Napoli – Roma. Nuova sfida al vertice

Domenica 29 novembre 2020, nona giornata di campionato, è già Napoli – Roma. Il “Derby del Sole”, come lo chiamano i nostalgici. E si riaffacciano, incontenibili, i ricordi

In passato, era un’occasione di festa, di gemellaggio e di divertimento che coinvolgeva due delle più appassionate tifoserie d’Italia. Gli incontri tra le due squadre erano motivo di suggestive trasferte, di spostamenti di massa dall’una e dall’altra città, di accoglienza e condivisione. Poi si scendeva in campo e la sfida si faceva seria, ma restavano belle giornate di sport.

Erano i meravigliosi anni ’80

Storici gli scontri tra Maradona e Ancelotti, memorabili i duelli tra Careca e Voeller, in tempi di grande lustro per due squadre di grosso spessore e di grandi uomini. Ma, man mano che la competizione si faceva più agguerrita e la posta in palio più alta, i rapporti si incrinavano.
Vero è che l’asse Roma Napoli non era mai stato ben visto: in un’ottica anti meridionale e in una visione socio politica di divisione e razzismo, l’unione avrebbe potuto gettare le basi per una “pericolosa” intesa che si opponeva al potere del nord.

Ci pensarono il fato ed il gesto di Salvatore Bagni sotto la Curva Sud alla fine di Roma Napoli del 25 ottobre 1987, a fermare l’incanto

Il Guerriero non seppe trattenersi: la partita era stata sofferta; la Roma vinceva 1 a 0, con rete di Pruzzo; il Napoli era rimasto in 9 per le espulsioni di Careca e Renica; il pareggio sembrava impossibile; il guizzo vincente di Francini ci portò al pareggio e i romanisti manifestarono il loro dissenso; fu annullato un gol alla Roma e crebbe il malcontento; il Napoli riuscì a resistere all’assedio giallorosso fino al fischio di chiusura e fu allora che Bagni, d’impulso, fece il “gesto dell’ombrello”… Il resto è storia.

Da lì, il via a tempi di scontri tra tifoserie e di ruvide partite tra le due squadre

Indimenticabile la sfida che il Napoli vinse al San Paolo per 3 a 1 nella stagione 1989/90. Lo stadio era gremito. La Roma era andata subito in vantaggio con Sebino Nela, i tifosi giallorossi erano agguerritissimi e super carichi, i napoletani sentivano il profumo del secondo scudetto e non ci stavano a perdere l’incontro. Il buon Crippa si guadagnò un calcio di rigore che Maradona puntualmente trasformò al 53’; poi, Antonio Careca raddoppiò segnando un gol capolavoro al 62’; infine, Re Diego, di nuovo su rigore, siglò il 3 a 1 che ci aprì la strada per la conquista del tricolore.

Non altrettanto felice fu l’epilogo di Napoli Roma undici anni dopo

La partita finì in parità, 2 a 2, ma per gli azzurri fu il passo verso la Serie B, mentre la Roma aggiunse l’ultimo tassello per la conquista dello scudetto. Dopo le tante vicissitudini di entrambi i club, seguirono gli anni del duello a distanza tra Hamsik e Totti e dei sempre più aspri rapporti tra supporter azzurri e giallorossi, fino al tragico epilogo del 2014.

Quel maledetto 3 maggio 2014: Finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli allo stadio Olimpico

Un gruppo di delinquenti, sedicenti supporter romanisti (che nulla c’entravano con l’incontro della giornata!), raggiunsero ed attaccarono nel pre partita i tifosi del Napoli accorsi a Roma per il grande evento sportivo. In quell’occasione fu gravemente ferito un giovane: Ciro Esposito, che, dopo mesi di sofferenze, perse la vita. A seguito di quell’evento luttuoso, nulla fu più come prima.

Il recente calcio giocato ci offre spunti di riflessione

In realtà, negli ultimi tempi, entrambe le squadre non hanno subìto il fattore campo ed hanno entrambe collezionato preziose vittorie in trasferta. Domenica bisognerà ritornare a vincere in casa e garantire spettacolo e gol. Attualmente, lo scontro che richiama le grandi sfide del passato è tra due colossi: Koulibaly e Edin Dzeko, quest’ultimo, finalmente negativo al Coronavirus, ritornerà in campo proprio contro il Napoli e sarà più agguerrito che mai.
Kalidou non si farà trovare impreparato.

E sarà di nuovo Napoli – Roma. In una insolita atmosfera, senza pubblico, con il dolore ancora troppo vivo per la scomparsa di RE DIEGO. In nome del “Pibe de Oro” verrà affrontata questa sfida nello stadio che, a breve, sarà a lui intitolato.

Intanto, Napoli piange il suo devoto figlio.
 AD10S
“ Se mi trovassi a un matrimonio con un vestito bianco e mi tirassero un pallone infangato, lo stopperei di petto senza pensarci.”
(Cit. Diego Armando Maradona)

stefano-popolo

A title

Image Box text

STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.

Ambasciator