Medioevo, come viveva la gente comune?

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Come era la vita di una persona qualunque nel tardo Medioevo? Sorprendentemente simile alla nostra, tra divisione del tempo, lavoro, famiglia e religione

Lo stile di vita degli esseri umani nel corso dei millenni ha subito cambiamenti importanti. Si è passati da un’esistenza nomade, stagionale e locale al trionfo della mobilità, del globalismo e della comunicazione.

Seppure siano mutati profondamente gli strumenti, le usanze e i costumi, la pratica quotidiana dei nostri antenati non è mai stata realmente diversa da quella attuale. Le persone, in passato, vivevano sostanzialmente come noi. Svegliarsi, svolgere una qualche attività utile al sostentamento, passare del tempo in famiglia e pregare qualcuno (o qualcosa) affinché la routine si ripeta senza grossi intoppi.

C’è stato però un periodo della storia dell’umanità che spesso viene relegato – nella narrazione comune – come un’epoca buia, di regressione e inciviltà. Dopo la caduta dell’Impero Romano, l’Europa è entrata in una fase nuova della sua storia, nota a tutti con il termine generico di Medioevo. Suddiviso in alto e basso Medioevo, questo periodo inizia – per convenzione – con la caduta dell’Impero Romano e termina – per altrettanta convenzione – con la scoperta del continente americano da parte della flotta capitanata da Cristoforo Colombo per nome della corona spagnola.

Se è vero che in questo periodo – che si dipana per circa un millennio – alcuni ambiti sino a quel momento attivissimi subisco una forte battuta d’arresto (si pensi alle tecnologie militari o a quelle ingegneristiche), è pur vero che la vita delle persone comuni è cambiata ben poco. Le stesse incombenze, passioni e incertezze proprie della razza umana erano ancora presenti e governavano l’esistenza degli antichi, come di chi li ha preceduti e succeduti.

Il tempo

Le persone nel Medioevo lavoravano seguendo le stagioni e organizzando le mansioni sulla base della luce del giorno. Nessuno aveva sveglie o orologi domestici. Il meccanismo a molla, che consente la fabbricazione di piccoli segnatempo, fu inventato solo alla fine del XV secolo e gli orologi domestici e da tasca rimasero incredibilmente costosi. Questa è stata la norma, almeno fino a quando la rivoluzione industriale non ha inaugurato l’era della produzione di massa.

Nel Medioevo, al contrario, si seguivano le ore canoniche, annunciate dalle campane delle chiese. Anche quelle, però, variavano a seconda della stagione e delle ore di luce. Quindi, in estate avremmo ascoltato le lodi alle 5 del mattino ma in inverno, alle 7.

Il lavoro

I contadini, in genere, lavoravano dal sole al tramonto. Tra la tarda primavera e la metà dell’autunno, il lavoro veniva svolto principalmente nei campi, ma durante l’inverno si svolgeva principalmente in casa o nei pressi dei locali in cui si svolgevano le diverse attività. I contadini, solitamente, non lavoravano fino a tarda notte. Le lampade e candele di buona qualità esistevano, ma erano costose e lavorare alla luce di una candela di qualità inferiore o di una lampada a grasso produceva beni di scarsa qualità, oltre che aumentare il rischio di lesioni.

La nostra moderna abitudine di spostarsi per ore e ore solo per raggiungere il tuo posto di lavoro al mattino e poi tornare indietro sembrerebbe certamente bizzarra ai nostri contadini medievali, che inoltre godevano di molte feste e festività religiose, che imponevano frequenti pause dal lavoro e dai campi.

La famiglia e il welfare medievale

In quasi tutta l’Europa medievale era presente una certa rete di sicurezza sociale per le persone che ne avevano bisogno. Quando qualcuno si ammalava o cadeva dell’indigenza, era estremamente raro che venisse abbandonato a sé stesso: la famiglia (allargata) in primis, o la Chiesa o persino il signorotto locale avrebbero dato una mano, obbligati i primi dal fondamentale legame di sangue, da quello morale i secondi e da pubbliche aspettative di benevolenza i terzi.

La pietra miliare del cambiamento

Già dal quadro che abbiamo delineato – che rappresenta solo un accenno rispetto alla miriade di ricerche che è possibile consultare per approfondire l’argomento – risulta evidente che, tutto sommato, la condizione delle persone comuni nel Medioevo non era tanto tragica e infima quanto siamo abituati a pensare. Certo, rispetto all’antichità classica si assistette a un rallentamento per quel che riguarda lo sviluppo tecnologico e ingegneristico. Ma la quotidianità delle persone comuni non cambiò in maniera drastica.

Anzi, al contrario, gli stravolgimenti che presero il via proprio in quel periodo considerato tanto buio della storia dell’umanità, rappresentano i primi passi verso il raggiungimento degli obiettivi tecnologici e sociali che si otterranno solo nei secoli successivi, dagli albori del processo di trasformazione industriale sino all’affermazione di quei diritti civili fondamentali di cui – questo sì, a differenza del passato – oggi godono tutti: il diritto all’autodeterminazione, a non essere soggiogati da altri e a poter scegliere il proprio percorso di vita.

Ambasciator