“’O sole mio”, nascita di un capolavoro

Musicata da Eduardo Di Capua a Odessa, su versi di Giovanni Di Capua, la canzone è citata da Marcel Proust nel suo capolavoro

Ha avuto una straordinaria diffusione in rete un video amatoriale che riprende il dott.Massimiliano Verde in Francia mentre impartisce lezioni su Napoli e la “napoletanità”. Oltre a citare la sirena Partenope, il Vesuvio e tutta la pletora delle peculiarità e caratteri distintivi di Napoli e dell’essere napoletano,  il docente elenca, tra questi, anche la celebre ‘O sole mio . Come dargli torto? È la canzone più celebre al mondo, prima finanche di Nel blu dipinto di blu di Modugno e Immagine  di John Lennon.

Chi, almeno per una volta, non ha intonato il ritornello «Ma n’atu sole, cchiù bello  oj’ né, ‘o sole mio sta ‘nfronte a te?». Ma siamo proprio sicuri di conoscere tutto di questa canzone?

Curiosità intorno alla nascita della canzone

Ecco alcune curiosità relative alla genesi e alla sua diffusione:

1) Canzone musicata ad Odessa: i versi sono di Giovanni Capurro che affida la musica al giovane musicista e posteggiatore Eduardo Di Capua che si accingeva a partire per l’Ucraina – va ricordato che in quegli anni i posteggiatori napoletani vengono invitati nei paesi del Nord Europa, negli Stati Uniti, in Russia, dalla nobiltà, dalle corti o semplicemente da persone celebri. Di Capua riprende in quell’occasione i versi dell’amico e compone rapidamente la musica. Siamo nel 1898;

2) Seconda alla Piedigrotta: tornato a Napoli e d’accordo con Capurro, Eduardo Di Capua iscrive la canzone al concorso di Piedigrotta de La tavola rotonda, ma alla fine risultò seconda, dietro alla dimenticata Napule bello di Cinquegrana e De Gregorio;

‘O sole mio, Marcel Proust e l’inno nazionale

3) Il successo della canzone è tale che perfino l’autore della Ricerca del tempo perduto,nel sesto volume dell’opera, intitolato Albertine scomparsa, la definisce prima come «una volgare romanza», ma poi cambia idea e scrive che « ‘O sole mio ha un fascino disperato» e un «freddo penetrante»;

4) Inno nazionale: alle Olimpiadi di Anversa, nel 1920, il giovane tipografo maratoneta Ugo Frigerio vince due medaglie d’oro. Alla cerimonia di chiusura della manifestazione sportiva, il maestro della banda musicale smarrisce lo spartito della Marcia Reale. Bisogna riparare e subito. Ecco la soluzione: si comincia ad intonare le note di ‘O sole mio e la folla applaude entusiasticamente;

5) La povertà degli autori: nonostante il clamoroso successo, Capurro e Di Capua vivono nella più totale indigenza: il primo continua la sua modesta attività di cronista del Roma e a scrivere canzoni; il secondo muore nel 1917 ed è addirittura costretto a vendere il pianoforte per “permettersi” il trasporto in ospedale, dove trascorre gli ultimi giorni della sua sfortunata esistenza.