30 anni di Nevermind: 7 curiosità sull’iconico album dei Nirvana

Nevermind

Tanti auguri a Nevermind! Oggi compie trent’anni il secondo (e più famoso) album in studio pubblicato dai Nirvana, il power trio grunge di Seattle composto da Kurt Cobain, Krist Novoselic e Dave Grohl.

È il 1990 ed una neonata band di Seattle nota come Nirvana aveva appena rilasciato il suo primo album: Bleach. Album che, purtroppo, non ebbe molto successo. Tuttavia, Kurt Cobain (il frontman della band) riuscì a firmare un contratto con la casa discografica “Sub Pop” per la realizzazione del loro secondo album, inizialmente intitolato Sheep. Le registrazioni proseguirono fino a che Cobain non sforzò troppo la sua voce nella traccia “Lithium”, portando il progetto a fermarsi. Ma i Nirvana non si diedero per vinti ed utilizzarono ciò che erano riusciti ad incidere come demo da mandare ad altre case discografiche. Ben presto la band si trovò in California a registrare (da capo) Nevermind, pubblicato poi il 24 settembre del 1991.

Le sonorità dell’album

Nevermind è diventato l’album iconico dei Nirvana e della prima metà degli anni ’90 soprattutto per lo stile musicale. Le sonorità dell’album, infatti, sono molto sporche, mischiano melodie pop ad un rock aggressivo e, spesso, dissonante. Cobain, nell’album, fa anche un uso spropositato di pedali per la chitarra, andando a contribuire alla distorsione del suono, che in alcuni brani viene utilizzata per dare un suono quasi subacqueo alla canzone. Ed è proprio per questo che Nevermind è diventato il simbolo del Grunge, un genere (quasi) inventato dai Nirvana basato proprio sui suoni sporchi e “trasandati”.

I testi di Cobain

In un’intervista Dave Grohl, l’ex batterista dei Nirvana ed attuale frontman dei Foo Fighters, ha dichiarato che Kurt Cobain mettesse la musica in primo piano, pensando ai testi solo in un secondo momento. Infatti, Cobain si ritrovava spesso a finire e rifinire i suoi testi proprio nelle sessioni di registrazione. Per quanto riguarda Nevermind, oltretutto, i testi furono modificati più e più volte. In molti hanno azzardato le più disparate interpretazioni delle parole di Cobain, suscitando solo l’ira del cantante. Il biografo di Cobain, Charles R. Cross, e Krist Novoselic, il bassista della band hanno dichiarato che i testi di Nevermind parlano di una delle ex di Cobain, fatta eccezione per alcune canzoni.

Smells Like Teen Spirit

La canzone più famosa dell’album (e probabilmente dell’intera produzione discografica della band) è di certo Smells Like Teen Spirit. Una canzone di elogio al punk e alla ribellione. Una canzone inizialmente odiata da Novoselic. Il bassista ha infatti raccontato che Cobain fece suonare ai Nirvana il riff principale della canzone per un’ora e mezza, fino a che Novoselic non iniziò ad improvvisare, contribuendo alla canzone che conosciamo tutti. Il titolo tanto iconico deriva da un malinteso. Cobain prese ispirazione da una scritta sul muro che diceva “Kurt smells like Teen Spirit”, in riferimento ad un deodorante per adolescenti. Il frontman però pensò fosse un riferimento al suo spirito punk e ribelle e lo prese come un complimento.

Polly

Polly di certo non sarà la canzone più conosciuta di Nevermind, ma di certo è una delle più belle, con il suo sound acoustico ed il mood quasi romantico, tipico del Pop. Tuttavia, la canzone di romantico non ha nulla, a meno che non soffriate della sindrome di Stoccolma. La canzone prende spunto da un avvenimento del 1987. Kurt Cobain lesse su un giornale di una ragazzina di quattordici anni rapita, torturata e violentata nel giugno di quell’anno e ne fu tanto ispirato da scriverci una canzone su. Il punto di vista preso in esame dai Nirvana è quello del carnefice, ma non vi sono state dichiarazioni a giustificare questa scelta.

L’assolo rovinato ed il videoclip di Come As You Are

Il videoclip di Smells Like Teen Spirit è impresso nella mente di tutta la generazione degli anni ’90. Non tutti, però, sanno che quel videoclip fu detestato dallo stesso Cobain. Tutta colpa dell’assolo in playback che Cobain sbagliò completamente. Il cantante non si ritenne mai soddisfatto di quel videoclip, ma decise di pubblicarlo lo stesso. Storia diversa quella di Come As You Are, il cui videoclip ha seguito alla perfezione l’idea di Cobain che, nei suoi diari, scrisse che voleva “immagini di specchio deformate, bambini piccoli che nuotano, sperma, gruppo ripreso in colori sfocati […], meduse, scimmie di mare”.

La copertina di Nevermind

E veniamo, dunque, all’iconica copertina di Nevermind. La copertina che vede Spencer Elden, un bambino di appena 4 mesi, nuotare nudo in una piscina intento ad “arraffare” un dollaro attaccato ad un amo. L’idea della copertina venne allo stesso Cobain dopo aver visto un documentario sul parto in acqua. Si pensò anche ad una seconda versione della copertina in cui venivano cancellati i genitali attraverso un aerografo. Kurt Cobain insistette per avere il pene del bambino in mostra, dichiarando che “chi poteva sentirsi offeso dall’immagine del pene di un neonato, probabilmente doveva essere un pedofilo represso”.

La causa di Spencer Elden

Curiosa è la causa portata avanti da Spencer Elden. Il “bambino di Nevermind” che ha ripetuto lo scatto per diversi anniversari e che ha tatuato “Nevermind” sul suo avambraccio ha deciso di fare un regalo agli ex membri della band per il trentesimo anniversario dell’album: una bella causa per pedopornografia e violazione del diritto d’immagine. La causa, oltre che essere volta ad un risarcimento, ha come scopo anche la censura delle eventuali ristampe del trentesimo anniversario. Krist Novoselic in tal proposito ha dichiarato di avere qualcosa in cantiere, ma di non voler rovinare la sorpresa. Non ci resta che aspettare.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.