‘O spass’, la cornice delle tavole partenopee

'O spass', la cornice delle tavole partenopee

‘O spass’ inizia dalle noccioline e dalle castagne fino agli altri sfizi che tutti amano degustare come passatempo

Passeggiando per i vicoli di Napoli, la domenica o altri giorni festivi, sarà capitato a chiunque di incontrare bancarelle colorate con noccioline tostate o zuccherate, mandorle, caramelle, cioccolatini e confetti.

‘O nucellaro

Antico mestiere napoletano quello de ‘o nucellaro‘ ma che ancora oggi resiste rispetto agli altri. Col passare del tempo, ‘o nucellaro’, ampliò la vendita dei prodotti inserendo oltre alle nocciole anche il commercio di fave, noci e mandorle, conservate nei vari scomparti del carretto che il venditore posizionava agli angoli delle strade. 

Noci e nocciole, quando venivano cotte sotto la cenere, erano chiamate ‘e ciocele‘. Il grido lanciato: “Spassateve ‘o tiempe! Nucelle ‘nfurnate, cicere, fave e semmiente ‘nfurnate, accattate!
Con questa voce, il venditore di nocciole, noci e fave, attirava le persone, invitandole ad acquistare i prodotti freschi e appena sfornati, regalando un momento di gusto vivace e sfizioso.

Dal carrettino fumante di mandorle e nocciole tostate alle tavole partenopee, in particolare quelle domenicali o delle festività natalizie e non solo è un attimo.

Alla fine di un lungo pranzo per intrattenersi a tavola il napoletano sgranocchia, tra un caffè e l’altro, tutto quello che gli fa da spasso tra una chiacchiera e un’altra. Frutta secca che dalle bancarelle luminose, pesata e garantita da qualsiasi norma igienica, viene gustata anche a passeggio.

‘O spass

D’inverno con le calde castagne arrostite, d’estate con le spighe bollite e tutto l’anno con le nocciole,  mandorle e caramelle gommose. Qualche giocattolo per i più piccoli a fare da cornice. Ed ecco che la tradizione napoletana conserva ancora questi mestieri ambulanti ormai quasi in disuso. In qualche angolo di strada o in piccole botteghe si ripete il mestiere de ‘o spass’ e ad ogni periodo dell’anno si aggiunge un prodotto tipico.

A novembre con i festeggiamenti per i morti pezzi di torrone al cioccolato, nel periodo natalizio panettoni artigianali, in estate addirittura la granita. Perché ‘o spass’ inizia dalle noccioline e dalle castagne fino agli altri sfizi che tutti amano degustare come passatempo.

Anticamente erano soprattutto le donne a vendere questi prodotti, li portavano nelle cantine per rivenderli, oggi anche intere famiglie di venditori ambulanti si spostano da una festa all’altra con il proprio carrettino ma c’è anche chi ha aperto un negozietto, ‘o spass’, appunto, dove file interminabili si ritrovano soprattutto la domenica mattina, perché il pranzo domenicale non può avere chiusura migliore e la tovaglia prima di essere tolta deve essere piena di bucce di frutta secca.

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