Il 5 maggio di Napoleone Bonaparte: fu vera Gloria?

Napoleone Bonaparte

Il 5 maggio si ricorda la morte di Napoleone Bonaparte sull’isola di Sant’Elena. Una figura che fa ancora discutere al giorno d’oggi

Napoleone Bonaparte, Imperatore dei Francesi e Re d’Italia, morì il 5 maggio del 1821, alle ore 17.49, a Longwood House, a Sant’Elena, un’isola a 1.900 km dalla costa dell’Angola

L’uomo che aveva fatto tremare il mondo dell’epoca, al momento del decesso aveva 51 anni, 8 mesi e 20 giorni. 

Per venti anni, dal 1795 con la prima delle sue Campagne d’Italia, al 1815 con i Cento Giorni, il Corso incarnò, in positivo e in negativo, i principi della Rivoluzione Francese.  

Napoleone, gigante nel bene e nel male

Bonaparte ha rimodellato la Francia e l’Europa come pochi altri uomini nella Storia, nel Bene e nel Male. Il Codice Napoleonico (il codice civile ancora vigente in Francia) si affianca alla catastrofica Campagna di Russia, una prima Unità d’Italia con il Regno omonimo non cancella le spoliazioni di opere d’arte che da tutta Europa hanno abbellito Parigi e il Museo del Louvre.  

Ha dato l’ordine di fucilare, senza un giusto processo, il Duca di Enghien per dare un esempio ai suoi oppositori ma è stato Bonaparte a impedire che l’omosessualità fosse un reato in Francia. L’Imperatore ha concesso la piena cittadinanza e fornito pari opportunità agli ebrei di Francia ma ha anche ripristinato la schiavitù nelle Antille francesi

Napoleone, in dieci mesi di esilio all’Elba (4 maggio 1814 e il 26 febbraio 1815), ha trasformato l’isola toscana dopo la fuga dall’esilio elbano, ha comportato altri lutti e devastazioni al Continente Europeo con un ritorno al potere durato Cento Giorni, finito drammaticamente con la Battaglia di Waterloo (18 giugno 1815).

Una realtà, pertanto, molto complessa con luci e ombre che ci permettono, dopo due secoli dalla morte, di studiare un uomo che ha lasciato un mondo sconvolto dalle sue imprese.