Napoli in concerto per la Palestina

Napoli in concerto per la Palestina

Tanti artisti e seimila spettatori al Palapartenope per stare al fianco del popolo palestinese

Domenica 25 febbraio, al Teatro Palapartenope di Napoli, è andato in scena davanti a seimila spettatori ‘Life for Gaza, concerto di raccolta fondi per la Palestina, da destinare nello specifico a Palestinian Medical Relief e Medici Senza Frontiere. Un solo messaggio, mandato poi negli ultimi giorni anche dal regista pluripremiato Mario Martone in scena al San Carlo, breve e diretto: cessate il fuoco.

Gli artisti presenti

Il concerto ha visto la presenza di numerosi attori, cantanti, scrittori, disegnatori e fotografi.
Hanno aderito, tra gli altri, Enzo Gragnaniello ed Eugenio Bennato, Franco Ricciardi e Ciccio Merolla, Daniele Sepe con Capitan Capitone, La Maschera, i 99 Posse, Rosaria De Cicco, Dario Sansone, ‘E Zézi, Sandro Joyeux, Giovanni Block, Massimo Ferrante, Capone & BungtBangt, Lino Cannavacciuolo, Suonno D’ajere, Carlo Faiello, Ascanio Celestini, Valeria Parrella, Alessandro Rak, Patrizio Rispo, Eduardo Castaldo. L’evento è stato organizzato dalla Comunità palestinese della Campania e Assopace Palestina.

Presente all’evento anche l’ex Sindaco di Napoli Luigi de Magistris che, secondo quanto ha riportato l’ANSA, sul palco ha voluto mostrare il passaporto palestinese avuto dieci anni fa: “Sono cittadino palestinese, non è solo un onore, è una responsabilità”.

I momenti più intensi del concerto per la Palestina

La guest star della serata è stata Fiorella Mannoia, che ha proposto una sua versione mozzafiato di Terra Mia di Pino Daniele. “Deve essere la prima di tante, in Italia” ha detto la cantante, che poi ha interpretato Combattente e Il peso del coraggio.
Tra gli artisti presenti a questa incredibile serata anche l’attrice e regista italiana Laura Morante, vincitrice di un David di Donatello, che ha letto versi del poeta palestinese Mahmoud Darwish.

Enzo Avitabile, per motivi di salute, non è potuto essere presente ma assieme al suo immancabile sax e ad Amal Murkus, ha incantato a distanza la platea con un videofilmato di Canta Palestina.

La proposta artistica di Napoli e il suo potenziale

La proposta artistica di Napoli ha un valore intrinseco davvero elevato, lo abbiamo visto a Sanremo, ma il festival è stato solo una cartina tornasole di quello che questa città ha da offrire tutto l’anno. Dall’hip hop di PeppOh, artista dell’area nord di Napoli, al folk dei ragazzi La Maschera, dal soul al pop, passando per il Jazz-funk dei Nu Genea, il contenitore artistico del nostro hinterland, del centro e delle periferie napoletane si candida ad essere la nuova generazione preminente della musica italiana nel mondo.

La solidarietà del popolo napoletano ha radici storiche e culturali

L’elemento che più stupisce, oltre il dato artistico, e che rileva l’unicità della nostra città, è che quando c’è bisogno di restituire solidarietà a chi la chiede, quando i tempi sono bui, Napoli e la sua gente sono in grado di attivare una macchina di altruismo ed empatia davvero inarrestabile.

Napoli è stata la prima città a liberarsi dal nazifascismo, una delle prime a sperimentare l’accoglienza culturale, etnica e sociale. Non sorprende quindi che, anche in occasione di richiesta d’aiuto di medici, volontari e civili di Palestina, Napoli abbia saputo rispondere positivamente riempendo il Palapartenope di seimila paganti, con un prezzo del biglietto che, stando alle testimonianze di alcune persone che hanno assistito al concerto, sarebbe valso molto di più.

Napoli sorprende e smuove le coscienze di chi ancora non ha colto la sua essenza. Non appare insolito per chi, invece, l’ha già raccontata o chi ci è vissuto, ma sempre innamorato talvolta s’incanta. Napoli accoglie senza pregiudizi, abituata alla ripianificazione continua sa essere irrimediabilmente resiliente. Non a caso quest’onda di solidarietà artistica per il popolo palestinese, su scala nazionale, è partita proprio dalle falde del Vesuvio.

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