Michael Jackson non è morto: le teorie degli amanti del complotto

Michael Jackson

In seguito alla morte di Michael Jackson si sono diffuse numerose teorie complottiste, ma il suo non sarebbe il primo decesso simulato

Nato il 29 agosto del 1958, Michael Jackson è considerato a buon diritto il re del pop.
Una carriera costellata di successi musicali, un’attitudine incredibile e un talento naturale per la danza lo hanno reso eternamente famoso.
Sulla sua personalità eccentrica circolano diversi miti, ma dopo la sua morte, avvenuta il 25 giugno del 2009, si sarebbero sparse curiose voci su una presunta morte simulata.

La presunta morte di Michael

Il 25 giugno 2009, a pochi giorni dall’inizio dei concerti di Londra, Jackson si trovava in una villa presa in affitto a Holmby Hills a Los Angeles. È proprio lì che, dopo un arresto cardiaco, fu dichiarata la morte del cantante.
L’arresto sarebbe stato provocato da un’intossicazione acuta dovuta all’uso di anestetici, somministratagli da Conrad Murray, suo medico di fiducia, nel tentativo di farlo riposare.

Le circostanze della morte del re del pop, nonostante ampiamente analizzate e indagate durante i ripetuti processi che la famiglia Jackson ha intentato contro Murray, sono rimaste coperte da un sottile velo di mistero, offrendo agli amanti delle teorie del complotto, l’espediente perfetto per sospettare una morte simulata.

E se fosse stato un omicidio premeditato?

La prima teoria che iniziò a circolare era incentrata su un presunto complotto ordito per uccidere Michael Jackson, organizzato dai vertici della Sony Music. Questi, infatti, avrebbero assunto il medico Conrad Murray per portare a termine il progetto facendolo risultare un incidente, con lo scopo di guadagnare dalle vendite postume degli album e dalla strumentalizzazione della morte dell’artista.  
A tal proposito anche alcuni familiari di Jackson, hanno dichiarato che la morte di Michael sarebbe stata in realtà parte di un piano ben orchestrato. Un omicidio premeditato, insomma.

Le teorie del complotto

Poco dopo la morte del cantante sono iniziate a circolare voci sul web contenenti ipotesi molto curiose: alcune di esse, infatti, sostenevano che il cantante, in realtà, non fosse morto. Secondo tali supposizioni, Michael Jackson sarebbe voluto semplicemente scomparire dalla circolazione per i debiti e gli scandali che lo rendevano particolarmente vulnerabile in quel periodo. Avrebbe così potuto organizzare la sua finta scomparsa con l’aiuto di alcuni fan che si definirono “believers”, “credenti”.

Le presunte prove

Dopo la diffusione di tali illazioni, ovviamente, iniziarono a circolare foto e video che raffiguravano apparizioni del cantante in giro per il mondo.

Alcuni dei complottisti si sarebbero concentrati sulle immagini immediatamente successive alla morte di Michael Jackson, notando i vetri scuri dell’ambulanza o il fatto che non sia mai stato mostrato il corpo al funerale, usanza invece piuttosto frequente per i personaggi più famosi.
La famiglia Jackson rispose alle accuse spiegando che il corpo di Micheal, durante l’autopsia, era andato incontro ad un veloce decadimento, motivo per il quale non era stato ritenuto opportuno mostrarlo durante la funzione.

Altra simpatica teoria vedrebbe coinvolta una donna al funerale di Jackson che ancora oggi non siamo stati in grado di identificare.
Gli amanti delle teorie alternative ricordano con piacere, a questo proposito, che Jackson adorava i travestimenti e li adoperava spesso per continuare a vivere circostanze di normale quotidianità: una passeggiata, un film al cinema o una cena fuori. Così in molti avrebbero pensato che la donna misteriosa, in realtà, sarebbe Michael stesso, travestito per assistere al proprio funerale.

La più recente delle trovate, invece, vedrebbe coinvolta Paris Jackson, figlia del cantante, che avrebbe postato sui social un selfie con un misterioso personaggio alle spalle, dettaglio assolutamente non trascurabile che non è sfuggito alla lente dei più fantasiosi. Secondo questi, infatti, nell’immagine sarebbe raffigurato proprio il nostro re del pop.

Michael Jackson non è l’unico

Dunque, Michael sarebbe ancora vivo e si aggirerebbe serenamente a Las Vegas sotto mentite spoglie, godendosi la vita lontana dalla luce dei riflettori.
Jackson però non è l’unica celebrità su cui sono state avanzate ipotesi così creative:

Una delle morti più misteriose è quella di Elvis Priesley. Le fonti ufficiali sostengono che il cantante sia morto il 16 agosto 1977 a Memphis, a causa di un infarto. Tuttavia, alcuni ritengono probabile che Elvis non sia deceduto ma, a causa del troppo stress legato alla sua carriera, sia voluto uscire di scena.

Altro decesso avvolto nel mistero è quello di Kurt Cobain, leader dei Nirvana morto a 27 anni. Anche in questo caso il cantante, in cerca di una vita lontana dalle folle, avrebbe inscenato le circostanze funeste.

C’è chi ritiene che la stessa Marilyn Monroe sia volutamente sparita dai riflettori per altre motivazioni. Diverse tra queste cospirazioni sarebbero state alimentate dalla sua relazione segreta con il presidente John F. Kennedy.

Michael Jackson non è morto

Per ognuna di queste morti c’è stato chi, forse troppo addolorato per accettare la realtà, ha gridato al complotto, al piano segreto, alla premeditazione. Questo in realtà non dice molto sulle circostanze, in alcuni casi rimaste misteriose, ma è molto significativo per altri versi: l’amore dei fan per questi personaggi, Jackson tra tutti, li ha certamente resi immortali.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.