Nerone: l’Imperatore dai mille volti

Nerone, Imperatore di Roma

Il 15 dicembre del 37 d.C. nacque il futuro imperatore Nerone. A lui sono associati aneddoti, leggende e miti da sfatare

Il 15 Dicembre del 37 d.C. nacque Lucio Domizio Enobarbo, conosciuto come Nerone, l’ultimo imperatore della dinastia Giulio Claudia.

Tacito e Svetonio lo raffigurarono come malvagio, odiato tanto dal popolo quanto dal Senato. Gli autori cristiani lo definirono un persecutore senza precedenti nella Storia, sino a delinearlo come l’anticristo. Ma chi era in realtà Nerone? Fu davvero così cattivo?

Probabilmente no (come le ricerche successive hanno dimostrato) ma fu senz’altro un uomo, prima che un imperatore, molto particolare. Infatti, a lui sono collegati leggende, aneddoti stravaganti e miti da sfatare. Vediamo insieme i principali.

Non fu Nerone ad incendiare Roma

Ancora oggi, Nerone è ricordato da tutti come l’artefice dell’incendio di Roma del 64 d.C., che avrebbe appiccato per ampliare la sua Domus Aurea.

Il primo storico ad accusare l’Imperatore fu Svetonio, ma in realtà fu poi stesso Tacito a sfatare quest’accusa: l’imperatore, innanzitutto, si trovava ad Anzio quando scoppiò l’incendio e tornato di corsa a Roma, si adoperò molto nella gestione dell’emergenza, aprendo i suoi palazzi e i suoi giardini agli sfollati e finanziò in gran parte la ricostruzione di Roma.

In secondo luogo, non era insolito, che scoppiassero incendi nell’Urbe (soprattutto nei mesi caldi) poiché era fatta totalmente di legno. L’ultimo si era verificato pochi anni prima, sotto l’impero di Claudio, anche quello durato giorni interi. Inoltre l’origine dell’incendio venne identificata nei magazzini del Circo Massimo, luogo che Nerone amava molto.

Dipinto con soggetto l'Imperatore Nerone
Dipinto con soggetto l’Imperatore Nerone

Nerone e il desiderio di maternità

Un’antica leggenda narra che, per un certo periodo della sua vita, Nerone fu ossessionato dal desiderio di maternità e dalla voglia di avere una gravidanza. Minacciò tutti i medici di corte affinché riuscissero ad esaudire il suo desiderio.

Questi, per non fare una brutta fine, lo ingannarono: gli fecero bere una pozione “magica”, che era in realtà una miscela di sostanze soporifere, con all’interno una piccolissima rana e poi scapparono via dall’impero.

L’animale cresceva nelle interiora di Nerone, aumentando a dismisura, e procurandogli forti dolori che l’Imperatore scambiò per doglie. Presto furono chiamati altri medici, i quali, con l’aiuto di sostanze ematiche, gli fecero partorire la rana.

Si racconta che l’Imperatore spiazzò tutti, facendo sfilare la rana su un cocchio regale e 15 aristocratici al seguito, per le vie della città. Ma nei pressi del Tevere, l’animale si sarebbe gettato nell’acqua, facendo perdere le sue tracce. Da qui la leggenda secondo la quale il nome Laterano, una delle più celebri zone di Roma, deriverebbe dall’espressione “latitans rana, ovvero rana che scappa“.

Nerone sposò il primo transgender della storia

Un altro aneddoto legato a questo incredibile sovrano, riguarda il matrimonio con il primo transgender della storia.

Dopo la morte dell’amata moglie Poppea Sabina (la sua seconda moglie), l’Imperatore decise di sposare in terze nozze l’amante Messalina, vedova del console romano Marco Giulio Vestino Attico. La differenza fra Messalina e Poppea era però troppo marcata, e quindi Nerone chiese ai sudditi di trovargli una donna che assomigliasse in modo evidente alla defunta moglie Poppea.

Una straordinaria somiglianza venne notata in un liberto, Sporo, che, dietro ordine di Nerone, venne fatto castrare. Questa è da considerarsi la prima castrazione storicamente accertata della Storia. Subito dopo Nerone celebrò, in Grecia, il suo matrimonio con Sporo che, vestito da donna, venne ribattezzato come “L’imperatrice Sabina”.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.

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