L’Orologio Astronomico di Praga: meraviglia per un naso all’insù!

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L’Orologio Astronomico della Città Vecchia di Praga è considerato uno degli splendori più eccentrici al mondo

La sua particolare storia e la sua bellezza artistica attirano ogni anno milioni di visitatori e non solo appassionati di astrologia. Uno strumento medievale che lascia tutti con il fiato sospeso

L’Orologio Astronomico e la sua funzione insolita

L’Orologio Astronomico di Praga, situato nella parte antica della città, nacque per un’esigenza puramente agricola.
Fu commissionato dal potere governativo centrale per aiutare i propri contadini a capire l’andamento delle stagioni ed i diversi fenomeni atmosferici. Infatti, il quadrante astronomico, posizionato nella parte centrale, indica le fasi lunari e le diverse posizioni del sole durante l’anno. Nel Medioevo, dunque, la città di Praga sentì maggiormente un’esigenza economica nel costruire l’orologio piuttosto che il desiderio di controllare il tempo.

Chi fu l’inventore del tempo di Praga?

L’Orologio del Municipio, chiamato dai praghesi Oroloj, venne progettato nel 1380 dal grande orologiaio Mikulas da Kadan. Intorno alla storia della sua nascita, una leggenda alquanto oscura sembra prendere forma. Si narra che il creatore Mastro Hanus, terminata l’opera, suscitò stupore e compiacimento nella città di Praga per il lavoro realizzato. La sua notorietà raggiunse ogni angolo della città. Sfortunatamente, una notte Mastro Hanus venne accecato dalle stesse autorità che avevano commissionato l’Orologio. Il motivo? Erano troppo spaventate che l’artista potesse realizzare altrove un capolavoro simile. La vita di Mastro Hanus cambiò del tutto e fu esasperante. Poco prima di morire, Hanus maledisse l’orologio, non rivelò a nessuno la reale sequenza del suo funzionamento e una notte sabotò il suo sistema di ingranaggi. Quest’ultimo, infatti, venne riparato soltanto un secolo dopo.

Lo spettacolo dell’Orologio Astronomico

Allo scoccare di ogni ora, l’Orologio Astronomico del Municipio regala uno spettacolo mozzafiato di circa quarantacinque minuti. Dalle 9 alle 23 all’intervallo di 60 minuti appaiono, nella parte inferiore del quadrante, dodici apostoli che si muovono in processione. Essi sono, poi, seguiti da un gallo cantante di colore oro e il suono festante delle campane. Durante tale spettacolo, tutte le statue che circondano la composizione non sono ferme, ma si muovono in una danza festante. Ognuna di esse ricopre un significato religioso-mistico. Tra tutte spicca la statua della Vanità raffigurante un uomo con lo specchio.

La leggenda del gallo dorato

L’Orologio Astronomico utilizza un gallo dorato per la conta delle ore. Una storia curiosa rende la sua figura particolare. Il mito racconta che il primo canto del gallo delle ore 9.00 del mattino fa sì che i fantasmi e gli spiriti maligni si allontanino dalla città. Questa credenza popolare, è legata ad un’avventura insolita di un piccolo uccellino. Un mattino un uccello si ritrovò incastrato nella bocca dello scheletro, una statua interpretata come simbolo della morte. Erano le ore 9.00 in punto. Il povero uccellino riuscì a liberarsi soltanto al termine del canto del gallo dorato che segnava l’inizio dell’ora successiva.

L’Orologio Astronomico ci mostra l’astrologia del Medioevo

Al di sotto del quadrante che segna il trascorrere delle ore giornaliere vi è un altro quadrante, quello astrologico.
Le lancette che si muovono, simboleggiano il Sole e la Luna. Al centro vi è la Terra, simbolo del dogma di credenza dell’epoca: la Terra è al centro dell’Universo e tutto il creato ruota intorno ad essa.  Vi sono tre cerchi che si sovrappongono indicano l’ora ceca, l’ora europea e l’ora di Babilonia. Quest’ultima è realizzata con numeri arabi.
Infine, vicino alle linee dorate che segnano le quattro parti della giornata, vi troviamo le scritte di aurora, alba e tramonto. Un’opera senza tempo, ricca di storia e di leggende che stimola i visitatori a restare con il naso all’insù per ore ammirando la sua maestosità.

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STEFANO POPOLO

CEO & Founder

Classe 1993, fondatore di Ambasciator e giornalista pubblicista.
Ho pensato al nome Ambasciator per raccontare fedelmente la storia delle persone, come strumento e mezzo di comunicazione senza schieramenti. Ambasciator, non porta penna.