Arriva la mostra CRISALIDI: dal 25 al 30 novembre a Casalnuovo di Napoli

crisalidi

L’associazione “Fenice In Pigiama” presenta la mostra “CRISALIDI. Donne nell’arte del XXI secolo: storie di metamorfosi”, dal 25 al 30 novembre a Casalnuovo di Napoli

Venerdì 25 novembre alle ore 18.00 sarà inaugurata nella galleria espositiva di Palazzo Salerno-Lancellotti di Casalnuovo di Napoli la mostra “CRISALIDI. Donne nell’arte del XXIesimo secolo: storie di metamorfosi”. Curata dall’associazione culturale “Fenice In Pigiama” e patrocinato dal comune di Casalnuovo, la mostra sarà aperta al pubblico con ingresso gratuito da venerdì 25 a mercoledì 30 novembre, dalle ore 17:30 alle ore 19:30.

Protagoniste della mostra saranno otto artiste donne – Gioia Caliendo, Laura Pagliaro, Lee Hyun Sook, Ludovica Bastianini, Kim Eun Jin, Kim Ha Jin, Simona Giglio, Viviana Di Leva – le cui opere, per quanto differenti nella propria unicità, saranno unite dal filo conduttore dell’evoluzione del percorso artistico, con particolare attenzione a tre grandi fasi di produzione artistica: l’impotenza, la disgregazione e la capacità di metamorfosi in forma pittorica, scultorea o fotografica.

«La mostra intende essere un punto di partenza per poter esplorare le voci contemporanee femminili nel panorama artistico del XXIesimo secolo e porsi come terreno fertile per altre artiste che, in diversi campi, intendono partecipare. La mostra, infatti, verrà corredata da una parte online che prevederà la realizzazione di un sito nel quale poter mettere a disposizione del fruitore e del professionista del settore, portfolio, materiale bibliografico e CV delle artiste coinvolte.»

Perché il titolo “Crisalidi”?

“Ogni artista presente in mostra ha alle spalle un percorso di ricerca creativa complesso, faticoso, sofferto, che rappresenta appieno la metamorfosi sperimentata da farfalle e falene. Un passaggio evolutivo tra i più affascinanti e significativi che la natura offra. Di spettacolare bellezza e doloroso silenzio. Un momento che, nel caso delle artiste coinvolte, rappresenta una trasformazione in pieno atto. Come crisalidi, le artiste – che spaziano dalla fotografia alla pittura, dalla scultura alla commistione tra “peso del gesto” e dimensione metafisica del disegno – sono in procinto di compiere quel “grande balzo”.

La mostra vuole proprio rappresentare quell’attimo di “respiro cristallizzato nel tempo”. La somma di “anime crisaidali” che da stadio ninfale, si presentano nude o sospese ad un filo sericeo o, più spesso, protette da una summa di valori, cultura, tradizioni diverse che si fondono nell’unico “grande occhio vigile dell’arte”.

Attraverso la loro produzione artistica, emergerà chiara quanta forza possa risiedere nella potenza della creazione artistica silenziosa, meticolosa, concentrata in dialogo con una moltitudine che si specchia nell’arte del passato. Un passato che rispetta e preserva apponendo quella nuova linfa vitale di cui l’arte del XXIesimo secolo ha bisogno. Un lavoro di ricerca, tutela e curatela che non può e non deve più essere “ignorato” perché necessario a rendere onore alle donne nell’arte!» – la curatrice Mariachiara Leone

«Quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla.» (Lao Tzu)

Cos’è “Fenice In Pigiama”?

Fenice In Pigiama è una APS (associazione di promozione sociale) nata il 17 marzo 2021. Una delle mission associative è quella di promuovere progetti artistico/culturali con particolare attenzione alla promozione e la ricerca artistica contemporanea di giovani emergenti. Fenice In Pigiama ha all’attivo moltissime iniziative artistiche, tra cui alcune mostre presso la Galleria Espositiva di Palazzo Salerno-Lancellotti; ultima delle quali “A Margine”, una collettiva d’arte che ha voluto rappresentare un momento dedicato alla riflessione artistica a 360 gradi sulla valorizzazione del patrimonio artistico territoriale formato dalle opere di giovani emergenti che hanno compiuto o stanno compiendo il proprio percorso di formazione artistica.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.

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