Met “In America”: lessico e antologia della moda

in america

L’Anna Wintour Costume Center è finalmente lieto di presentare la sua mostra annuale dedicata alla moda e al costume: In America

Il Metropolitan Museum of Arts apre oggi i battenti dell’ala che ospita ogni anno i più grandi capolavori del mondo del fashion.

In occasione del 75° anniversario del Costume Institute, ma soprattutto per compensare la scelta digitale obbligata della scorsa edizione, il Met “resta” In America per tutto l’anno.

A partire dal 18 settembre fino al 5 settembre prossimo, sarà possibile assistere al percorso di crescita e consapevolezza del fashion americano, a contatto con una realtà in continuo cambiamento.

In concomitanza con il Met Ball di questa sera (23.30 ora italiana) che ha lo scopo di inaugurare la mostra, sondiamo il terreno che accoglierà l’esposizione di moda più attesa nella città di New York.

In America: A Lexicon of Fashion

La prima parte dedicata all’elogio dello stile yankee, riflette sull’importanza di creare un nuovo vocabolario della moda americana, più pertinente e riflessivo per i tempi in cui stiamo vivendo.

Penso che una delle lezioni più preziose che tutti noi abbiamo imparato da questi movimenti per la giustizia sociale sia la grandezza del linguaggio, della terminologia e della nomenclatura. Quel vocabolario affronterà gli impulsi creativi dietro la moda americana, così come le sue motivazioni sociali, politiche e ambientali.

Andrew Bolton

Le gallerie allestite dall’Anna Wintour Costume Center ricreano una casa immaginaria con pareti trasparenti sovrapposte, con lo scopo di confondere lo spettatore e la sua percezione di spazio. 

Ogni stanza, arricchita di esempi di moda del XX e XXI secolo, esplora le qualità emotive del vestito: da un lato i pionieri dello stile americano associati allo sportwear e al ready-to-wear, dall’altro un gruppo eterogeneo di designer contemporanei, che illustreranno come la moda a stelle e strisce sia definita da sentimenti di comfort, gioia, nostalgia, appartenenza, esuberanza, paura, sentimentalismo, benessere, ottimismo.

In America: An Anthology of Fashion

La seconda parte della mostra che aprirà al pubblico il prossimo maggio, In America: An Anthology of Fashion, seguirà invece un approccio diatopico e diacronico, presentando narrazioni che esplorano lo sviluppo della moda negli Stati Uniti in relazione alle storie complesse e stratificate di quegli spazi.

L’intenzione è quella di riunire alcune storie sul ruolo della moda, in un’antologia che si pone di offrire letture alternative.

Who gets to be American?

Andrew Bolton, il curatore responsabile del Costume Institute, sostiene che l’industria della moda a livello globale, in particolare quella americana, stia vivendo un secondo rinascimento, e un processo di reinvenzione e di riflessione su di sé, amplificato dalla maggior sensibilità nei confronti delle questioni di equità, diversità e inclusione.

Gli ultimi due anni sono stati particolarmente impegnativi per la comunità della moda. I designers hanno saputo reagire di conseguenza alle continue sfide della pandemia, trovando nuovi modi per esprimere la propria creatività e mostrare le collezioni.

Saranno infatti inclusi all’interno della mostra progetti cinematografici in collaborazione con registi americani.

The Veil Flag

L’America è più simile a una trapunta: tante toppe, tanti pezzi, tanti colori, tante taglie [..] tenute insieme da un filo comune.

Jesse Jackson

The Veil Flag by Sterling Ruby verrà mostrata all’ingresso della prima parte In America: A Lexicon of Fashion e all’uscita della seconda parte In America: An Anthology of Fashion come un modo per collegare le due mostre.

Si tratta di un involucro di black-washed denim che Sterling Ruby ha realizzato durante i movimenti per la giustizia sociale della scorsa estate. 

Dato l’attuale clima politico negli Stati Uniti, volevo esplorare il concetto di bandiera come significante in continuo mutamento e come il nostro rapporto con essa può cambiare quando viene attivato come velo.

Sterling Ruby

La mostra è resa possibile da Instagram

Dal giorno in cui è stato lanciato, Instagram ha accolto il mondo del #fashion. 

Che tu sia un esperto del settore come un designer, un modello o uno stilista, o un adolescente comune in qualche parte del mondo, sai che Instagram è il posto dove andare, trarre ispirazione e costruire una community. Nell’ultimo anno, però, Instagram è stato anche un luogo di conversazioni in tempo reale sull’attivismo e sui movimenti globali sulla giustizia sociale, l’equità, la razza e il genere. Sono stata ispirata nel vedere che la mostra di quest’anno evidenzierà molti di quei problemi che sono al centro della cultura di oggi.

Eva Chen, responsabile della moda e dello shopping su Instagram

Reels e IGTV faranno da fedeli compagni ai canali Instagram del Met e del Costume Institute, sperando che la mostra aiuti a suscitare una conversazione globale su cosa significhi il fashion (Met) “In America.

stefano-popolo

A title

Image Box text

STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.