Il Muro di Berlino tra fughe miracolose e incredibili vicende

Caduta Muro di Berlino

L’8 novembre del 1989 il Muro di Berlino crollava, fisicamente e simbolicamente. Tante le vicende legate a questo simbolo della Guerra Fredda

Il Muro di Berlino ha rappresentato meglio di qualsiasi altra cosa la divisione della Germania in due paesi e la Guerra Fredda. Dal 13 agosto 1961 all’8 novembre del 1989 una recinzione di 155 km ha impedito ai tedeschi dell’Est di attraversare il confine con la Germania Ovest. Uno strumento di oppressione e controllo che ha svolto alla perfezione la sua funzione fino all’ultimo giorno. 

Repubblica Democratica Tedesca o Repubblica Federale Tedesca?

Il 23 maggio 1949, fu fondata la Repubblica Federale Tedesca realizzata con l’appoggio della Gran Bretagna, USA e Francia. Il 7 ottobre dello stesso anno, nella zona occupata dai sovietici, fu fondata la RDT (Repubblica Democratica Tedesca) di orientamento comunista. Gli americani e i sovietici si sarebbero affrontati in Germania, nell’ambito della Guerra Fredda, tramite i due stati che avevano contribuito a realizzare. Il confine tra le due Germanie correva anche per Berlino, divisa tra una parte sovietica e le tre parti protette e gestite da USA, Gran Bretagna e Francia (le quattro Potenze che avevano sconfitto Adolf Hitler durante la II Guerra Mondiale). La RDT era meno ricca ed efficiente rispetto alla sua sorella occidentale: una situazione che portò più di 2 milioni di cittadini della Germania Orientale ad emigrare verso Occidente tra il 1949 e il 1961, l’anno del Muro.  

13 agosto 1961: un Muro contro l’invasione fascista

Come impedire questa vera e propria emorragia di risorse e potenziale umano verso la Repubblica Federale Tedesca? 

Una soluzione fu trovata da Walter Ulbricht, leader della DDR e Primo Segretario del Partito Socialista Unificato di Germania. Nonostante quest’ultimo avesse pronunciato in un’intervista del 15 giugno 1961 la celebre frase “Nessuno ha intenzione di costruire un muro”, i piani per la realizzazione del Muro erano all’epoca molto avanzati. Fu scelto il 13 agosto perché era una domenica e i berlinesi erano in vacanza: non ci sarebbero state ribellioni o atti di protesta. Segno questo che i vertici comunisti sapevano perfettamente che sarebbe stata un’impresa non accettata dalla stragrande maggioranza della popolazione. 

La motivazione con la quale si tentò di spiegare l’inaudita divisione fisica di Berlino, e non solo (il Muro divise ben presto tutta la Germania in due), fu la necessità di difendere la Repubblica Democratica da una supposta e mai accertata aggressione proveniente dall’Ovest. Il Muro doveva fungere da “protezione antifascista“.

Il checkpoint Charlie e gli altri passaggi 

Il Muro non era una barriera esclusivamente divisoria: aveva anche lo scopo di regolarizzare il passaggio tra le due Germanie. Diversi punti di attraversamento furono allestiti, principalmente, per turisti e stranieri. Tra questi punti possiamo ricordare il Checkpoint Charlie a Friedrichstraße e il Checkpoint Bravo a Dreilinden. 13 punti di passaggio furono invece allestiti per i berlinesi ma il più importante, alla Porta di Brandeburgo, fu ben presto chiuso perché considerato, a ragione, un luogo altamente simbolico. 

Ciononostante cinquemila tedeschi dell’Est, tra il 1962 e il 1989, riuscirono ad abbandonare la RDT. 

Incredibili tentativi di fuga

I tedeschi realizzarono diversi piani di fuga da Berlino Est, non sempre riuscite. All’inizio, si utilizzarono metodi semplici come calarsi da una finestra di un’abitazione prospiciente il confine o passare con una vettura molto bassa sotto le prime barricate erette.  

Mano a mano che il Muro veniva migliorato, diventavano necessari piani di fuga sempre più complessi. 

Winfried Freudenberg, ad esempio, realizzò una mongolfiera fai da te per lasciare Berlino ma morì l’8 marzo 1989 schiantandosi a Berlino Ovest. Altri ancora tentarono di superare la barriera per via sotterranea, tramite tunnel realizzati ad hoc. Un lavoro molto complesso ma all’inizio molto fruttuoso in quanto a fughe riuscite: le autorità della Germania Orientale trovarono molto difficile riuscire a bloccare queste fughe sotterranee. Come sostennero le autorità della RDT lo scopo del Muro era quello di “evitare che il popolo della Germania socialista potesse scappare nel mondo normale”.

Tanti tedeschi cercarono in tutti i modi di disattendere a questo desiderio e fuggire verso la Libertà.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.