Napoli regina del gusto

Per la rivista britannica ‘Time Out’ è la città in cui si mangia meglio nel mondo

Non puoi parlare di cibo in Italia senza parlare di Napoli”, sembrerebbe la classica frase di un napoletano innamorato della cucina tipica della sua città. Invece a sostenerlo è la rivista britannica ‘Time Out’, autorevolissima testata che si occupa di viaggi.

Nella classifica mondiale delle città del gusto ‘Time Out’ colloca così Napoli al primo posto, unica italiana presente

La rivista parla ovviamente in primo luogo della pizza e ne racconta la storia esaltandone l’accessibilità economica rispetto ad altri cibi, facendo riferimento alla margherita “a portafoglio” che a Napoli si può degustare in innumerevoli locali per poco più di 1 euro.

Non solo pizza però, perché tra i piatti descritti nell’articolo ci sono anche La Genovese e il Ragù, con la precisazione che il sugo di carne napoletano non ha nulla a che vedere con quello conosciuto negli altri Paesi del mondo denominato “alla bolognese”.

Non mancano i piatti di pesce fresco e tutte le delizie proposte dallo street food partenopeo. Menzione speciale per i dolci, dalla sfogliatella riccia e frolla al babà, con descrizione precisa degli ingredienti e della sensazione di godimento assoluto all’assaggio.

I quartieri di riferimento, dove degustare i sapori della vera Napoli

Time Out fa anche riferimento ad un quartiere specifico in cui poter godere della cucina di un luogo e, a sorpresa, questa volta non vengono citati ristoranti e trattorie del lungomare o del centro storico ma i Quartieri Spagnoli dove, secondo la rivista, nei vicoli del mercato della Pignasecca si può degustare la pizza più buona e dove è possibile pranzare in trattorie che offrono la vera cucina tipica di Napoli.

Per conoscere davvero una città, bisogna assaggiarne il cibo” afferma Time Out, e precisa che il buon gusto non è dettato dal numero di stelle Michelin che ottiene un ristorante, piuttosto dalla varietà di opzioni offerte, dalla genuinità degli ingredienti usati per preparare i piatti, dalla gentilezza del personale che serve i clienti.

Se questi parametri hanno rappresentato i canoni per incoronare la città mondiale del gusto, non è difficile credere che Napoli sia la prima

All’ombra del Vesuvio il cibo è infatti un rito sacro che non conosce pause, inizia la mattina nei bar dove, insieme al caffè, oltre alla sfogliatella, si possono gustare dolci di ogni tipo, anche quelli legati a festività precise come ad esempio la pastiera, offerta anche tra le opzioni del dopo pasto in molti ristoranti e trattorie.

E poi via, durante la giornata, con pizze a portafoglio e fritture di ogni genere vendute praticamente ovunque, tra cui trionfano i crocché di patate, le frittatine di pasta e le zeppole, che con il loro profumo inebriano i passanti.

La full immersion nel cibo di Napoli continua fino all’alba

Sapori e profumi che si possono ritrovare fino a notte fonda, perché a Napoli si può entrare in un locale per cenare anche a tarda sera e si è accolti da sorrisi calorosi pronti a decantare un menù inesauribile.

E se l’appetito arriva all’alba, niente paura, in ogni quartiere dal centro alla periferia si sfornano cornetti e graffe da gustare al momento per non perderne la fragranza.

Non c’è da stupirsi dunque se i viaggiatori interpellati da Time Out abbiano indicato Napoli come prima città del mondo in fatto di cibo.

A Napoli quando ci si siede a tavola inizia infatti ‘un viaggio nel viaggio’ che difficilmente potrà essere dimenticato.

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