‘O scarpunciello d’a Madonna, la leggenda di Piedigrotta

'O scarpunciello d'a Madonna

‘O scarpunciello è uno dei simboli della mistica religiosità napoletana, ad esso sono legate una curiosa leggenda popolare e la costruzione di una importante basilica cittadina

Nel 1353 vennero ultimati i lavori di edificazione della chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, un santuario dedicato all’Annunciazione alla Vergine Maria che ospita una statua in legno della Madonna assai venerata dal popolo.

Due secoli dopo, nel 1571, don Giovanni d’Austria, comandante della flotta della Lega Santa, andò a salutare la Madonna di Piedigrotta poco prima della battaglia di Lepanto e vi ritornò, poi, l’ottobre successivo, dopo avere sconfitto la flotta ottomana, per porgere i ringraziamenti alla Vergine.

L’effige lignea è tutt’oggi conservata all’interno della basilica di Piedigrotta ed è meta di pellegrinaggio per tutte le donne che sperano di trovare marito o in dolce attesa, le quali omaggiano la Vergine con regali ed oggetti a forma di scarpetta: il cosiddetto “O’ scarpunciello d”a Maronna”.

Frate Bernardino, l’Abate e la tempesta

La vox populi partenopea racconta che, durante un violento temporale, Frate Bernardino, il sacrestano, per scampare alla pioggia, tornò di corso in chiesa ma non ebbe neanche il tempo di riprendersi che un nefasto accadimento turbò la sua serenità: la statua di Maria, situata sull’altare maggiore, era scomparsa. Qualcuno doveva averla rubata. Il monaco corse ad avvisare della sparizione l’Abate. 

Poco dopo, decise di controllare meglio la zona e vide la Madonna ritornare al proprio posto con il mantello completamente fradicio d’acqua perché, come raccontò lei stessa, si era “assentata” per soccorrere degli uomini in difficoltà in mare a causa della fortissima tempesta in atto. Un particolare destò l’attenzione del religioso: alla Madonna mancava ‘o scarpunciello. La Vergine, infatti, dopo aver salvato i marinai, se l’era tolto perché pieno di sabbia e dimenticato in spiaggia.

L’Abate, giunto successivamente sul posto, constatò con enorme stupore che quel che raccontava il frate era vero: il mantello della Vergine era effettivamente bagnato e le mancava ‘o scarpunciello. Decise di iniziare a cercarlo e fu proprio lì, al centro della chiesa, dove vennero rinvenute la scarpetta, un piccolo cumulo di sabbia e la statua lignea, che nacque questo particolare culto mariano.

Il priore corse da Bernardino per dargli la lieta notizia, bussò insistentemente alla sua porta ma invano: l’uomo era morto e sul suo viso era stampato il sereno sorriso di chi si è ricongiunto con il Padre ed è considerato degno di ascendere al Paradiso.

‘O scarpunciello, simbolo di fortuna e protezione

Da questa leggenda napoletana, è derivata l’usanza di regalare ‘o scarpunciello col simbolo del sole alle novelle spose, emblema di buon auspicio e protezione per il matrimonio.

Al santuario, inoltre, si recano anche i marittimi che visitano la Vergine per commemorare il miracolo compiuto in quella notte di tempesta e per ringraziarla di essere tornati sani e salvi a terra.

Alcune ricostruzioni storiche, inoltre, fanno risalire a questo racconto popolare anche la genesi della favola della Gatta Cenerentola di Giambattista Basile, opera che ispirò poi la fiaba di Cenerentola di Charles Perrault.

Il culto della Vergine Maria in Campania 

La Natività della Beata Vergine Maria è una ricorrenza della Chiesa cattolica e della Chiesa ortodossa che si celebra l’8 settembre, giornata in cui a Napoli si svolge la famosissima Festa di Piedigrotta, una celebrazione antichissima che affonda le proprie radici, come riportato dal poeta Petronio nel Satyricon, addirittura nel culto greco del dio Priapo.

La devozione per la Maria Vergine si diffuse in Campania nel III secolo d.C., ciò nonostante continuarono anche i riti e le celebrazioni pagane nella Crypta Neapolitana poco distante, finché si giunse alla costruzione, nel 1207, della piccola cappella di Santa Maria dell’Idria.

Il fil-rouge che lega la chiesa di Piedigrotta e il misterioso antro di Piedigrotta, luogo in cui riposano le spoglie di Virgilio e Giacomo Leopardi, è sempre stato profondo: in età imperiale, infatti, le giovani spose si recavano nella galleria per compiere riti propiziatori della fertilità. 

Il piede, raffigurazione del passaggio tra la vita e la morte

Giovanni Boccaccio, in una lettera del 1339, parla di una donna di pederocto e, secondo l’interpretazione comune, pare si riferisse alla Madonna di Piedigrotta; altri autori, invece, sostengono alluda semplicemente ad un piede, elemento associato al parto e al passaggio morte-vita. 

Diversi elementi fanno propendere per quest’ultima ipotesi. Ad esempio, oltre a ‘o scarpunciello d’a Madonna, anche il colombario ospitante i resti di Virgilio ha una forma simile ad un piede ed era infatti soprannominato “la scarpa al monte“. 

Anche la storia di Cenerentola, sempre con uno “scarpunciello” come protagonista, pare sia in qualche modo collegata al culto della Madonna di Piedigrotta e alle credenze pagane della Crypta.

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