orgasmo maschile?
La masturbazione sembra essere ancor più scandalosa quando praticata da qualcuno che sia impegnato in una relazione: quasi come se il desiderio di provare piacere da soli corrispondesse ad una sessualità di coppia insoddisfacente. Nulla di più falso.

La masturbazione è un vero e proprio toccasana per donne di qualsiasi età che vogliano conoscere le regole del proprio piacere. Le conoscenze acquisite possono essere poi messe a frutto da sole o, chissà, magari con un partner.

Quale miglior modo per conoscere se stesse? Quale miglior modo per sperimentare?
Non esistono fantasie proibite, non esistono cose sporche. Esistono solo le preferenze, nel sesso come in qualsiasi altro ambito della vita (bisogna ricordare, però, che il limite, nel sesso come nella vita, è sempre costituito dall’assoluta necessità di non danneggiare nessuno).

Quindi via libera al gioco.

Il ruolo della masturbazione al femminile (ma non solo)

La sessualità femminile è profondamente diversa da quella maschile.

In prima istanza, quest’affermazione potrebbe sembrare intrisa di una sterile retorica sentimentalista.
Leggendola, si potrebbe avere l’impressione che ci si riferisca al solito stereotipo per cui gli uomini fanno sesso come animali, guidati solo dall’istinto, mentre le donne fanno sesso solo se spinte dai sentimenti.

Notizia dell’ultimo minuto: non c’è essere umano che sfugga alla legge dell’istinto, uomo o donna che sia!

La diversità è da intendersi, infatti, come differenza nei sistemi del piacere legati all’anatomia femminile ed all’anatomia maschile.
Le donne hanno bisogno di un tocco diverso rispetto agli uomini perché diverse sono le zone erogene e diversa è la meccanica – per così dire – che porta all’orgasmo.

È necessario che ognuno conosca il proprio corpo, che lo ami, che lo desideri.
La masturbazione favorisce lo sviluppo di una sessualità sana ed appagante, con un effetto decisamente positivo sull’autostima. Essa, infatti, aiuta a costruire ed acquisire una serie di consapevolezze in merito alla propria persona.
Conoscere il proprio piacere, inoltre, è fondamentale per capire cosa ci eccita e cosa no, in modo da poterlo anche comunicare al partner quando si vuole.

In definitiva, delineare l’importanza dell’autoerotismo è più semplice ed immediato di quanto si pensi. Esso permette di imparare a soddisfare la persona più importante della nostra vita: noi stessi!

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.