Il medaglista americano che rubò la bandiera originale delle olimpiadi

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Durante le olimpiadi del 1920, un medaglista americano rubò la bandiera delle olimpiadi e mantenne il segreto per quasi 80 anni

Anversa, agosto 1920. Il tuffatore medaglista americano Harry Prieste sta rappresentando gli Stati Uniti d’America ai Giochi della VII Olimpiade che si tennero proprio quell’estate, in Olanda.

Harry Prieste sta svolgendo una buona competizione, vincendo una medaglia di bronzo per i suoi tuffi dalla piattaforma, salvo poi venire eliminato dal turno preliminare quando la gara si sposta nella piattaforma alta dello Stade Nautique di Anversa.

Sarebbe una storia di sport come le altre, se non fosse che quella particolare edizione passerà alla storia per il furto di uno dei simboli dell’Olimpiade stessa: la bandiera a cinque cerchi. La bandiera originale utilizzata durante i Giochi Olimpici del 1920, infatti, è stata rubata. E per molto tempo si è ritenuto fosse oramai scomparsa per sempre. O almeno fino a quando l’autore del gesto non ha deciso che fosse il momento di confessare, più di 80 anni dopo.

Il furto

Harry Prieste stesso racconta come – nel pomeriggio della giornata di chiusura – ha alzato gli occhi al cielo e ha visto sventolare la bella bandiera olimpica con il cielo azzurro alle sue spalle, e ha pensato: “Quella bandiera, almeno, deve essere mia”.

Raccontò le sue intenzioni a un compagno di nazionale, Duke Kahanamoku, e dopo aver scommesso con quest’ultimo – che era convinto Preiste non ne avrebbe avuto il coraggio – decise di farlo: avrebbe rubato la bandiera olimpica. Ma doveva scegliere il momento giusto, che arrivò quella stessa notte, la serata di chiusura dei Giochi Olimpici del 1920. I due si mossero verso lo stadio, dove Harry Prieste slegò la bandiera e fuggi via di fretta e furia.

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Un giovane Harry Prieste

Un gruppo di poliziotti assistette alla scena e corse immediatamente verso di lui. Ma, come racconta lo stesso Prieste, fu tempo perso. D’altronde, ammise Harry, quei poliziotti “non erano atleti olimpici, io lo sono”. Harry sparisce nella notte e da lì in avanti nessuno gli chiede conto delle sue azioni.

La restituzione della bandiera olimpica

Il medaglista americano, a 103 anni, si è pentito del fattaccio e dopo 77 anni dall’Olimpiade di Anversa confessò il misfatto e restituì la bandiera al CIO durante le olimpiadi di Sydney del 2000, dove il dirigente sportivo Juan Antonio Samaranch volle premiare Prieste con una speciale medaglia commemorativa. Harry Prieste visse fino all’età di 105 anni, e continuò a raccontare il peculiare aneddoto accaduto quasi 80 anni prima.

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Harry Prieste con la bandiera trafugata

Al momento della morte è stato il medagliato olimpico più longevo. Inoltre, secondo Wikipedia, è stato l’unico atleta olimpico a vivere in tre diversi secoli: nato alla fine del 1800, vissuto durante tutto il ‘900 e morto alla soglia dei 2000.

Oggi la bandiera di Anversa 1920 è conservata al Museo olimpico di Losanna, in Svizzera

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