Medici aggrediti a Napoli: le scuse del neomelodico Giuseppe Mauro

Medici aggrediti all’Ospedale del Mare di Napoli. L’autore del raid è Giuseppe Mauro, giovane neomelodico. Il ragazzo si scusa per l’accaduto, ma denuncerà comunque il personale medico coinvolto

Ennesima aggressione. É notizia di alcuni giorni fa quella che vede alcuni medici aggrediti da una famiglia napoletana. La notizia è al centro della cronaca locale. Avrebbero fatto irruzione nei padiglioni dell’Ospedale del Mare di Ponticelli a seguito del decesso di un loro anziano congiunto. Diversi i presenti ripresi nella circostanza di volere entrare con la forza nel presidio ospedaliero. Dal video si nota anche un ragazzino che prende a calci e pugni porte e suppellettili.

Ma il vero protagonista della vicenda è lui, Giuseppe Cretella, in arte Giuseppe Mauro, 20enne napoletano con la passione per la musica neomelodica. Nel video si vede chiaramente il ragazzo che, con fare minaccioso e arrogante (e senza mascherina) pretende di parlare immediatamente con il primario responsabile.

Il motivo di tanta rabbia? Stando a quanto si apprende, a far scattare l’ira del ragazzo sarebbe stata la condizione medica del nonno, il 67enne Luigi Esposito, ricoverato a febbraio a seguito di una caduta e deceduto pochi giorni fa.
I famigliari dell’anziano erano stati rassicurati dai medici sulle condizioni del loro caro.
Paziente il quale, una volta in ospedale, ha visto diagnosticarsi altre patologie pregresse che potrebbero aver contribuito poi al decesso nel giro di un mese.

Queste le parole del giovane neomelodico: “non è bello sentirsi dire il giorno prima che mio nonno stava per essere dimesso, e il giorno dopo, che è deceduto“.

L’irruzione è stata ripresa e pubblicata sui social dallo stesso Cretella. I responsabili sono stati identificati e una delle dottoresse aggredite, ha ricevuto una prognosi di sette giorni.

Medici aggrediti a Napoli – Arrivano le scuse

L’episodio è stato ripreso e stigmatizzato da molti. Tra questi, il sempre attento consigliere dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che rilancia sulle proprie pagine social il video dell’aggressione.

Il video originale dell’aggressione all’Ospedale del Mare

Come è facile immaginare, l’ondata mediatica generata dalla diffusione di questo filmato, ha preoccupato non poco gli autori dell’aggressione.

É di qualche giorno successivo all’aggressione, la notizia che il giovane avrebbe rilasciato delle dichiarazioni di pentimento, pur riconfermando la legittimità delle loro azioni.

Durante una conferenza stampa organizzata da Gennaro Demetrio Paipais, legale del ragazzo, quest’ultimo ha dichiarato che: “tutti stanno zitti e subiscono in silenzio. Gli ammalati in quell’ospedale sono abbandonati“.

Intanto il suo legale annuncia di avere presentato denuncia alla Procura di Napoli per chiedere ai magistrati di fare luce sulle cause che hanno portato al decesso del nonno di Giuseppe. 

Le parole di Borrelli sull’aggressione

Ma il consigliere Borreli non apprezza le scuse del 20enne: “scuse poco credibili ed inaccettabili, il raid è stato premeditato. Soggetto violento e legato al mondo criminale che mi ha anche minacciato“.

Intanto, anche la direzione strategica dell’ASL Napoli 1, nello stigmatizzare l’accaduto, annuncia: “quanto è accaduto è di una gravità inaudita. Un comportamento che avrebbe potuto portare a conseguenze drammatiche per altri pazienti ricoverati in quel momento. Un’altra aggressione fisica e morale che ha messo ulteriormente sotto pressione il personale già in grande difficoltà dopo un anno e più di lotta alla pandemia. Azioni simili, oltre al danno di immagine cagionato all’Azienda, possono produrre un effetto di emulazione portando ad altre brutali aggressioni“.

Il post di Francesco Emilio Borrelli: https://www.facebook.com/francescoemilio.borrelli/posts/1991837200970161

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.