Musica e tradizione: Diana e Claudio, gli ambasciatori della posteggia napoletana

posteggia napoletana

La storia d’amore tra Diana e Claudio dura da 40 anni e che si è fondata sulla stessa passione per la musica classica napoletana

Quante volte ci siamo sentiti dire “Napoli è sole, pizza e mandolino”? Come fosse una frase di disprezzo, qualcosa che ci doveva, in qualche modo, far vergognare. Punti a sfavore. E invece quelli non sono altro che punti di partenza fatti di passione, cultura e tradizione di un popolo, quello napoletano, che ha radici immerse nella storia.

Il mandolino della musica tradizionale partenopea

Quel mandolino lì, infatti, è lo strumento che ha accompagnato tantissimo la musica della tradizione napoletana, un suono distintivo, qualcosa che alla prima nota ti faceva sentire Napoli nel cuore anche a kilometri di distanza, non solo fisica ma anche temporale. Quel suono, infatti, riecheggia negli anni, arrivando fino ai giorni nostri.

L’origine del mandolino risale alla prima metà del XVII secolo. Nella metà del Settecento risale invece l’inizio della produzione di mandolini napoletani costruiti dai Vinaccia, famiglia di celebri liutai napoletani. Grazie ai Vinaccia si iniziarono ad utilizzare corde di acciaio che sostituirono quelle in ottone.

In seguito, nel corso degli anni, il mandolino ha subito altre mutazioni, stabilendosi nella forma attuale nel XX secolo grazie soprattutto al lavoro dei Calace.

Lo straordinario lavoro di Diana Ronca e Claudio De Bartolomeis

Ma oggi, il mandolino, si utilizza ancora? Assolutamente sì! E ne sanno qualcosa Diana Ronca e Claudio De Bartolomeis, musicisti salernitani che portano in giro per il mondo la musica classica della “posteggia napoletana”.

Particolare è il modo in cui sono stati definiti un po’ di anni fa.. “Il grande Roberto Murolo ci definì Ambasciatori della Posteggia Napoletana nel mondo. Abbiamo avuto il privilegio di suonare per lui quando compì 78 anni. Lui ci disse “Complimenti, non smettete mai di essere Ambasciatori della Posteggia Napoletana nel mondo”. E a proposito di Ambasciatori, complimenti per il titolo del giornale!“.

Nel 2023 però, tenere vive le tradizioni della musica napoletana, quella in qualche modo “classica” e che potrebbe far storcere il naso alle nuove generazioni, non è cosa facile. Ma Diana e Claudio ci spiegano che ogni volta, anche loro, si sorprendono di vedere l’amore che raccoglie il repertorio classico napoletano anche tra i giovani: “Tantissime quest’anno le serenate, richieste da giovanissimi e siamo sempre felicissimi di vedere che tutti conoscono molti dei brani di questo straordinario mondo musicale che ci fa grandi nel mondo”.

Amore e Tradizione

Il tema principale della loro musica è sicuramente l’amore e, dopo 40 anni insieme, questi due musicisti ne sono la dimostrazione. Ma la difficoltà è proprio questa: in un’epoca sporcata dai femminicidi, restare reali e non sfociare in semplice “fantasia”. “Non ti nascondiamo che c’è stato qualcuno che ci ha chiesto se non fosse tutto finto: noi, le serenate, la gioia che ci circonda – ci spiegano – in realtà non è difficile, se c’è il rispetto per l’altro, la voglia di non mollare al primo ostacolo, e soprattutto il bene. Non l’amore, perché passa, ma il bene, desiderare che l’altro stia bene e sia felice”.

E questa forte tradizione, questa passione sviscerale per la musica funziona anche oltre confine. Noi suoniamo molto fuori dalla Campania ed anche all’estero, ed ogni volta ovunque, raccogliamo un amore smisurato per le canzoni che proponiamo. Il repertorio classico napoletano è unico. Se ci pensate, nessuna altra regione italiana, ma io direi nel mondo, ha un repertorio tanto vasto, tanto conosciuto. Tutti nel mondo, conoscono almeno 5/6 brani classici napoletani e noi siamo stati sicuramente fortunati a nascere in Campania. No, non sarebbe stato lo stesso, se fossimo nati in un’altra regione. La serenata è una tradizione antichissima, noi ci teniamo molto a portare avanti e custodire la sua formula originale: rigorosamente in acustico, senza microfoni, elettronica o altri orpelli, questa è la vera serenata che regala e ci regala grandi emozioni ogni volta”.

Cultura, tradizione, storia, musica.. e io aggiungerei, amore e magia. Questi gli ingredienti, nel lavoro come nella vita, di chi ha dedicato un’intera vita al lavoro di ambasciatore: portare avanti e ovunque un messaggio positivo su quella che Napoli è stata, è e sarà per sempre.

Foto credits: Pagina Facebook Claudio e Diana

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