Omaggio di Raffaele Cirillo all’inimitabile D10 Diego Armando Maradona

5 luglio 1984-25 novembre 2020: l’inizio e la fine di una leggenda storica

Omaggio di Raffaele Cirillo per Maradona a Boscotrecase

Era il 5 luglio del 1984 quando Diego Armando Maradona varcò la soglia dello stadio San Paolo. Migliaia di persone erano lì, d’improvviso lo videro, “capelli neri, ricciolini, basso e tozzo” e tutto d’un tratto la curva intonò un solo coro, portava in alto la bandiera bianco azzurra che Maradona da quel momento in poi decise di difendere a spada tratta. Come un amore a prima vista è stato il benvenuto di Maradona nell’incredibile Napoli, omaggiato da tutti e per ultimo da Raffaele Cirillo con un murale alto tre metri a Boscotrecase.

Maradona: dal quartiere periferico di Villa Fiorito a Buenos Aires fino ai quartieri di Napoli

Crebbe nella miserabile vita del quartiere di Villa Fiorito, nella miseria in cui visse, due furono gli ingredienti principali della sua personalità: umiltà e dedizione. Quella di Maradona è stata la comune vita di un bambino cresciuto per la strada, ma non un comune modo di agire. All’età di due anni ebbe regalato un pallone, l’inizio di un amore che ha reso possibile l’esistenza di un campione mondiale. Cresce con un solo obiettivo: inseguire il pallone:

“Quiero ser campeon del mundo”

Diego Armando Maradona

Da grande professionista ha militato nell’Argentinos Junior, nel Boca Juniors, nel Barcellona per poi giungere a Napoli. “Croce e delizia” è stato il rapporto di Maradona con il popolo napoletano, che lo ha supportato, ma soprattutto amato. Sì, Maradona è stato ed è ancora oggi acclamato dai napoletani, perché il suo sguardo era il riflesso delle vite dei singoli cittadini. Umili furono i sentimenti nobili di un calciatore che si è schierato dalla parte dei più deboli; eh sì proprio cosi, perché:

“Napoli è la vergogna dell’Italia, criminalità e povertà”.

E invece tu, Diego, hai addolcito la pillola a coloro che da anni l’hanno infangata e umiliata, con il tuo sinistro, con il tuo essere controcorrente, rivoluzionario. La rivoluzione è stato l’incontro dei nostri occhi con i tuoi, occhi che si sono riconosciuti, appartenuti.

Maradona: l’inimitabile “pibe de oro”

Sei stato e continui ad essere indiscutibilmente “el pibe de oro”; dal 25 novembre il branco si è riunito Diego, quanto vociferare, quanti moralisti. “Droga, donne, associazioni criminali”; come se le persone volessero infangarti anche nell’aldilà, ce lo hai insegnato tu: ” l’invidia ed io siamo due mondi che non possono appartenersi”.

La vita ce la creiamo noi, errori e gioie comprese, purtroppo Diego la tua fragilità è piombata nelle mani della “dama bianca” alla quale non hai saputo più dire no; ti ci sei catapultato, hai cercato di tirarti fuori; nonostante fossi annebbiato hai saputo riconoscere gli errori che tu Diego, prima di essere “il Dio”, hai ammesso a te stesso come uomo e poi come calciatore.

“Ho fatto quello che ho potuto, non credo di essere andato così male.”

Diego Armando Maradona

Hai fatto quel che hai potuto Diego, hai fatto sognare, amare, unire.
Hai donato speranza ai bambini dei quartieri napoletani, che come dicevi tu: “sogno di essere l’idolo dei bambini napoletani perché sono come io ero a Buenos Aires”. Credi sia roba da poco donare un sogno, una speranza?

Raffaele Cirillo: “Murale di Maradona a Boscotrecase”

Il 44enne artista boschese, Raffele Cirillo ha dato il suo tributo per Maradona , omaggiandogli un murale a piazza Sant’Anna, piazza principale di Boscotrecase. Viene raffigurato Maradona a mezzo busto, con la maglietta del Napoli con sopra cucito lo scudetto.

“La grandezza di Diego mette d’accordo tutti,Maradona è, per chi l’ha vissuto e per chi non c’era, uno scudo dietro il quale difendersi ed una spada con la quale attaccare. L’ultimo portatore di speranza, di allegria e spensieratezza per un popolo troppo spesso martoriato. Era dalla parte degli ultimi e li ha fatti diventare primi, un condottiero, un eroe, un vanto, una medaglia da apporre alla divisa… proprio come uno scudetto, magari due”.

Spiegano gli organizzatori che hanno dato vita a questo murale alto più di tre metri.

Quartieri spagnoli, San Giovanni a Teduccio, Materdei, Boscotrecase, piazze, vicoli, parlano di te. Le masse continueranno a parlare e noi in silenzio li lasceremo marcire nell’odio che li attanaglia. D’altronde come si può spiegare il mare a chi vede solo acqua?

“Tutti dicono: questo è stato il migliore del Barcellona, questo è stato il migliore del Real Madrid, questo è stato il migliore del Chelsea, questo è stato il migliore… Io sono orgoglioso di essere stato il migliore a Napoli”.

Diego Armando Maradona