La necropoli di Pozzuoli, quando i vivi dimenticano i morti

Necropoli di Pozzuoli

La necropoli di Pozzuoli è un antico complesso di edifici funerari di epoca romana, posizionato lungo l’antica via consolare Puteolis-Capuam ed in corrispondenza dell’imbocco della arteria extraurbana di collegamento tra Pozzuoli e la nascente Neapolis

Composta da un ben quattordici colombari, l’area della necropoli di Pozzuoli è stata esplorata dagli studiosi nel primo Settecento, ma fu soltanto negli anni ‘30 del XX Secolo che si avviarono le effettive operazioni di scavo. 

Successivamente, si procedette a liberare l’intero gruppo di edifici lungo il lato orientale della strada, costituito da diverse tipologie di costruzioni cimiteriali ed aree adibite all’esecuzione di cerimonie legate al culto dell’Aldilà. 

Sulle pareti interne dei colombari visibili da via Celle, sul lato orientale della necropoli di Pozzuoli, è ancora oggi possibile ammirare, oltre a dei bellissimi pavimenti in mosaico bianco e nero e marmi sulle mura, il caratteristico opus reticulatum, una tecnica edilizia romana adoperata, a partire dalla prima epoca augustea, per garantire l’impermeabilizzazione delle superfici cementizie.

La disposizione dei colombari e l’associazionismo

Oltre al fabbricato centrale, esiste un edificio ulteriore, a pianta rettangolare, con un piccolo cortile interno nel quale è stato eretto un mausoleo che, stando alle ricostruzioni degli storici, pare fungesse da collegium funeraticium, vale a dire un gruppo di tombe riservate ai membri di private associazioni, prevalentemente persone di umile estrazione, soggetti che si aggregavano per ottenere, dietro il pagamento di un piccolo prezzo, una sepoltura decorosa.

Nella parte settentrionale di questo ambiente, si aprono due locali ed un corridoio porticato sviluppato su due livelli, con una serie di stanze di servizio, e un piccolo slargo interno che, attraverso un passaggio predisposto tramite una scala, conduce al piano superiore. 

All’interno degli edifici della necropoli di Pozzuoli, purtroppo, non è stato rinvenuto mai alcunché a causa delle numerose spoliazioni avvenute nel corso dei secoli, favorite dall’esposizione fronte-strada. I romani solevano, per ragioni igienico-sanitarie, infatti, seppellire i defunti lungo le strade suburbane. 

Nel XVIII secolo, le “celle” della necropoli di Pozzuoli, e da qui deriva il nome della strada che ospita la struttura, venivano usata dai contadini della zona come rifugio per i propri animali.

La venerazione dei romani per i “manes”, le anime dei defunti

Durante l’epoca augustea nell’antica Roma, il culto dei morti e l’idea dell’aldilà erano parte integrante della vita quotidiana e delle credenze religiose popolari. Il periodo di Augusto, infatti, è caratterizzato da un rigoroso rispetto delle tradizioni e dall’espansione del culto dell’Imperatore come divinità, creando così una commistione tra devozione per gli dei e quella profana per il regnante. 

Le famiglie romane onoravano i loro antenati attraverso riti e sacrifici, mantenendo viva la memoria dei defunti e chiedendo loro protezione e favori. I nostri antenati credevano fermamente nell’esistenza di un Aldilà nel quale le anime degli estinti potevano raggiungere un diverso stato di esistenza.

Inoltre, durante l’epoca augustea, si assistette alla costruzione di numerosi mausolei attraverso i quali le gentes imperiali onoravano i propri morti e manifestavano il proprio prestigio sociale.

Quando i vivi dimenticano i morti

Il sito della necropoli di Pozzuoli, pur facendo parte a tutti gli effetti del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, al cui interno si annoverano meraviglie come l’Anfiteatro Flavio, l’Antro della Sibilla a Cuma o il Castello di Baia, ha versato per lungo tempo in stato di abbandono, coperto da erbacce e sterpaglie, quasi non interessasse più a nessuno custodire la storia e la memoria di un periodo tanto importante per Puteoli.

Qualche anno fa, l’amministrazione locale, coadiuvata dal FAI, che ha organizzato negli anni scorsi varie visite guidate sul posto, è intervenuta e ha ripulito la Necropoli di Pozzuoli ma oggi è praticamente impossibile poter accedere nel complesso. Bisogna accontentarsi di ammirarla dalla strada. Un vero peccato.

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