Obi-Wan Kenobi: recensione e analisi del 5° episodio della miniserie su Disney+

Obi-Wan Kenobi

Siamo al quinto e penultimo episodio di Obi-Wan Kenobi, la miniserie ambientata nell’universo di Star Wars è agli atti finali

Obi-Wan Kenobi è nella fase finale: su Disney+ è disponibile in streaming il quinto episodio della miniserie originale ambientata nell’universo narrativo di Star Wars. E, insomma, non che finora abbia fatto strappare i capelli dalla gioia: i primi quattro episodi hanno regalato alcuni buoni spunti, ma hanno commesso anche delle ingenuità abbastanza palesi.

Se da un lato puramente tecnico e narrativo la serie TV riscuote pareri discordanti, l’onta mediatica ha portato ad alcuni casi decisamente antipatici: Moses Ingram continua a subire il peggio del web e del fandom più tossico, ad esempio. Per la serie: “La mamma degli idioti è sempre incinta”.

Inoltre, continuano ad essere riportate le notizie circa una seconda stagione e questo può rendere felici i fan che hanno apprezzato la serie, fin qui. Dunque, com’è andato questo quinto e penultimo episodio di Obi-Wan Kenobi? Vediamolo, va.

Episodio 5: Parte V

Anche questo episodio si può dividere in due parti: la prima vede una linea narrativa che racconta i fatti declinati al tempo presente, con Obi-Wan Kenobi che allestisce una resistenza su Jabiim per reggere contro l’assedio dell’Impero e contrastare l’avanzata della Terza Sorella e di Darth Vader.

La seconda, invece, è declinata al tempo passato: si rivivono i momenti della Repubblica, con un Anakin Skywalker ancora padawan che si allena in un duello con il suo maestro, Obi-Wan Kenobi. L’intenzione della doppia linea narrativa è quella di stabilire un legame narrativo tra il passato e il presente, con un timido tentativo di introspezione. Corrono dolcissime le malinconie dei due.

Dal comparto tecnico, ormai, è inutile aspettarsi qualcosa di più del compitino. Il problema è che, il compitino, non è neppure svolto bene. Il montaggio non alterna in maniera equilibrata le due linee narrative, e i punti di contatto tra passato e presente non coincidono quasi mai; se non in maniera forzata.

L’operazione nostalgia con Hayden Christensen lascia il tempo che trova; ovvero, fino a che apre bocca. Avevo dimenticato la legnosità della sua recitazione. Inoltre, lo scontro tra maestro e allievo vorrebbe far emergere le differenze emotive e strategiche in battaglia tra i due: ma funziona solamente se legate al passato. O dovrei credere che Darth Vader commetta ancora gli errori di un padawan qualsiasi?

Lo stesso Vader che poi ferma un mercantile pesante pieno di gente che è, ancora, lo stesso Vader che nella terza puntata lascia andare Obi-Wan Kenobi perché ostacolato da qualche fiamma? Ma se anche vogliamo prendere per buona l’idea, non posso far a meno di notare la scarsa verve artistica nella regia, nella scrittura e nel montaggio.

E si rinnovano anche i dubbi sulla distribuzione del budget: durante l’assedio alle porte dei ribelli, la schiera di stormtrooper è fatta, in larga percentuale, palesemente priva di comparse nei costumi. Un assedio di statue. Ma tutto ciò non fa parte del peggio della puntata, ahimé. Perché statue o non, alcune sequenze hanno regalato il senso del pericolo e regalato qualche emozione.

Avranno usato questa. Credits to LaBottegadelNerd

Tala, ad esempio, è il miglior nuovo personaggio introdotto nella serie. E sarà un gran peccato non rivederla. Il suo sacrificio è arrivato, forse, troppo presto perché il tempo on screen non è stato sufficiente. Nel momento in cui avremmo voluto sapere ancora di più su di lei e sul suo passato, e vederla al fianco di Obi-Wan per un’altra avventura, decide di immolarsi per i suoi compagni. Un sacrificio riuscito a metà, come a metà è anche l’effettiva utilità.

L’elemento peggiore si conferma, nuovamente, il personaggio della Terza Sorella. Ottiene la sperata promozione dopo aver combinato una cosa buona e cento disastri; viene liquidato il suo passato in due linee di dialogo girate malissimo e montate pure peggio; risolve il dubbio da che parte stare in due minuti, per poi contraddirsi la scena successiva; si ribella a Vader, ma forse no. Perché boh, vediamo cosa farà su Tatooine.

É protagonista di alcuni dei momenti decisivi della narrazione, ma sono inscenati male e recitati peggio. Con ogni probabilità, uno dei peggiori personaggi nella storia delle serie televisive. Non riesco a capire il perché abbiano scelto di dare un progetto così importante come Obi-Wan Kenobi a Debora Chow, e come si faccia a scegliere Moses Ingram per un ruolo così delicato.

E che dire anche del plot twist sul Grande Inquisitore? Una scena posticcio, che sembra più una videoclip girata da uno studente delle medie per il progetto di scienze. Un episodio in cui faccio fatica a salvare qualcosa. Ah… è tornato Hajar. Mi è simpatico il tizio. Ewan McGregor come Obi-Wan Kenobi ci crede tantissimo e la sua prova attoriale in questo episodio è la costante positiva della serie TV.

E con questo, in attesa dell’ultimo mercoledì, che la Forza sia con voi. Serve.