Napoli conta uno scugnizzo in più: cittadinanza onoraria per Mister Spalletti

La cerimonia al Maschio Angioino e le tappe della carriera di Spalletti, allenatore tra i più amati dai napoletani

Napoli, da qualche giorno, conta un cittadino in più. Non un cittadino qualsiasi però, un napoletano dall’accento fiorentino che è entrato nel cuore dei piccoli e grandi tifosi azzurri: Luciano Spalletti. Giovedì 7 dicembre, infatti l’ex allenatore del Napoli ha ricevuto il riconoscimento di Cittadino Onorario da parte del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

Da questo momento sono un ‘official scugnizzo’ – le sue parole a margine della cerimonia -. Ha per me un significato enorme, è una cosa che veramente mi riempie di soddisfazione, di gioia, di felicità. Oltre i risultati si determina il legame tra me e i napoletani, che è una cosa magnifica. Da oggi Napoli è un altro luogo dove sono a casa. Non so se riuscirò a essere forte come i napoletani, però mi impegnerò al massimo per qualsiasi presa di posizione per questa città. Non ho ancora preso casa a Napoli, però può succedere…“.

Che responsabilità che mi date – ha proseguito poi nel corso della cerimonia -. Ringrazio il sindaco e la giunta, poi il pensiero va a tutti i miei collaboratori, allo staff tecnico, medico e a tutti quelli che hanno lavorato con me la scorsa stagione. Ringrazio il direttore Giuntoli, il presidente De Laurentiis e tutta la società. Soprattutto ringrazio i miei calciatori, che hanno mandato la bellezza di quanto fatto in giro per il mondo. Non so se merito tutto questo, perché io avevo una squadra fortissima, però mi sono dedicato a questa maglia con tutto me stesso e questa onorificenza certifica il legame umano che si è creato tra me e il popolo napoletano, l’aspetto a cui tengo di più. Aver convinto i napoletani a tornare nella loro casa, il ‘Maradona’, è per me una delle vittorie più grandi“.

Il lungo percorso calcistico di Luciano Spalletti

Luciano Spalletti è oggi uno degli allenatori più noti e popolari del calcio italiano. Come allenatore ha fatto sicuramente tanto parlare di sé. La sua carriera è iniziata nella stagione 1993/1994, nelle giovanili dell’Empoli anche se, a sei giornate dalla fine del campionato di serie C1, viene chiamato in prima squadra e riesce a chiudere con una clamorosa salvezza il campionato, vincendo contro l’Alessandria nei play-out. Gli anni successivi alterna la panchina tra prima squadra e giovanili fino alla stagione 96/97 in cui porta gli azzurri toscani in serie A, dopo dieci anni.

Dopo l’esperienza toscana che è comunque riuscito a concludere con la salvezza, viene chiamato sulla panchina della Sampdoria ma la sua esperienza in Liguria dura poco tempo, così come quella a Venezia l’anno successivo. Nel 2005 ed a conclusione del triennio friulano, diventa allenatore della Roma, conquista una finale di Coppa Italia ed un secondo posto in massima serie. Nel 2016 torna alla Roma dopo una lunga parentesi allo Zenit San Pietroburgo e dopo due anni all’Inter, arriva in quella che sarà la sua squadra del cuore, quella tatuata sul suo braccio: il Napoli.

Napoli nel cuore

Quella a Napoli è stata, senza dubbio, l’esperienza più memorabile nella storia di Spalletti. Da subito conquista record: il 23 settembre 2021 diventa il primo allenatore a vincere le prime 5 partite di esordio sulla panchina azzurra. Il vero miracolo lo compie però l’anno successivo in cui il suo Napoli inizia da subito ad essere il favorito perfino nelle quote serie A. In questa stagione infatti, Spalletti regala ai campani lo scudetto con ben 5 giornate di anticipo.

A Napoli il titolo di campioni d’Italia mancava dal 1990, quando in campo giocava un certo Diego Armando Maradona. Questo scudetto è stato anche il primo scudetto vinto da Mr. Spalletti e lo ha reso l’allenatore più anziano a vincere il titolo. Lo scorso 18 agosto è stato ufficializzato come nuovo commissario tecnico della nazionale italiana.

Il commento del sindaco Manfredi

Oggi è una bella giornata per la nostra città – le parole del sindaco Gaetano Manfredi -. Vincere uno scudetto a Napoli è qualcosa di più che vincerlo altrove, c’è un amore viscerale tra questa città e la squadra. Spalletti è stato un grande condottiero in campo e un esempio dell’amore nei confronti della nostra città. Per lasciare un segno a Napoli ci vogliono uomini speciali che capiscano la nostra cultura, capaci di donarsi all’anima di questa città. Spalletti è stato così: si è dedicato, ha amato, è stato amato, ha vinto. La scelta della cittadinanza onoraria a Spalletti è una scelta vera, non di forma, ma di sostanza. A tutti noi fa piacere che Spalletti resti cittadino della città, continui ad esserlo adesso come allenatore della nazionale, porti in alto il nome di Napoli come ha già fatto con questa straordinaria vittoria e sia testimone di una cosa: essere napoletani, in Italia e nel mondo, è una cosa speciale. E Spalletti è un cittadino speciale“.

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