La II Municipalità affronta il ritorno della stazione Bayard

Stazione Bayard

Come cambia la II Municipalità col ritorno della stazione Bayard-Napoli

Il 16 aprile è avvenuta la consegna nelle mani di FS del territorio della stazione ferroviaria Bayard-Napoli, dando inizio ai lavori che prevedranno il ripristino di una linea storica. Attivata due secoli fa, nel 1839, contemporaneamente alla prima linea ferroviaria Napoli-Portici, è rimasta in disuso per anni, per poi essere abbandonata.
Si è iscritta, dunque, per parecchi anni, alla lista dei tanti luoghi abbandonati della città. 

Il restyling della stazione e la vicenda dei ragazzi del quartiere Mercato

Dietro il restyling della stazione Bayard di Napoli c’è una storia che parla di istanze provenienti dalla società civile verso enti statali e comunali. L’area della stazione abbandonata era in gestione ad alcune associazioni del territorio che davano la possibilità a molti ragazzini del quartiere Mercato di praticare sport, di giocare a calcio, di inseguire un sogno. 

A dicembre era arrivato l’avviso di sfratto con 10 giorni di preavviso, secondo quanto stabilito dall’accordo tra Comune di Napoli, Procura della Repubblica di Napoli, la Soprintendenza e FS Sistemi Urbani. “Non ci hanno dato la possibilità di trovare un’altra struttura che potesse ospitare i nostri figli”, aveva dichiarato una mamma alla stampa a febbraio. “In 24 ore questi bimbi si sono trovati fuori. L’abbiamo appreso martedì pomeriggio e ci hanno informati mercoledì. Noi viviamo in un quartiere degradato alle Case Nuove nel quartiere Mercato. Dateci una proroga o una struttura dove appoggiarci“. 

Il poco preavviso che ha danneggiato famiglie e associazioni

I consiglieri Luigi e Peppe Aiello avevano incalzato, dichiarando “non ammissibile” il comportamento del Comune. Nel centro giocavano più di cento bambini.
Villa Giochiamo è l’unica struttura sportiva della II Municipalità. Il campionato era in corso, alcune famiglie pagano la retta, altre hanno usufruito del voucher regionale per lo sport. Come si può essere così insensibili verso centinaia di bimbi che giocano? Quale istituzione civile può privare dei bambini di un centro sportivo in 10 giorni senza dare alcuna alternativa? Il Comune non si è posto il problema di trovare una soluzione per ricollocare i bimbi“.

Il lavoro delle associazioni nella nostra società spesso non viene riconosciuto; spesso e volentieri sono utilizzate come tramite con la cittadinanza per poi essere abbandonate a sé stesse. Anche questa occasione rischiava di diventare una storia di isolamento e distanza istituzionale, con l’amministrazione pronta a mirare al volano dello sviluppo economico (il turismo), dimenticandosi quanto questa sia una città popolare. Ma così non è stato.

La nuova “casa” di Villa Giochiamo, mentre ha inizio il restauro della stazione Bayard

Nei mesi scorsi è arrivata però una buona notizia, lunedì 19 febbraio è stato inaugurato il campetto di calcio restaurato nel plesso San Francesco dell’Istituto “Radice Sanzio Ammaturo”, al Rione Amicizia, pronto per accogliere i 120 ragazzi e ragazze delle associazioni sportive di “Villa Giochiamo”, la struttura di via Enrico Cosenz destinata a chiudere temporaneamente proprio per i lavori di sicurezza della stazione Bayard.

Sarà importante comprendere la rilevanza di questo cambiamento per la II Municipalità, essendo questa realtà decisamente operativa sul territorio e trattandosi di una Municipalità strettamente legata a processi di resistenza culturale e sociale, dinanzi a una Napoli in continua gentrificazione del suo centro nevralgico. I 120 ragazzi che verranno accolti al Rione Amicizia rappresentano un numero che fa ben sperare, ma è fondamentale che ci sia continuità da parte delle istituzioni nel costante dialogo con comitati, associazioni e realtà operanti da sempre su territori lasciati al caso dalle istituzioni.

L’iter che hanno dovuto attendere e superare i ragazzi di “Villa Giochiamo” rappresenta un punto d’inizio, ma è la volontà istituzionale quella che resta imprescindibile in un lento processo di riqualificazione sociale e culturale.


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