Oktoberfest: il 12 ottobre 1810 la prima volta che si tenne l’evento più atteso a Monaco

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Dal 12 ottobre 1810 al 12 ottobre 2021: un breve excursus sulla festa made in Germany

La storia dell’Oktoberfest parte da molto lontano: sono passati ben duecentoundici anni dalla prima volta che si tenne. Più precisamente la festività, nasce Il 12 ottobre 1810, quando il principe ereditario Ludwig convolò a nozze con la principessa Teresa di Sassonia-Hidburghausen.

In occasione del lieto evento, tutti i cittadini di Monaco di Baviera furono invitati a prendere parte alla festa presso i campi di fronte la porta della città. Per onorare la principessa, da allora, i campi vennero denominati di Theresienwiese (“prato di Teresa”), poi abbreviato in “Wies’n”.

La cerimonia di chiusura prevedeva presso questo campo, una corsa di cavalli, evento che si decise di ripetere anche l’anno seguente, dando il via a quello che conosciamo comunemente come Oktoberfest.

Nel 1811, per rilanciare l’agricoltura e l’economia bavarese, vennero organizzate delle fiere agricole. Ad oggi, le fiere agricole si tengono ogni quattro anni, mentre la corsa dei cavalli ebbe luogo fino al 1960. Nel 1818 venne introdotta la prima giostra e due altalene. Dal 1819 in poi la cittadinanza di Monaco si è assunta la responsabilità dell’organizzazione della festa, rendendolo un evento annuale. In seguito, la durata dell’Oktoberfest è stata allungata e la data di inizio è stata anticipata.

Dal 1850, invece, la statua della Baviera vigila sull’evento tutto tedesco.

Oktoberfest: una festa non annullata solo negli ultimi due anni

L’Oktoberfest, dal famoso 1810, si è sempre tenuto, ad eccezione di circa 24 volte, a causa di guerre o epidemie (o pandemie, come abbiamo constatato negli ultimi due anni). Ad esempio, nel 1813 venne annullato l’evento a causa della guerra contro Napoleone.

Nel 1854 e nel 1873 venne annullato per l’epidemia di colera. Nel 1866, invece, venne annullato poiché la Baviera era in guerra a fianco dell’Austria contro la Prussia. Anche durante la prima guerra mondiale (dal 1814 al 1818) e la seconda guerra mondiale (1839-1945) l’evento non ha avuto luogo.

1980: strage all’Oktoberfest

Ore 22.19 del 26 settembre 1980: una bomba esplode di fronte l’ingresso dell’Oktoberfest. 13 morti, 211 feriti. Un attentato gravissimo per la cui paternità bisognerà attendere il processo due anni dopo. A piazzare la granata è stato Gundolf Köhler, uno studente di Geologia. È stato possibile il suo riconoscimento solo grazie al passaporto, che aveva con sé al momento del ritrovamento.

Le ferite dell’uomo erano troppo gravi, era terribilmente sfigurato al volto e privo di braccia quando è stato ritrovato; dunque, il documento è stato essenziale ai fini della risoluzione del caso.

Su Netflix la serie tv dedicata all’Oktoberfest

Oktoberfest: birra e sangue – titolo originale: Oktoberfest 1900 – racconta la storia (fittizia) di Curt Prank, un visionario e ambizioso imprenditore che possiede un importante birrificio della Franconia. Il signor Prank è intenzionato ad espandere quelli che sono i suoi affari all’Oktoberfest.

Purtroppo, in quanto non residente, non riesce ad ottenere la licenza per i liquori, né può essere servita la sua birra della Franconia. Utilizzando metodi poco ortodossi, come l’estorsione, la corruzione e l’omicidio a contratto, Prank riesca a rubare cinque terreni adiacenti su cui vuole costruire una tenda gigante.

Il piano di Curt Prank, però, porta i birrifici tradizionali di Monaco, come il Deibel Bräu appartenente alla famiglia Hoflinger, sull’orlo del fallimento e inizia una rivalità tra di loro, una vera e propria lotta per la sopravvivenza. Oltre ai concorrenti del signor Prank, nasce una storia d’amore tra la figlia di Curt Prank, Clara, e Roman Hoflinger, il figlio della famiglia del birrificio, che mette in pericolo i piani di Curt. Per saperne di più su questa serie, non vi resta che guardarla!

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.